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Linea Diretta  Segretario Responsabile Vincenzo D'AGOSTINO   + 39 338 8917749

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Gruppo UBI Banca ...Il Garante per la protezione dei dati personali ha obbligato le banche, dal 3 giugno 2014.... CONTINUA

https://drive.google.com/file/d/0Bwa-6pG_pL-8ZWVaLWNBZFZoSG1zUmd6Mkl5ZUlBSEZ0aGxz/edit?usp=sharing

 

News da Gruppo UBI : accordo detassazione produttività 2014

https://drive.google.com/file/d/0Bwa-6pG_pL-8VDVNQlNaWk5mTzRGMFVYNDh6UFFNR3ZwWWFj/

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FIRMATO ACCORDO SUL PROVVEDIMENTO  DEL GARANTE DELLA PRIVACY

Il Garante della Privacy obbligherà le Banche, dal 3 giugno 2014, a registrare ed archiviare tutte le interrogazioni/consultazioni (inquiry) fatte da tutti i dipendenti sui dati della clientela e a predisporre un sistema di verifica che evidenzi “intrusioni o accessi anomali ai dati bancari, tali da configurare eventuali trattamenti illeciti”. L'accordo sottoscritto in data 8/5/2014 nel Gruppo UBI, definisce gli aspetti operativi, fra cui la modalità di archiviazione e consultazione di tali archivi, nonché specifiche garanzie a favore dei dipendenti e limitazioni dell'utilizzo dei dati alle sole finalità stabilite dal Garante della Privacy. In sintesi, saranno attivati “specifici alert” ed effettuati controlli a campione finalizzati ad individuare “comportamenti anomali o a rischio” quali richieste di dati atte a soddisfare curiosità personali e che non hanno alcuna attinenza con le attività svolte nel proprio ruolo. Pertanto, raccomandiamo a tutti i colleghi di leggere attentamente la circolare che l’Azienda emetterà con le indicazioni e le precisazioni dovute e di effettuare ogni attività con diligenza ed accortezza.


Bergamo,  13 maggio 2014  


Dircredito   Fabi   Fiba-Cisl   SINFUB    Ugl   Uilca-Uil
Coordinamenti del Gruppo UBI Banca

F.O.C. FONDO NAZIONALE PER IL SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONENEL SETTORE DEL CREDITO

Al via il contributo per le nuove assunzioni nel settore Il giorno 3 aprile 2014 il Comitato di Gestione del FOC (organismo paritetico tra le OOSS e ABI) ha esaminato le prime domande di finanziamento provenienti dalle aziende per le assunzioni ovvero le stabilizzazioni effettuate dal 1/1/2012 (ricordiamo che le aziende hanno tempo sino al 30/6/2014 per presentare tali domande).

Continua clicca sul link qui sotto per leggere la notizia

https://docs.google.com/file/d/0Bwa-6pG_pL-8WnJFY1dVRUxIOGdfNzFxYTVpdF82cmNrRHVF/edit

PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEI BANCARI

Un Contratto per la difesa dell'occupazione e per la valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori
all'interno di un nuovo modello di banca al servizio del Paese
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Continua clicca sul link qui sotto per leggere le proposte unitarie

https://drive.google.com/file/d/0Bwa-6pG_pL-8cHdLVHVSX2VPRlcydjhQMTRnZE12cnpGcm1R/edit?usp=sharing

 

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UNICREDIT: NON SI POSSONO CHIEDERE SACRIFICI AI LAVORATORI. LE RESPONSABILITÀ STANNO DA UN’ALTRA PARTE

Abbiamo appreso dal comunicato diffuso dall’Azienda che il Gruppo UniCredit ha registrato nel 2013 una perdita netta di 14,0 miliardi di euro. Si tratta di un risultato economico molto pesante rispetto al quale esprimiamo forte preoccupazione, nonostante sia stato presentato dall’A.D. Ghizzoni come un anno “di svolta”, in particolare, per come l’azienda ha gestito la comunicazione, il rapporto con i lavoratori e i loro rappresentanti, e impostato il piano industriale 2013/2018 scaricando sui lavoratori il costo della ristrutturazione.Da una prima lettura emerge come tale risultato sia riconducibile, prevalentemente, a voci straordinarie e ad una pulizia radicale sui crediti come conseguenza di una pessima gestione del credito che ha caratterizzato il Gruppo negli ultimi anni. In attesa dei necessari approfondimenti e dell’incontro in calendario per il prossimo 19 marzo con i vertici aziendali, le scriventi Segreterie ritengono opportuno esprimere alcune considerazioni di merito:
1) Il Gruppo UniCredit ha ridotto i ricavi per effetto del calo degli interessi netti, dinamiche di cambio sfavorevoli, tassi di interesse ai livelli minimi, debole domanda di finanziamenti nell'Europa occidentale che ha compresso i margini, bassi ricavi da negoziazione, ma il risultato del perimetro Italia registra un aumento dei ricavi dello 0,3% con una contrazione significativa dei costi del personale (- 2,3%).
2) Il risultato negativo di 14 miliardi di euro, concentratosi sul IV trimestre, è attribuibile a rettifiche di valore (avviamento delle aziende - con l’azzeramento dell'avviamento del perimetro Italia - e di rapporto con i clienti del gruppo per €9,3 miliardi), rettifiche accantonamenti su crediti (€9,3 miliardi), oneri di ristrutturazione destinati a ridurre l’organico (circa 8.500 unità per €0,7 miliardi). La differenza rispetto al 2012 è data per circa 1/3 dalle rettifiche su crediti (€4,3 miliardi) e per circa 2/3 dalle rettifiche di avviamento (€8 miliardi).
3) Tale risultato risente del beneficio della valutazione della quote Banca d’Italia pari a €1,4 miliardi altrimenti destinato ad essere ancora più negativo.
4) Nonostante il risultato negativo è stata inspiegabilmente deliberata la distribuzione di utili agli azionisti.
Riteniamo che in questa azienda gli interrogativi più importanti debbano riguardare le responsabilità di chi ha determinato questa situazione, le responsabilità di chi decide di gestire in questo modo la fase, le responsabilità di chi decide di scaricarne le conseguenze sui lavoratori e sull’occupazione come si evince dal Piano Industriale presentato contestualmente ai risultati di bilancio. Non vorremmo che il dividendo, comunque previsto, sia il prezzo pagato per tenere buoni gli azionisti mentre si penalizzano pesantemente le lavoratrici e i lavoratori. E vedremo alla fine quanti soldi avranno il coraggio di attribuirsi i top manager per la perdita contabilizzata.Un film già visto! Dopo il Piano Industriale 2010-2015, che ha ridotto l’occupazione di circa 8.000 lavoratori, UniCredit decide di presentarne un altro per il 2013-2018 con ulteriori 8.500 esuberi di cui 5.700 nella sola Italia. Non è possibile che in presenza di problemi riconducibili a scelte strategiche fallimentari, a crediti, spesso di grandi entità, non correttamente erogati ed a rettifiche del valore delle aziende acquisite nel tempo la risposta sia la riduzione dell’occupazione mettendo a rischio la capacità stessa dell’azienda di produrre ricavi negli anni a venire. Questo è il vero problema! “La ricetta meno organico maggiore redditività ha già dimostrato tutti i suoi limiti; la prospettiva deve essere cambiata!” Il vero rimedio è realizzare un nuovo modello di banca in grado di essere motore di crescita dove le agenzie rappresentino la modalità principale di presidio del rapporto con il cliente rispetto a quello di una banca virtuale e tecnologica.Per risolvere i problemi legati ad una errata impostazione industriale e gestionale non vogliamo giocarci il futuro. Il futuro è dato dal lavoro e dagli investimenti.
Roma, 12 marzo 2014
LE SEGRETERIE DI GRUPPO
LE SEGRETERIE NAZIONALI

CCNL: PRIMA DI PARTIRE IL TAVOLO REGISTRA GIA’ DISTANZE ABISSALI


Si è svolto in data odierna l'incontro tra le Organizzazioni Sindacali nazionali e l'Abi, come previsto dal verbale del 20/12/2013, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei bancari. Pur non essendo entrati nel merito di eventuali proposte, il tavolo ha registrato distanze abissali tra le diverse posizioni in merito alle prospettive ed agli obiettivi del negoziato futuro. Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito la volontà di tutelare occupazione e salario in un contesto di riforma del modello di banca che sarà proposto ai lavoratori ed al Paese. In quest'ambito le OO.SS. si sono impegnate a iniziare la consultazione dei lavoratori entro marzo, al fine di approvare la piattaforma entro aprile e riavviare il negoziato.


LE SEGRETERIE NAZIONALI
Roma 3 marzo 2014

Rinnovo del Contratto del Credito: una piattaforma in tempi brevi per dire NO ai ricatti di Abi

 

Dopo la disdetta del Contratto da parte di Abi, anticipata di 10 mesi sulla naturale scadenza, la grande mobilitazione proclamata dalle Organizzazioni Sindacali e sostenuta con forza e consapevolezza dalle lavoratrici e dai lavoratori della Categoria ha permesso di raggiungere il duplice obiettivo di trovare l'accordo per gli adeguamenti di legge del Fondo di Solidarietà e di far ritirare la disdetta del CCNL. Il 20 dicembre 2013 è stata respinta l'idea di Abi di stravolgere l'architettura del Fondo esuberi e del Contratto Nazionale. Pur soddisfatti dell'esito del primo “round” dobbiamo essere in grado di contrastare il disegno di ABI, che non è certamente tramontato, di smantellare il contratto collettivo nazionale di lavoro. E' necessario quindi dar seguito alla lotta espressa dalla categoria per elaborare una nostra proposta di modello di banca diverso da quello attuale e definire in tempi brevi una piattaforma rivendicativa da sottoporre al giudizio e al voto delle lavoratrici e dei lavoratori. La crisi economica che si sta protraendo da oltre 5 anni ha fortemente inciso sui risultati delle banche sia a causa del grave deterioramento delle attività creditizie che per l'incapacità endemica della classe dirigente delle banche di individuare risposte che non siano di breve o brevissimo periodo. Ancora una volta i banchieri intendono rispondere alla riduzione di redditività con la trita ed insostenibile ricetta del taglio dei costi che passa attraverso le riduzioni di personale, l'esternalizzazione delle attività e il ridimensionamento degli stipendi, degli inquadramenti e del welfare aziendale, oltre che con un attacco senza precedenti alle garanzie del contratto nazionale. In ragione di questa situazione la risposta della Categoria deve essere adeguata allo scontro in atto e prevedere la definizione di una piattaforma incentrata sulle tutele fondamentali, oggi sotto attacco dalla controparte: occupazione, area contrattuale, salario e contrattazione di 2°livello.

Occupazione e Area contrattuale

La difesa dell'occupazione e dell'area contrattuale è centrale per la Categoria. Bisogna salvaguardare i posti di lavoro, impedire il ricorso alle esternalizzazioni di lavorazioni e di lavoratori e incentivare le assunzioni. In questi anni, pur in misura ridotta per gli effetti della crisi e delle ristrutturazioni, le banche hanno attivato nuove assunzioni a copertura parziale del turn over per esodi e pensionamenti e questo si deve alle trattative sindacali nelle Aziende e nei Gruppi. Il fenomeno delle esternalizzazioni, che in passato non aveva caratteristiche rilevanti, ha visto nell'ultimo periodo le aziende ricorrervi in maniera strutturata con motivazioni spesso discutibili e sicuramente mai condivise dal sindacato. In questo rinnovo è necessario definire ulteriori norme più vincolanti e cogenti da integrare con le tutele già presenti nel CCNL.

Salario

Bisogna respingere il ricatto che anche di recente Abi continua a riproporre: ”nessun aumento salariale in cambio del mantenimento dell'occupazione”. Questa modalità non è solo ingiusta perché vuol far pagare la crisi esclusivamente ai lavoratori (dimenticando o fingendo di ignorare le gravi responsabilità del Top Management nell'aver portato la gran parte delle banche nella situazione di difficoltà in cui si trovano ora),ma è anche profondamente sbagliata! Dalla crisi si esce solo con un aumento della domanda interna(tesi sostenuta da gran parte degli economisti) e questo è possibile solo se si aumentano i salari e si difende l’occupazione. Noi rivendichiamo il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni a partire dalla tabellizzazione degli aumenti del contratto scorso ed il ripristino degli accantonamenti completi per il TFR e gli altri istituti aziendali. Bisognerà infine individuare una regolazione degli emolumenti dei Top Manager, come peraltro autorevolmente auspicato dalla Banca d’Italia e dai regolatori europei, anche in rapporto con le retribuzioni del restante personale.

Contrattazione di 2°livello

Anche su questo terreno deve essere respinto l'aut aut lanciato nei giorni scorsi dalla controparte sui media: o incrementi salariali o contrattazione di 2°livello! La contrattazione integrativa nelle Aziende e/o nei Gruppi ha una grande tradizione nella nostra categoria e ha permesso di negoziare nel tempo premi di produttività, organizzazione del lavoro e percorsi professionali, coperture pensionistiche ed assistenziali integrative in varie e molteplici forme. E' un patrimonio da non disperdere, anzi da rilanciare a partire dal welfare e dai nuovi modelli organizzativi(con relativa negoziazione degli orari,delle professionalità, degli inquadramenti e della formazione). Vista l'incapacità dei banchieri ad individuare una via di uscita dalla crisi che non intacchi garanzie e professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori bancari, affiancheremo alla piattaforma rivendicativa un documento con la nostra proposta per un nuovo modello di banca alternativo a quello di ABI. Partendo dall'analisi dello scenario del settore, individueremo e discuteremo con i colleghi e le colleghe, le nostre proposte sui temi che intendiamo portare all'attenzione dei banchieri e dell'opinione pubblica, non solo contrattuali, ma anche relativi alle nuove sfide poste dai modelli distributivi, dall'ambito di azione delle banche e per una più ampia partecipazione e coinvolgimento di lavoratori e territorio alla vita e al futuro di un settore essenziale del Paese. ABI ci ha convocato il prossimo 3 marzo. In ottemperanza agli impegni formalmente assunti a dicembre non ci sottrarremo al confronto, fermo restando che, per far ripartire la discussione contrattuale dalle esigenze della categoria, nessuna trattativa per il rinnovo del CCNL si può aprire prima delle assemblee con le lavoratrici ed i lavoratori, che saranno programmate a partire dalla metà del mese di marzo. E' nostro impegno tenere informata la categoria di ogni passaggio con la controparte.

Roma, 24 febbraio 2014

Le Segreterie Nazionali

Dircredito Fabi Fiba-Cisl Fisac-Cgil Sinfub Ugl-Credito Uilca

Bpm, Castagna e Anolli favoriti - Milano Finanza

www.milanofinanza.it

Salvo sorprese, sarebbero Giuseppe Castagna e Mario Anolli i due nomi di punta della lista che Piero Giarda presenterà per il vertice della Banca Popolare di Milano.Dopo la trasferta di ieri in Banca d'Italia, sembra che il presidente Piero Giarda sia assai vicino a sciogliere la riserva sui nomi del consigliere delegato e del presidente del consiglio di gestione.Via Nazionale avrebbe espresso gradimento per "soluzioni che non scomodino nessuno", spiega una fonte ben informata a Milanofinanza.it. Si allontana dunque l'ipotesi di un nomina di Fabrizio Viola, oggi amministratore delegato del Monte dei Paschi. All'indomani della burrascosa assemblea di sabato 28 dicembre, Viola avrebbe infatti avviato contatti con Giarda per sondare l'ipotesi di un ritorno in Piazza Meda.Bankitalia però preferisce evitare terremoti al vertice del gruppo senese, specie in un fase delicata come quella attuale, con un aumento di capitale in rampa di lancio e un delicato piano industriale da realizzare. Anche di chiarazioni di ieri del presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi, invocavano infatti una tregua e una permanenza di Viola in Rocca Salimbeni.La strada appare dunque spianata per la nomina di Castagna, ex direttore generale di Intesa Sanpaolo e candidato della prima ora per la guida di Bpm. Per la presidenza del cdg il favorito sarebbe invece il professor Anolli, preside della facoltà di Scienze bancarie della Cattolica di Milano. Anche se la strada sembra ormai in discesa, la preparazione della lista potrebbe richiedere ancora qualche tempo. Al punto che la scadenza di martedì prossimo 14 gennaio potrebbe non essere rispettata. Dopo la presentazione sarà poi decisivo il confronto con le varie anime della banca, a partire dal primo socio Investindustrial. Per il momento il fondo guidato da Andrea Bonomi non ha condiviso alcun nome con Giarda e attende pazientemente di conoscere quali siano le scelte del professore. L'auspicio di Bonomi è che il nuovo cdg sia composto da nomi di alto profilo tecnico in grado di affrontare le prossime sfide di Bpm, dall'aumento di capitale agli stress test.

Fonte Milano Finanza

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201401091532187239&chkAgenzie=TMFI&titolo=Bpm%2C+Castagna+e+Anolli+favoriti

La Segreteria Regionale Puglia Augura a Tutti Voi Uno Strepitoso Natale ed Un Felicissimo Anno 2014

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Sciopero REGIONALE PUGLIA  giorno  15 Novembre 2013

 

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SULLA STAMPA TODAY

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Sciopero Bancari

dal Corriere della Sera

Sciopero dei bancari: quale è la posta in ballo? E, soprattutto, quali prospettive ci sono per una ripresa del confronto? Ecco due domande cruciali in una giornata in cui molti sportelli resteranno chiusi. Il sindacato della categoria si aspetta un’adesione elevata alla protesta: 70 per cento. E promette già un calendario con più giornate di astensione dal lavoro se l’Abi non sospenderà la disdetta del contratto nazionale di categoria comunicata il 16 settembre. Dal canto suo l’associazione bancaria italiana ha spiegato in più occasioni la ragioni di una decisione difficile: la crisi pesa anche sugli istituti di credito e il costo del lavoro è diventato insostenibile. Ma andiamo con ordine.Cosa comporta la disdetta del contratto. Il contratto nazionale era stato firmato a gennaio nel 2012 e scade il 30 giugno dell’anno prossimo. Per effetto della disdetta, dal primo luglio 2014 non sarà prorogato nemmeno in mancanza di una nuova intesa. Nella prima metà del 2014 è previsto uno scatto retributivo: i bancari lo avranno comunque in busta paga (il grafico degli stipendi). La disdetta consente, però, agli istituti di credito di non ripristinare alcune voci del Tfr decurtate a partire dal gennaio 2012. Più in dettaglio, il contratto appena disdettato prevede a regime 170 euro lordi l’anno in più in busta paga. Ma per ottenere questo risultato il sindacato aveva accettato le cosiddette “compensazioni”, ovvero tagli ad altre voci della busta paga, in particolare del Tfr. Voci che – senza la disdetta dovevano essere ripristinate dalla seconda metà del 2014. Secondo stime sindacali, di fatto le “compensazioni” riducono l’aumento reale in busta paga del 50 per cento Congiuntura difficile. Quando venne firmato il contratto le parti pensavano che nel 2014 il momento delle vacche magre sarebbe stato un ricordo. Così non è stato. A oggi le sofferenze bancarie (soldi prestati che gli istituti non contano più di recuperare) in Italia ammontano a 140 miliardi di euro. Dal canto suo ieri, durante la giornata del risparmio, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha parlato di necessità per il sistema bancario di tagli dei costi, specie del personale che rappresenta la metà di quelli complessivi. Nello stesso tempo ha invocato una riduzione dei compensi per i manager degli istituti di credito.

Una categoria in mezzo al guado. Di certo negli ultimi vent’anni il posto in banca è cambiato. Come mostra la tabella in questa pagina, il potere d’acquisto dell’impiegato allo sportello si è ridimensionato. Non solo. Secondo il primo sindacato della categoria, la Fabi, da gennaio 2000 al 2013 sono stati tagliati 48 mila posti di lavoro. Da oggi al 2020 è già stabilita l’uscita di altri 19.800 colletti bianchi. Morale: 70 mila posti in meno. Lo stesso sindacato stima che per ogni quattro posti persi uno solo sia rimpiazzato con un’assunzione.Il ruolo del governo. Il sindacato spera a questo punto sia il governo a sciogliere l’impasse. Convocando le parti. Lo ha detto ieri in modo esplicito il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale. Molti hanno considerato un buon auspicio una dichiarazione del ministro del Lavoro. “Ritengo ancora possibile, per contatti avuti con il sindacato e con l’Abi, una soluzione che contempli diversi obiettivi, compresa la tutela dei lavoratori”, ha detto Enrico Giovannini. Quello che la categoria a questo punto teme di più, è l’eventualità di rinnovi contrattuali azienda per azienda. Ma anche la prospettiva di nuovi esuberi. Perché a questo punto della storia la carta (meno dolorosa) dei prepensionamenti è già stata giocata.

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Il 31 Ottobre scioperiamo per la difesa del nostro futuro


Lunedì 16 settembre, con circa 10 mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, l’ABI ha disdettato il Contratto Nazionale di Lavoro di Settore, assumendo formalmente un atteggiamento irresponsabile
nel momento peggiore della crisi del Paese.
Non è accettabile addebitare le difficoltà delle banche esclusivamente ai fattori esterni (crisi economica) e cercare di scaricare le responsabilità solo sui contribuenti e sui lavoratori, mentre il top management, lungi dall’elaborare delle soluzioni in grado di far crescere i ricavi, vede crescere in misura esorbitante i propri stipendi, bonus e liquidazioni, nello stesso tempo in cui chiede sacrifici ai propri dipendenti. Una classe dirigente che, mentre chiede l’intervento del Governo a sostegno dei bilanci delle banche,non si preoccupa di dedicare attenzione all’economia reale, alle imprese, alle famiglie, ai temi dello sviluppo della crescita e dell’occupazione  L’ABI etichetta i lavoratori del nostro settore come troppo vecchi, scarsamente motivati, culturalmente distanti dalle nuove esigenze delle banche, marcatamente resistenti o comunque poco disponibili al cambiamento, alla riconversione e riqualificazione professionale, troppo stabili e poco flessibili. L’ABI cerca di cancellare il Contratto Collettivo e di mettere in discussione il Fondo di solidarietà, che in questi anni è stato utilizzato
molto positivamente, perché ne ritiene eccessivi i costi. La gestione degli “esuberi” avverrebbe così attraverso l’Aspi (sussidio di disoccupazione) e l’utilizzo della legge 223 sui licenziamenti collettivi. Chiediamo ai banchieri la riduzione del divario inaccettabile fra le retribuzioni del management e quelle dei lavoratori, la tutela dell’occupazione, la salvaguardia della professionalità dei dipendenti, il mantenimento della centralità del Contratto Collettivo, la difesa del Fondo di Solidarietà e un modello di banca efficiente e vicino ai settori economici più colpiti dalla crisi. La lotta per la difesa dei bancari e del loro futuro sarà lunga e aspra. Inevitabile come risposta all’attacco dei banchieri.

SCIOPERO 31 OTTOBRE 2013

Oggetto: Comunicazione ai sensi della L. 146/90 come modificata dalla L.83/2000 e dell'accordo di settore ABI

Il giorno venerdì 27, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha avuto luogo il tentativo obbligatorio di conciliazione in relazione alla proclamazione dello stato di agitazione della categoria in risposta alla disdetta da parte di ABI dei CCNL Credito. Nel corso dell’incontro non sono emersi elementi di novità in merito alle circostanze che hanno determinato la proclamazione dello stato di agitazione della categoria. Queste Organizzazioni Sindacali hanno chiesto con fermezza ad ABI di retrocedere da una decisione provocatoria e conflittuale, che interviene in un momento particolarmente delicato per il settore e per il paese.ABI non ha ritenuto di accogliere tale richiesta, pertanto il tentativo di conciliazione ha avuto esito negativo. In risposta a tale atteggiamento queste Organizzazioni Sindacali proclamano una giornata di Sciopero Nazionale della categoria per il giorno 31 ottobre 2013. Specifichiamo di seguito le modalità di effettuazione dell’astensione dal lavoro per i lavoratori con orario di lavoro diverso da quello definito standard dal Contratto Nazionale:· Turnisti: dall’inizio di ciascun turno e per tutta la durata dello stesso (il turno notturno da considerarsi quello che inizia nella serata dello stesso giorno solare della proclamazione) · Part time orizzontale : l’intera giornata lavorativa prevista individualmente (il Part Time verticale sciopera come il tempo pieno se nella giornata di proclamazione effettua la prestazione lavorativa) . · Distribuzioni dell'orario 6x6, 4x9,: l’intera giornata di lavoro.· Flessibilità extra standard, dall’inizio dell'orario di lavoro per tutto l’orario giornaliero.· Quadri direttivi: l’ intera giornata di prestazione, indipendentemente dalla collocazione oraria.Copia della presente comunicazione verrà inviata alle principali testate giornalistiche e televisive, inosservanza di quanto specificato negli accordi di settore, al fine dell'informazione alle aziende che erogano il servizio.

Bancari, l'Abi disdetta il contratto

Abi ha disdettato unilateralmente il contratto collettivo nazionale dei bancari che è stato siglato all'inizio del 2012 e che prevedeva un aumento medio di 170 euro a regime. L'ipotesi del contratto, che aveva avuto una discussione molto animata nelle assemblee dei lavoratori, era stata approvata da quasi il 60% dei lavoratori. La delegazione dei banchieri, guidata dal presidente del Casl e vicepresidente di Abi, Francesco Micheli, ha così deciso di usare la carta della disdetta perché, gli oneri del contratto siglato il 19 gennaio del 2012 risultano "particolarmente gravosi" e "non sono più sostenibili a fronte del peggioramento dello scenario economico e produttivo". In particolare nella lettera del direttore generale di Abi Giovanni Sabatini indirizzata ai sindacati, si legge che "le banche italiane registrano un calo di redditività «insostenibile» dovuto alla crisi ma anche alle riforme regolamentari e all'impatto dell'innovazione tecnologica"....

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Poco meno di un anno fa, esattamente il 29.09.2012, l' Azienda condivise e sottoscrisse un Accordo
Sindacale che tuttora tende a “regolare” le questioni più salienti collegate al Piano Industriale 2012-
2016. Il Piano Industriale descrive una banca che ancora non c'è, ma che, ormai da un anno, viene evocata soprattutto nelle “comunicazioni aziendali ufficiali ” diffuse puntualmente in concomitanza con festività importanti (Natale, Ferragosto), quando parte del personale è “assente per ferie”. La banca che quotidianamente viviamo è caratterizzata da forti tensioni ed incertezze generate da comportamenti contraddittori come quelli più macroscopici che di seguito possiamo descrivere. Il concetto di “Gruppo” , spesso richiamato nei comunicati aziendali, ma che, nei fatti, è fortemente osteggiato dall' azienda quando si tratta di Relazioni Industriali. Una Struttura di Rete , in progressiva e formale trasformazione, ma che non crea l' auspicata “evoluzione”, forse perché alcune dichiarazioni di Responsabili Aziendali (“non cambia nulla ...”; “tutto rimane uguale, continuate a lavorare ...” ) ha diffuso un falso convincimento che complica la vita in filiale. La prevedibile complessità organizzativa , già implicita nel Piano Industriale, pare gestita nella sua“immediatezza” e non con ponderata programmazione. Ne sono esempio i trasferimenti, legati alla trasformazione della Rete, effettuati il venerdì per il lunedì successivo; la partecipazione alle aule di formazione senza considerare le conseguenti “condizioni” della filiale; ... . Lavoro straordinario invariato, rispetto allo scorso anno, in particolare per le “solite Linee/Uffici” a cui non è stata dedicata un' adeguata “attenzione” e non sono stati effettuati gli opportuni interventi. Contraddittorio è, in questi contesti, la richiesta di lavoro straordinario anche ai colleghi che hanno chiesto ed ottenuto il part-time ! Anche il recupero delle ferie arretrate , seppur presente nell' Accordo del 2012, non ha avuto alcun intervento aziendale ed anche la gestione delle ferie ordinarie continua ad essere lasciata all' “estroversa creatività” dei Responsabili di filiale o di comparto, i quali puntualmente “disattendono od interpretano” le norme contrattuali e di legge ! La previsione, nel Piano Industriale, di limitate assunzioni per “mirati innesti” finalizzati a specifici ambiti aziendali, tuttora in fase di costruzione, contrasta con le effettive assunzioni di quest'ultimo anno. Non tutti i 43 colleghi assunti, per noi comunque benvenuti, risultano provvisti di “specifica professionalità”; mentre non tutti i colleghi “specializzati” sono adibiti ad attività di “alto significato”, soprattutto quando adibiti al reitero di semplici attività di monitoraggio e controllo, delle attività di altri colleghi, già effettuate negli anni scorsi. Mentre la soluzione delle “problematiche aziendali restano sospese”. Tutto ciò, insieme alle storiche criticità, si riversa sul lavoro della Rete che ha raggiunto esasperati livelli di tensione e di pressione. Mentre negli uffici centrali si respira ... l’incertezza. Sciocco sarebbe chi cerca di ignorare la gravità e la complessità della condizione economica, politica e sociale che stiamo tutti vivendo. Ma ben più grave sarebbe la certezza di possedere la formula risolutiva, senza considerare le altre componenti in gioco. Queste Organizzazioni Sindacali sono certe di essere in grado di affrontare responsabilmente tutte le questioni legate ad un futuro che, per definizione, è sconosciuto e sono convinte che senza confronto l'intelletto umano sarebbe devastato dall'arroganza, dalla presunzione e dalla mediocrità. E' interesse di tutti affrontare la ripresa con rinnovata energia, ma, per quanto sopra, non potrà essere silente.
Bari, li 23 agosto 2013
Le Segreterie OdC Banca Popolare di Bari
Dircredito FD – Fabi – Fiba/Cisl – Fisac/Cgil- Sinfub - Uilca

Carissimi colleghi e colleghe,

Abbiamo sempre creduto, nonostante tutto, in un Sindacato dinamico, “in movimento”, che non fosse solo percepito, ma fosse anche avvertito veramente vicino dai lavoratori.
Un Sindacato che condividesse con i lavoratori difficoltà e problemi, per meglio comprenderli e affrontarli assieme, affinché mai più nessuno dovesse sentirsi solo. Oggi crediamo che tutto ciò si possa finalmente realizzare. Un Sindacato “aperto” fatto da lavoratori, che vogliono anche partecipare in prima persona e sentirsi parte attiva di un “Movimento”. Quei lavoratori che devono innanzitutto spogliarsi da un retaggio passato di paure e di timori ingiustificati, che piano piano hanno fatto perdere dignità e diritti. Ecco noi vogliamo dare un segnale, un segnale di presenza, contro tutte quelle situazioni che non sono più accettabili. Noi vogliamo esserci. Vogliamo esserci dove ci sono da difendere dignità e diritti. Il nostro compito sarà quello di mettere “in movimento” le idee, ma anche l’azione, attivando ogni iniziativa, ogni strategia che sia idonea a fermare il sopruso e ad accrescere le tutele e le garanzie per ciascun lavoratore ,libero di assumere decisioni, perché svincolato da scelte ideologiche e da appartenenze, fortemente radicato sul territorio. Un Sindacato aperto alle istanze di tutti, capace di ascoltare e di rappresentare adeguatamente anche i bisogni del singolo lavoratore e che sia in grado di portare all’attenzione centrale ogni periferia.

Questo è il Sindacato che vogliamo e che sicuramente con tutti Voi riusciremo a costruire. Se Vuoi far parte della nostra squadra contattaci.

Il Futuro è  Oggi

 Nuova Composizione Segretaria  Provinciale e Regionale PUGLIA

 

Segretario Responsabile Vincenzo D'AGOSTINO del gruppo Banca Popolare di Milano e giornalista pubblicista.

Celestino Demontis  del Gruppo Banca Popolare di Milano Segretario Vicario, Il dott.Leonardo Mastromartino  del  Gruppo Veneto Banca/Banca Apulia Segretario Vicario con delega alla Sicurezza su Lavoro, il dott. Umberto Rubino gruppo Banca Sella con delega alla comunicazione, , Luciano Totaro del Gruppo Banca Popolare di Milano, Vincenzo Fuiano del Gruppo Banca Popolare di Milano,  Maria Carmela Angelini del Gruppo Banca Popolare di Milano ,Davide Plutino del Gruppo VenetoBanca/BancApulia, Giuseppe Lamanna per Equitalia Sud . Sinfub è fattivamente presente anche in Gruppo Carige,Gruppo Intesa/Banco Napoli,Monte dei Paschi di Siena, Bnl ,Gruppo UBI/Banca Carime, Gruppo Banco Popolare/Banca Popolare di Novara

Sulla STAMPA clicca qui

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Segreterie di Coordinamento Unicredit Spa


Contestazioni disciplinari

Milano 13/02/2013
In questi ultimi tempi non passa settimana senza che colleghe o colleghi, di ogni struttura dell'azienda e di ogni grado, ci contattino per segnalare l'apertura di un procedimento disciplinare nei loro confronti (ex art. 7 Legge 300/70 - “Statuto dei lavoratori”). Il sentimento che più diffusamente registriamo è la rabbia, la rabbia per la mancata riconoscenza di quanto ciascuno sta facendo per continuare con la massima disponibilità a perseguire obiettivi sempre più sfidanti in un contesto di mercato difficile, sotto pressioni commerciali quantomai inopportune. Lo sconcerto cresce poi quando, come prassi e con l'attenzione che un procedimento disciplinare richiede, entriamo nel merito delle contestazioni. Spesso le stesse sono caratterizzate da eccessiva genericità, intempestività, scarico di responsabilità in carico ad altri livelli, interpretazioni plausibili da parte del collega di norme non del tutto chiare, disposizioni di superiori non formalizzate, tutte situazioni nelle quali sarebbe auspicabile una maggior correntezza dell'Azienda. In alcuni casi, fermo restando il diritto dell'azienda di chiedere conto ai propri dipendenti di eventuali supposte disapplicazioni della normativa, abbiamo registrato una procedura quanto mai discutibile: alla lavoratrice/lavoratore vengono richiesti chiarimenti, in sede di rilievo ispettivo; quando la/il collega li fornisce per iscritto, anche semplicemente via mail, gli stessi vengono utilizzati contro di lei/lui. A volte, addirittura, viene chiesto di rilasciare dichiarazioni firmate o di firmare verbali di colloquio con gli ispettori, anche questi utilizzati poi, spesso parzialmente e quindi distorcendone il senso, per incolpare la malcapitata/o. Riteniamo che questi sistemi · rappresentino un segnale di grave discontinuità rispetto alle prassi sin qui seguite nel Gruppo; · abbiano un effetto negativo sulla motivazione dei lavoratori e delle lavoratrici; · non siano in linea con il principio del “RISPETTO” verso i propri collaboratori di cui UniCredit si è sempre fatto vanto. Invitiamo i colleghi e le colleghe a: · non rilasciare dichiarazioni né tanto meno sottoscrivere verbali in qualsiasi sede per singole operazioni, se non in presenza di un Rappresentante Sindacale che, in applicazione di quanto previsto dalla l.300/1970, è diritto del lavoratore e della lavoratrice chiedere in occasione di ogni richiesta di chiarimento da parte aziendale che possa preludere ad un eventuale provvedimento disciplinare; · segnalare prontamente al proprio Sindacato il ricevimento di una contestazione disciplinare, o l’avvio di qualsiasi attività “istruttoria” astenendosi da qualsiasi risposta prima di aver consultato lo stesso.

GRUPPO INTESA SANPAOLO: A UN PASSO DALLA ROTTURA


Nelle giornate di mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre è proseguito il confronto sulle ricadute del Piano d’Impresa. Di fronte alla nostra disponibilità ad affrontare in modo costruttivo i temi inerenti al contenimento temporaneo dei costi fino al 2015, alla gestione delle eccedenze di personale a seguito della chiusura di filiali e di operazioni societarie, l’Azienda ha dimostrato una totale mancanza di volontà nel ricercare soluzioni condivise. Abbiamo chiesto con forza un’immediata soluzione per gli apprendisti licenziati, mediante la loro riassunzione e la conferma di tutti quelli ancora in servizio. L’Azienda ha rivendicato la propria discrezionalità nella gestione di questi lavoratori, comunicando che saranno riassunti, ma secondo tempistiche e modalità decise dalla Banca. Siamo fermamente contrari a questa impostazione unilaterale, che smentisce gli impegni già condivisi in precedenti accordi che definivano l’assunzione di giovani tramite i contratti di apprendistato. Abbiamo ribadito la nostra richiesta di definire accordi di secondo livello in merito a inquadramenti, con conferma dei percorsi professionali, tutela della mobilità territoriale, orari di lavoro, indennità, provvidenze, buoni pasto, part-time e tutte le norme relative alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Abbiamo respinto le pesanti e insostenibili riduzioni dei costi avanzate dall’Azienda; abbiamo invece proposto la fruizione delle ferie in corso e di quelle arretrate, la non monetizzazione delle ex festività, il contenimento degli straordinari. Sul tema occupazionale abbiamo dato disponibilità a trovare soluzioni all’applicazione delle previsioni del Contratto Nazionale in merito all’apertura delle filiali dalle 8 alle 20. Abbiamo rivendicato la necessità di gestire le eccedenze di personale a livello di Gruppo, prospettando soluzioni socialmente sostenibili. L’Azienda ha dimostrato una grave e miope inflessibilità che rende il confronto estremamente difficile. Siamo a un passo dalla rottura
Il prossimo incontro previsto a Roma con inizio mercoledì 17 sarà decisivo.
Milano, 11 ottobre 2012

COORDINAMENTI DI GRUPPO BANCO POPOLARE LA CARICA DEI 301 … IL LIETO FINE


Verona, 11/10/2012
Nella giornata del 10 ottobre è stato sottoscritto un verbale per la definizione delle modalità di accesso al Fondo esuberi dei restanti lavoratori, che non avevano cessato il rapporto di lavoro lo scorso 31 luglio, con le regole ante riforma Monti-Fornero. Il Sindacato non aveva condiviso la posizione aziendale che lasciava i lavoratori privi di copertura retributiva e contributiva, qualora non fossero stati ricompresi nelle liste dei salvaguardati. Nonostante ciò 132 colleghi avevano comunque accettato, assumendosi il rischio di scopertura. Grazie a questa intesa, recuperando le sottoelencate tutele anche per il personale che aveva cessato il rapporto di lavoro lo scorso 31 luglio, abbiamo concordato di spostare tale rischio sulla banca, con la quale ieri abbiamo formalizzato l’impegno a fornire ampie coperture e garanzie, del tutto simili rispetto a quanto convenuto negli altri Gruppi bancari. Pertanto, qualora l’INPS non dovesse accogliere la domanda di accesso al Fondo, il lavoratore avrà il diritto all’immediata riassunzione, con la stessa retribuzione, anzianità e articolazione dell’eventuale orario a tempo parziale, prioritariamente nel territorio di provenienza e comunque secondo le previsioni dei vigenti accordi in materia di mobilità; tale diritto andrà esercitato entro il primo giorno lavorativo del 4°mese successivo al diniego INPS (in pratica dopo 3 mesi ). Il personale riassunto rimarrà in servizio fino alla prima data utile per l’accesso al Fondo di solidarietà secondo la nuova normativa Monti-Fornero . Nel periodo intercorrente fra la data di cessazione e la riassunzione conseguente al mancato ingresso al Fondo esuberi, verrà garantita : 1. una copertura economica, secondo i trattamenti previsti dal Fondo esuberi (in misura pari all’assegno che sarebbe spettato in caso di effettivo accesso ); 2. la piena contribuzione INPS; 3. le coperture relative all’ assistenza sanitaria e alla previdenza complementare, a condizione che anche il lavoratore versi le proprie quote. Ricordiamo che tali prestazioni rimarranno per tutta la durata di permanenza nel Fondo esuberi.
Nel periodo di attesa della risposta da parte dell’INPS il Gruppo, per sostenere il reddito dell’esodato, metterà a disposizione un’ apposita linea di finanziamento, a condizioni di assoluto favore. I lavoratori interessati dalle prossime uscite ( 136 a fine ottobre e 3 a fine novembre ) verranno contattati nelle
prossime ore, a mezzo comunicazione scritta dell’azienda consegnata per il tramite dei gestori, cui dovranno eventualmente presentare proprie comunicazioni entro e non oltre il 17 ottobre p.v.Per ulteriori chiarimenti applicativi Vi invitiamo a contattare il vostro rappresentante sindacale di fiducia.  A fine Ottobre è previsto un incontro di verifica con l’azienda.
RITENIAMO CHE LE CONDIZIONI ORA PRESENTI, COSTITUISCANO UNA BUONA COPERTURA CONTRO I RISCHI E LE INCERTEZZE CHE LA RECENTE RIFORMA DELLE PENSIONI PURTROPPO
LASCIA IN CAPO AI LAVORATORI, ESODATI ED ESODABILI. PERALTRO, POICHE’ LE DOMANDE
AL FONDO ESUBERI VERRANNO AUTORIZZATE DALL’INPS IN BASE ALLA DATA DI CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO, RISULTA PARTICOLARMENTE EFFICACE ACCELERARE LA DATA DI USCITA, AL FINE DI AVERE MAGGIORI POSSIBILITA’ DI FRUIRE DI TALE FORMA DI AMMORTIZZATORE A MEZZO PREPENSIONAMENTO.

UN ACCORDO CHE GUARDA AL FUTURO


Alle prime luci dell'alba di sabato 29 settembre si è chiusa, con la sottoscrizione di un verbale di accordo, la procedura avviatasi in data 22/06/2012 a seguito della presentazione da parte della Banca alle OO.SS., del Piano Industriale BPB 2012-2016. E' stata una trattativa difficile e complessa sia per le richieste iniziali dell'Azienda, sia per i cambiamenti legislativi in materia di pensioni e la conseguente incertezza del quadro normativo - risoltasi solo nei primi giorni di agosto -, nel contesto di profonda crisi che attraversa tutto il sistema. Siamo riusciti a rintuzzare i principali "attacchi" alle retribuzioni quali la riduzione dell'orario del lavoro, la decurtazione del cd. extrastandard e scongiurato l'obbligatorietà per l'accesso al Fondo di
Solidarietà del settore, contenuta la riduzione degli organici ed evitata la diminuzione del contributo aziendale al Fondo Pensione, misure, queste, paventate dall'Azienda nelle prime fasi della trattativa. Abbiamo inserito, di contro, con la previsione dei contratti di "solidarietà espansiva", le premesse per creare buona e nuova occupazione e, con gli incentivi previsti per le donne che vogliano fruire della cd. "opzione donna", un'ulteriore opportunità di uscita"morbida" dal lavoro. Per il resto, abbiamo previsto un sistema di tutele in linea con gli accordi analoghi che si stanno chiudendo nei grandi gruppi bancari italiani. E veniamo ai dettagli: -  Organici: "...le Parti, nell’ambito della procedura ex artt. 15 e 18 CCNL 8/12/2007, convengono di conseguire un obiettivo di riduzione degli organici pari a n. 235 unità, con una variazione in difetto e in eccesso contenuta nei limiti del 5%...". - Esodi incentivati: a) Ai dipendenti di ogni genere e grado – compresi i dirigenti (...) – che (...) maturano i requisiti per avere diritto alla pensione entro il 31/12/2013 e che hanno già manifestato la loro adesione volontaria ai sensi dell’accordo collettivo del 14/1/2011, viene confermata l’applicazione delle disposizioni e degli incentivi di cui all’art. 5 del citato accordo collettivo, il quale per il resto cessa di produrre effetti al 31/12/2012. b) Ai dipendenti di ogni genere e grado – compresi i dirigenti (...) – che maturano i requisiti pensionistici previsti dalla L. n. 214/2011 per il pensionamento di vecchiaia o anticipato a far data dall’1/1/2014 ed entro il 31/12/2016, a prescindere dal diritto al mantenimento in servizio, è riconosciuta la facoltà di risolvere consensualmente il rapporto di lavoro (...). Il modulo dovrà essere inviato a decorrere dal 15/3/2013 e dovrà pervenire all’Azienda entro e non oltre il 30/5/2013. Al personale di cui al punto precedente verrà riconosciuto un importo omnicomprensivo lordo da calcolarsi sulla RAL, comprensiva della voce EDR, in essere al momento della risoluzione del rapporto di lavoro secondo le percentuali indicate nella seguente tabella:
Tabella A età al momento della cessazione Fino a 62 anni Oltre 62 e fino a 64 anni Oltre 64 anni
soggetto alle medesime aliquote secondo le disposizioni di legge vigenti, con esclusione reciproca
di qualsiasi obbligo di preavviso, e la sua erogazione sarà subordinata alla sottoscrizione
dell’apposito verbale di conciliazione.
Per coloro che faranno pervenire l’apposito modulo di adesione sopra citato entro e non oltre il
30/4/2013 l’incentivo all’esodo come sopra calcolato sarà maggiorato di un ulteriore 30% della
RAL, comprensiva della voce EDR, in essere al momento della risoluzione del rapporto di lavoro.
Procedura ex L. n. 223/91
Le Parti firmatarie della presente intesa si incontreranno entro il 15/6/2013 per verificare il numero
di adesioni presentate ai sensi del precedente articolo. Nel caso in cui dalla verifica dovesse risultare
che le domande pervenute siano inferiori rispetto alle risorse in possesso dei requisiti pensionistici
(dal 1/1/2014 al 31/12/2016) , verrà attivata – mediante apposita comunicazione – la procedura ex
artt. 4 e 24 della L. n. 223/1991 rispetto alla quale le OO.SS. si impegnano sin d’ora a confermare in
apposito accordo, da sottoscriversi entro 7 gg. dall’avvio delle procedure, il criterio di scelta, vale a
dire la maturazione entro il 31/12/2016 dei requisiti pensionistici.
Di conseguenza, esaurita la procedura richiamata, l’Azienda procederà, tempo per tempo, alla
risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro dei dipendenti di ogni genere e grado - compresi i
dirigenti, (...) - che entro il 31/12/2016 maturino i requisiti di legge previsti per avere diritto alla
pensione di vecchiaia o anticipata ex L. n. 214/2011, anche se abbiano il diritto al mantenimento in
servizio. Le parti firmatarie del presente accordo si danno atto che ai lavoratori che vedranno il proprio
rapporto di lavoro risolto unilateralmente, non sarà riconosciuta alcuna forma di incentivazione
all’esodo. Ricorso al Fondo di Solidarietà di settore 1. Per realizzare compiutamente l’obiettivo di riduzione dell’organico, le Parti concordano sulla necessità di ricorrere, ove giuridicamente possibile, alle prestazioni straordinarie del <> di cui al DM n. 158/2000 e s.m.i., secondo misure, modalità e condizioni tempo per tempo vigenti e nel rispetto del criterio della volontarietà.
L’accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà, che avverrà su base volontaria, riguarderà il personale, di ogni ordine e grado – compresi i dirigenti,(...) – che maturerà i requisiti
per avere diritto ai sensi della L. n. 214/2011 alla pensione di vecchiaia o anticipata nel periodo
compreso tra l’1/1/2017 e il 30/6/2020, anche se abbia diritto al mantenimento in servizio. Il personale interessato dovrà avanzare la domanda di adesione all’accesso al Fondo di Solidarietà che dovrà pervenire alla Banca dal 15/3/2013 e non oltre il 30/9/2013. (...). Al personale di cui al punto precedente verrà riconosciuto un importo omnicomprensivo lordo corrispondente al 10 % della RAL, comprensiva della voce EDR, in essere al momento della risoluzione del rapporto di lavoro. Detto importo sarà erogato quale incentivo all’esodo a titolo di trattamento aggiuntivo al TFR e soggetto alle medesime aliquote secondo le disposizioni di legge vigenti, con esclusione reciproca di qualsiasi obbligo di preavviso, e la sua erogazione sarà subordinata alla sottoscrizione dell’apposito verbale di conciliazione.
Per coloro che faranno pervenire l’apposito modulo di adesione sopra citato entro e non oltre il
31/7/2013, il suddetto incentivo all’esodo sarà maggiorato dei seguenti importi: a) 10% della RAL, comprensiva della voce EDR, in essere al momento della risoluzione del rapporto di lavoro;
b) 0,50% della RAL, comprensiva della voce EDR, in essere al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, moltiplicato per i mesi interi (o frazioni pari o superiori a 15 giorni) di permanenza al Fondo.
Si precisa che anche le somme di cui sopra saranno riconosciute a titolo di incentivo all’esodo
aggiuntivo al TFR e soggetto alle medesime aliquote secondo le disposizioni di legge vigenti. 3 / 5
Considerato che il conseguimento degli obiettivi di riduzione degli organici dovrà necessariamente
avvenire in modo tale da garantire la complessiva funzionalità aziendale anche sotto il profilo dei
costi, viene prevista la facoltà della Banca, fermo restando il rispetto dei criteri di cui all’art. 8 del
DM n. 158/2000, di accettare le domande di adesione all’accesso al Fondo di Solidarietà con gradualità, posticipando la data effettiva della cessazione del rapporto di lavoro secondo un programma che formerà oggetto di periodica verifica con le OO.SS. La Banca precisa che l’apertura del Fondo avverrà nel corso del 2014. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale che manifesti l’adesione all’accesso al Fondo di Solidarietà vedrà trasformato, su richiesta, il proprio rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo
pieno con decorrenza dal mese antecedente la risoluzione del rapporto di lavoro. Al personale che accederà, su base volontaria, al Fondo di Solidarietà con fruizione della prestazione in forma rateale vengono garantiti, a decorrere dalla data di accesso al Fondo di Solidarietà e per il periodo di permanenza nello stesso, i trattamenti riservati al personale in servizio. Esercizio dell’opzione previdenziale per il passaggio al metodo contributivo di cui all’art. 1 comma 9 della L.n. 243/2004 (opzione donna)
Nei confronti delle lavoratrici che decidono volontariamente di esercitare l’opzione previdenziale
per il passaggio al metodo contributivo di cui all’art. 1° comma 9 della Legge n. 243/2004 (facoltà di cui la recente riforma previdenziale ha previsto il mantenimento solo per coloro che matureranno il trattamento pensionistico – cd. assegno pensionistico - entro il 31/12/2015), così anticipando il pensionamento rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia ovvero a quella anticipata, verrà riconosciuto un incentivo pari alle mensilità – calcolate con riferimento  1/13° della RAL, comprensiva della voce EDR, in essere al momento della risoluzione del rapporto di lavoro - di cui alla tabella seguente:
Tabella B età al momento della cessazione Fino a 59 anni Oltre 59 e fino a 60 anni Oltre 60 anni
n. mensilità 7 5 4 Il suddetto importo verrà maggiorato di una somma annua pari al 50% della differenza tra pensione netta annua calcolata con il sistema retributivo o misto (prendendo come decorrenza la prima data utile tra pensione di vecchiaia e anticipata) e pensione netta annua calcolata con il sistema
contributivo opzionato dalla lavoratrice, moltiplicata per gli anni mancanti al compimento dell’80°
anno di età. L’importo dell’incentivo calcolato come sopra sarà erogato a titolo di trattamento aggiuntivo al
TFR e soggetto alle medesime aliquote secondo le disposizioni di legge vigenti, con esclusione
reciproca di qualsiasi obbligo di preavviso e la sua erogazione sarà subordinata alla sottoscrizione
dell’apposito verbale di conciliazione. Le lavoratrici interessate ad esercitare l’opzione previdenziale di cui sopra dovranno manifestare il proprio interesse mediante la compilazione dell’apposito modulo che dovrà essere consegnato all’Azienda dal 15/3/2013 ed entro il 31/5/2013. – Clausola di salvaguardia Qualora successivamente alla stipula del presente accordo dovessero intervenire modifiche normative al regime pensionistico vigente tali da pregiudicare per i lavoratori aderenti alle forme di incentivazione all’esodo di cui agli articoli che precedono il diritto al percepimento dei trattamenti previdenziali pubblici, le Parti firmatarie del presente accordo si riuniranno per verificare gli effetti derivanti dalle suddette modifiche e ricercare le possibili soluzioni, che rimarranno a carico dell’azienda, idonee a garantire economicamente i lavoratori che si trovassero privi sia del trattamento pensionistico che dell’assegno straordinario.
Detti lavoratori avranno diritto, esaurito l’intero periodo di permanenza al Fondo di solidarietà, ad
un importo equivalente al trattamento pensionistico e contributivo necessario, fino alla prima 4 / 5
maturazione del diritto al percepimento della pensione. Tale importo verrà erogato a titolo di trattamento aggiuntivo al TFR e soggetto alle medesime aliquote secondo le disposizioni di legge vigenti.
Lavoro a tempo parziale Le Parti (...) concordano sull’opportunità di introdurre misure volte ad incrementare sensibilmente il ricorso al lavoro a tempo parziale, fatte salve comunque le percentuali massime di cui al CCNL. Le domande di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dovranno essere inviate direttamente al Servizio Gestione, Sviluppo e Amministrazione delle Risorse Umane – Ufficio Pianificazione e Gestione Risorse. Ferie - Festività soppresse. Le Parti, (...) ribadiscono il principio in virtù del quale sia le ferie che le ex festività dovranno essere fruite nell’anno di competenza, secondo le regole previste dal CCNL. Per gli anni 2013 e 2014 tre giornate di festività soppresse saranno inserite nel piano ferie e ove non fruite nell’anno di competenza, non saranno monetizzate. Le ferie residue riferite agli anni precedenti dovranno essere fruite nel rispetto della tempistica che segue: - il 20% entro il 28/2/2013; - il restante 80% entro il 15/3/2014. I turni delle ferie residue dovranno essere comunicati all’azienda con sufficiente anticipo e comunque entro il 15/12/2012, per le ferie da fruirsi entro il 28/2/2013, ed entro il 30/6/2013 per le restanti ferie residue. I turni di ferie, una volta approvati, verranno inseriti in procedura direttamente dal Servizio Gestione, Sviluppo e Amministrazione delle Risorse Umane. Limitazione al ricorso delle prestazioni aggiuntive e del lavoro straordinario Le Parti concordano sulla necessità di contenere il ricorso alle prestazioni aggiuntive e al lavoro straordinario soltanto in presenza di esigenze tecniche, organizzative e produttive straordinarie.
Per l’anno 2013 l’Azienda si impegna a ridurre il ricorso alle prestazioni aggiuntive e allo straordinario nella misura del 20% rispetto al 2012; per l’anno 2014 la riduzione sarà di un ulteriore 20% rispetto al 2012. Eventuali scostamenti in difetto rispetto alle suddette percentuali costituiranno obiettivo di riduzione per l’anno 2015. Mobilità e fungibilità (...) L’Azienda si impegna a tenere nella massima considerazione eventuali gravi situazioni personali e/o familiari o di rilevante disagio individuale dei dipendenti interessati alla mobilità, nonché a dare accoglimento, ove possibile, alle richieste di trasferimento avanzate dal personale. Le eventuali chiusure o accorpamenti di unità produttive che comportino l’impossibilità di
assegnazione delle risorse presso altre unità produttive site nell’ambito della stessa provincia o in
provincia limitrofa, comporteranno l’applicazione delle norme di cui al CCNL in materia di trasferimenti.
Per il biennio 2012-2013, in vista della razionalizzazione delle agenzie e dell’adozione a regime del
modello Hub & Spoke, come meglio rappresentate nel Piano Industriale 2012-2016, le Parti convengono di attuare la piena fungibilità sia nell’ambito della categoria dei quadri direttivi che nell’ambito delle aree professionali, come previsto dal CCNL. Ex premio di rendimento (cd. extra standard) A decorrere dal 2013 l’importo relativo all’ex premio di rendimento (cd. extra standard), così come riconosciuto nell’anno 2012, sarà erogato con le seguenti modalità: a) il 75% sotto forma di assegno ad personam, non riassorbibile e non rivalutabile, da riconoscersi per 12 mensilità; b) il restante 25% verrà conferito al fondo di previdenza complementare di appartenenza, in cifra fissa e non rivalutabile. 5 / 5 I lavoratori che non ritengono di conferire la quota di cui alla lettera b) al fondo di previdenza complementare di appartenenza possono optare per la trasformazione anche di tale quota in assegno ad personam, non riassorbile e non rivalutabile, decurtata del 15%. Limitazione del costo delle consulenze L’Azienda si impegna a porre in essere nel corso degli anni 2013-2016 concrete azioni volte a contenere di almeno il 5% il valore delle consulenze professionali, con esclusione delle consulenze dovute all’introduzione di innovazioni tecnologiche. Formazione Nell’impostazione del Piano Industriale la formazione riveste un ruolo fondamentale nel supportare il percorso evolutivo della Banca, alla luce delle esigenze poste dal nuovo scenario di riferimento ed in sintonia con le nuove direttrici strategiche orientate all’ampliamento della gamma dei prodotti ed alla differenziazione dell’offerta secondo logiche di servizio e consulenza.
A tale scopo, pertanto, al tradizionale programma di formazione obbligatoria ed a quella di tipo istituzionale, viene affiancato un nuovo ed articolato programma, oggetto di lavoro per la costituenda commissione di verifica. Contratti di solidarietà espansivi Le Parti, al fine di riattivare politiche di inserimento graduale di giovani di potenziale, convengono di ricorrere, a partire dal 2015 ed in via sperimentale, alla solidarietà espansiva, secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni legali e contrattuali, per un numero massimo di 20 risorse. Alla luce delle faticose trattative ancora in atto nei grandi gruppi bancari, ed alle iniziali proposte aziendali, queste Organizzazioni Sindacali sono convinte di aver ottenuto un risultato significativo per tutti i lavoratori, al di la’ dell’appartenenza generazionale, che guarda al prossimo futuro con un pizzico di ottimismo in piu’.

Bari, li 1 ottobre 2012
Le Segreterie di Coordinamento Banca Popolare di Bari
Dircredito – Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil – Sinfub - Uilca

CALA IL NUMERO DEGLI ESODABILI


Con le recenti assunzioni sale a 20 il numero dei nuovi arrivi in BPopBari dall’inizio dell’anno. Ai nuovi colleghi diamo il benvenuto e auguriamo loro buon lavoro. All’Azienda diciamo per l’ennesima volta che, sul piano industriale, ha sbagliato i conti. Le assunzioni, ovviamente, ai Sindacati fanno sempre piacere e
dimostrano come la BPopBari non abbia reale bisogno di riduzioni orarie, salariali o altro che facciano pagare ai lavoratori e alle lavoratrici le inefficienze gestionali e organizzative. Da lunedì 24 p.v. e per tutta la settimana, riprenderà il confronto con la controparte aziendale: la Banca dovrà render conto del suo
comportamento, contraddittorio e arrogante, in costanza di procedura sindacale.
Bari 21 settembre 2012
Le Segreterie di Coordinamento
Banca Popolare di Bari

DIRCREDITO – FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL – SINFUB - UILCA

UNICREDIT CHIUSE LE TRATTATIVE SU VAP E PIANO INDUSTRIALE

: si è concluso positivamente sabato mattina il confronto che vedeva le organizzazioni sindacali contemporaneamente impegnate a definire un importo soddisfacente per il Premio Aziendale 2012 e trovare soluzioni sostenibili per la gestione delle ricadute del Piano Industriale 2011-2015, anche alla luce delle recenti modifiche delle norme pe nsionistiche. L'accordo raggiunto mantiene saldi i principi di base che fin dall'inizio avevano contraddistinto la linea sindacale, cioè:– salvaguardia della volontarietà come modalità prioritaria per i pensionamenti di coloro che hanno maturato i requisiti– adozione di meccanismi di incentivazione all'adesione piuttosto che penalizzazioni per la mancata adesione – forte rafforzamento e completamento della garanzie, chiare e concrete, per gli esodati e gli esodandi – garanzie sulla mobilità, privilegiando gli strumenti della multipolarità e della mobilità infragruppo tramite distacco e limitando e governando la mobilità mansionistica – forti incentivi per favorire l'esodo volontario delle colleghe che possono ancora optare per il sistema interamente contributivo anticipando l'uscita con i requisiti AGO (57-35) – ripresa degli impegni per creare nuova occupazione sanciti nell'accordo 18 ottobre 2010 In merito al Premio Aziendale, a fronte di una iniziale fortissima resistenza dell'Azienda, si è addivenuti ad un accordo che garantisce non solo un'erogazione dignitosa al personale che naturalmente ne aveva diritto ma anche l'estensione dell'erogazione del premio ai giovani che a fronte degli accordi vigenti non ne avrebbero avuto diritto. Un ulteriore incremento del valore del Premio Aziendale è stato raggiunto attraverso l'utilizzo del sistema del Welfare Aziendale, al momento limitatamente per versamenti alla Previdenza Complementare e alla Polizza Dentaria, che consente di ottimizzare i benefici economici vista la limitatezza delle risorse rese disponibili dall'Azienda. L'eccezionalità dell'erogazione è sancita anche da un raggruppamento della tradizionale scala parametrale.

 BANCA POPOLARE DI MILANO PROCEDURA ART. 18 e 19 CCNL

dopo aver preso atto dell'impossibilità di condividere con l'Azienda un Protocollo di Intesa sulla trattativa, le OO.SS. hanno chiesto informazioni e garanzie su temi focali

    La trattativa sarà complessa. Ci sarà da parte sindacale il massimo impegno alla ricerca di soluzioni condivise. Riaffermano che il percorso sarà ispirato a principi di equità e solidarietà nello spirito della Cooperativa. Il prossimo incontro è previsto per il 19 settembre p.v..
 

CONTINUA IL CONFRONTO …

 
Come anticipato nel precedente comunicato, è proseguito, nelle giornate del 12 e 13 settembre scorsi, il confronto sul Piano Industriale 2012 – 2016. Nel corso degli incontri sono stati meglio esplicitati gli interventi che l’ Azienda intende porre in essere per realizzare gli obiettivi in esso contenuti. Detti interventi possono essere così sintetizzati: 1) INTERVENTI STRUTTURALI
a) Assoluta necessità di realizzare una significativa riduzione del personale tramite il ricorso a “Esodi Incentivati” ed al “Fondo di Solidarietà”; b) Attivazione della normativa contrattuale sulla “Solidarietà Espansiva”; c) Possibile attivazione della normativa contrattuale sulla “Solidarietà Difensiva”.
2) INTERVENTI TEMPORANEI (per il periodo di valenza del Piano Industriale) a) Azzeramento della Banca delle Ore; b) Azzeramento delle ferie arretrate; c) Mancata monetizzazione delle festività soppresse;
d) Incentivazione dell’ istituto del Part-Time; e) Riduzione, per tutto il personale, dell’ orario di lavoro (2 ore e 15 minuti settimanali); f) Deroga ai limiti di fungibilità delle mansioni tra Quadri Direttivi e Aree Professionali; g) Riduzione al 50% dell’ erogazione del c.d. “Extra-Standard”; h) Eliminazione del lavoro straordinario. Alla luce di quanto esposto dalla Delegazione Aziendale e dei dati fornitici su nostra richiesta, appare ancora più evidente il tentativo di rinnovare consolidate inefficienze e storiche criticità
scaricando l’intero costo della riorganizzazione sul personale, senza assumere alcun impegno concreto a modificare atteggiamenti e politiche gestionali come l’eccessivo ricorso allo strumento delle “consulenze esterne” (valore a bilancio circa € 8.000.000), assunzioni di così dette “alte professionalità”, ecc.
Gli incontri proseguiranno nel corso della settimana dal 24 al 28 settembre p.v. per verificare la
possibilità di addivenire ad un accordo. Vi terremo informati.
Bari, li 14 settembre 2012
Le Segreterie di Coordinamento
Dircredito – Fabi – Fiba/Cisl – Fisac/Cgil –SINFUB – Uilca
Banca Popolare di Bari

 

 

 

COMUNICATO AI LAVORATORI  DEL GRUPPO BANCA POPOLARE DI BARI


In data odierna si è tenuto il secondo incontro con l’Azienda, dopo la pausa estiva, per proseguire nel confronto sul Piano Industriale 2012-2016. La Delegazione Aziendale ha, sostanzialmente, interamente riconfermato l’ impianto del Piano soffermandosi, con decisione, sull’ intenzione di fare ricorso al Fondo di settore per l’ accompagnamento in quiescenza del personale ritenuto in esubero. Le Organizzazioni Sindacali hanno manifestato assoluta contrarietà al Piano Industriale, evidenziando le palesi contraddizioni che esso contiene; ciò anche in considerazione delle continue assunzioni di personale, dell’ abnorme quantità di straordinario e della impossibilità di fruizione delle ferie. La necessità, manifestata dal Sindacato, di procedere nella trattativa con criteri di trasparenza e correttezza, si è concretizzata con la reiterazione della richiesta all’ Azienda, di informazioni da produrre per iscritto, fra cui: costo medio annuo pro-capite; costo sistema incentivante; costo ferie accumulate arretrate; ammontare e relativo costo di banca delle ore; risparmio derivante dalla mancata monetizzazione delle festività soppresse; costo consulenze; costo lavoro straordinario; costo/risparmio contratti di solidarietà difensiva; costo/risparmio contratti di solidarietà espansiva; costi/risparmi filiali da chiudere; costi/risparmi attivazione annua del Fondo di sostegno al reddito; costi C.d.A. del gruppo; in mancanza delle quali appare obiettivamente difficile proseguire un confronto serio e costruttivo. Gli incontri proseguiranno nelle giornate di mercoledì e giovedì prossimi. Vi terremo costantemente informati sull’ evoluzione della trattativa in corso.
Bari, li 10 settembre 2012
Le Segreterie di Coordinamento
Dircredito – Fabi – Fiba/Cisl – Fisac/Cgil – SINFUB – Uilca
Banca Popolare di Bari

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ULTIM'ORA......

In data 30 Agosto 2012 Il Direttivo Regionale Sinfub Puglia ha decretato l'espulsione dalla struttura con cessazione immediata da tutte le cariche sindacali Provinciali e Regionali   i colleghi:

LORENZO MELFITANO (BANCA POPOLARE DI BARI); CARMINE IANDOLO (BANCA POPOLARE DI BARI); FRANCESCO CURCETTI (BANCA POPOLARE DI SULMONA E LANCIANO)

Per violazione dei termini dello Statuto.

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COMUNICATO


Il 30 luglio 2012 si è tenuto il previsto incontro, tra le OO.SS. e la Delegazione aziendale, per la procedura negoziale relativa al Piano Industriale 2012-2016 . Le parti hanno concordato di sospendere la decorrenza dei termini previsti dalla procedura a far tempo dal 31.07.12 e sino al 05.09.12, giorno di ripresa degli incontri. La sospensione è dovuta a oggettive difficoltà dettate dalla mancata emanazione del decreto interministeriale che riguarda la definizione dei trattamenti di pensione e/o accompagnamento alla pensione del personale bancario in esodo. Allo stato la banca ha illustrato i punti salienti del Piano Industriale ed ha fornito i dati e le informazioni, richieste dalle OO.SS., che dovranno essere integrate e
completate nelle successive fasi di negoziazione. Queste OO.SS. ritengono quindi di riprendere il negoziato confermando il giudizio critico sul Piano Industriale, troppo teso alla riduzione del costo del personale. Ribadiamo che questa trattativa si colloca in un contesto critico che interessa tutto il settore creditizio per affrontare il quale, oltre ad auspicare l’ emanazione di provvedimenti normativi che diano un quadro certo ai diversi negoziati, ci si attende una cabina di regia, come più volte sostenuto dalle Segreterie Nazionali, che proveranno in ABI a definire delle intese con cui affrontare la delicata fase che interessa i maggiori gruppi bancari. Con l’impegno di continuare a tenervi informati, vi salutiamo cordialmente.

Bari, li 30 luglio 2012
Le Segreterie di Coordinamento
Banca Popolare di Bari

Dircredito – Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil – SINFUB - Uilca

OCCORRE CHIAREZZA


In data 9 luglio, nei locali della Banca siti in Vico San Domenico, Azienda e Sindacati hanno
cominciato il complesso lavoro di approfondimento e negoziato sul “piano industriale” presentato lo scorso 22 giugno. Le prime schermaglie hanno riguardato la possibile applicazione della Legge 223/91, la norma che, tra le altre cose, regola i licenziamenti collettivi – stanti anche le recentissime dichiarazioni del presidente del comitato affari sindacali dell'Abi, Francesco Micheli, “… se i decreti attuativi non verranno emanati entro breve i processi di riorganizzazione e di ristrutturazione, avviati soprattutto nei grandi gruppi, non potranno che avvalersi delle normative di legge vigenti in materia di licenziamenti per motivi economici, individuali o collettivi…” –. Incalzata dai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, la Delegazione Aziendale ha chiaramente escluso la possibilità di voler utilizzare questo strumento di legge. La Delegazione Aziendale ha poi proseguito, ritenendo di poter discutere su alcuni istituti - previsti nella lettera di apertura della procedura ex art. 15 e 18 CCNL 8.12.2007 -, che, a suo dire ma non del sindacato, non sono influenzati dall’incerto quadro normativo in materia di accesso e copertura ai Fondi di Solidarietà di settore. Istituti elencatici quali: a) la gestione della dichiarata eccedenza di personale pari a 250 unità - 190 in via graduale nel corso del piano con accesso al “vecchio” Fondo di Solidarietà, 60 con gli
strumenti previsti dall’art. 18 CCNL 2007, -, b) riduzione per tutti dell’orario di lavoro di 2 ore e
45 minuti alla settimana, concentrate possibilmente in un’unica giornata lavorativa; c) riduzione del
cd. “extra-standard” per i dipendenti ex NBM e sulla contribuzione aziendale al Fondo Pensione
BPB per gli iscritti ante 1995. E’ singolare rilevare come l’Azienda abbia impostato la gestione del negoziato ipotizzando la possibilità di accesso al “vecchio” Fondo di settore quando l’INPS, con una circolare, ha dic hiarato di non garantirne la copertura. L’incertezza normativa, tuttavia, ci rende molto, molto attenti all’avvio di un dialogo su argomenti così delicati, in un contesto così indefinito e dunque abbiamo ritenuto di non poter ragionare su altri istituti non conoscendo la potenziale valenza di ogni singola partita. In più, alla nostra banale domanda di partenza su come l’Azienda abbia determinato il numero del personale dichiarato eccedente, nulla ci è stato detto in questa tornata. Sino a quando non ci saranno forniti dati precisi sui progetti della BPB, quali uffici verranno accorpati, quali filiali resteranno aperte e quali no, se vi saranno o meno esternalizzazioni e così via, com’è possibile discutere di ciò che l’Azienda chiama “certo” ma che per il Sindacato è ignoto? Occorre puntualità di dati, cifre e informazioni e, all’oggi, non li abbiamo. E’ necessario aggiornarsi e ci auguriamo che nel prossimo incontro, fissato per mercoledì 11 luglio, ci sia materia per entrare nel merito delle questioni. A questo aggiungiamo le forti tensioni del sistema bancario nazionale che impongono ulteriore cautela, dal momento che la vicenda BPB non può non essere inserita nel contesto generale e dunque bisognerà tener conto anche dell’atteggiamento delle Segreterie Nazionali Sindacali. Del resto, anche nel primo incontro, quello al cospetto del top-management aziendale, i Segretari Nazionali presenti, avevano sottolineato come, nel Piano Industriale a fronte di contenuti innovativi tesi allo sviluppo della Banca che lo differenziano dai piani industriali presentati in questo periodo negli altri Gruppi Bancari, le soluzioni sono purtroppo sempre le medesime adottate da tutti gli altri: tagli al personale, ai salari, ai contributi. E sono, quest’ultime, cose che non ci piacciono per niente.

Bari 9 luglio 2012
Le Segreterie di Coordinamento Banca Popolare di Bari
DIRCREDITO – FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL –   SINFUB -   UILCA

                

Spett.le Abi piazza del Gesù, 49
00186 - Roma

 

Oggetto: terremoto Emilia Romagna    

   
Il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna domenica 20 maggio ha avuto un drammatico seguito martedì 29 maggio, con una nuova violenta scossa, che ha causato ulteriori perdite di vite umane. Gli effetti devastanti di questo nuovo sisma si sommano a quelli già molto gravi causati dal precedente e dalle continue scosse di assestamento dei giorni scorsi. Sono crollate case, infrastrutture, luoghi di lavoro, edifici storici e di valore artistico. Si sono fermate le attività delle aziende e il dramma umano rischia di aggravarsi con quello sociale relativo alla perdita del lavoro e di un futuro per tutti gli abitanti delle zone colpite dal sisma. La popolazione ha bisogno di aiuti materiali ed economici immediati. Per questo chiediamo all'Abi di avviare da subito una raccolta di fondi che veda la partecipazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori del credito con una quota pro capite di 10 euro e le aziende con una somma complessiva pari a quella raccolta dai dipendenti. In attesa di un positivo riscontro siamo a disposizione per concordare quanto necessario in tal senso.


SEGRETERIE NAZIONALI
DIRCREDITO – FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL – SINFUB – UGL – UILCA - UNISIN

 BNL  LEGGE 223/91 CONCLUSA LA PROCEDURA


Si è svolto oggi l’incontro tra le OO.SS e l'azienda per la definizione della procedura ex lege 223/91 avviata il 18/05 us. con la comunicazione ufficiale agli organismi stabiliti dalla legge, comprese tutte le RSA sul territorio. Ricordiamo che tale circostanza è conseguente alle previsioni dell'accordo firmato nel gennaio scorso con il quale è stato stabilito un piano di uscite incentivate che avrebbero determinato gli spazi per un numero di 200 assunzioni attraverso la stabilizzazione di lavoratori con contratti precari.
Allo scopo di tenere unite le dichiarate necessità aziendali di ristrutturazione e la garanzia di tutela occupazionale per le colleghe ed i colleghi con minore anzianità di servizio e in età più giovane, è stata prevista l’uscita obbligatoria di coloro che entro il 2014 maturano il diritto alla pensione SENZA ALCUNA PENALIZZAZIONE legata all'età anagrafica. Tra tutti coloro che si trovano in questa situazione, 14  dipendenti hanno deciso di non aderire al pensionamento incentivato volontario. Pertanto, solo ed esclusivamente nei loro confronti viene applicata la legge 223/91 sui licenziamenti collettivi. Le scriventi Segreterie, convinte che la scelta di costruire spazi occupazionali per i giovani sia oggi più che mai un valore sociale, attendono ora i prossimi incontri sul tema degli organici per verificare l’andamento delle assunzioni.

Segreterie di Coordinamento Nazionale
DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL  SINFUB  UILCA
Banca Nazionale del Lavoro

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ACCESSI AL FONDO ESUBERI  1 GIUGNO 2012


Ieri, 23 maggio, abbiamo incontrato l’azienda e richiesto, alla luce delle notevoli incertezze che caratterizzano, come noto, la vicenda “esodati”, e in attesa della emanazione del decreto che regolamenterà la materia, la sospensione degli accessi al Fondo Esuberi previsti per il 1° giugno (circa 60). L’azienda ha dichiarato che procederà comunque a convocare a Milano, il prossimo 28 maggio, tutti i colleghi che dovrebbero accedere al Fondo Esuberi il 1° giugno, per la sottoscrizione del Verbale di Conciliazione. Coloro che non si presenteranno, o che riterranno di non firmare il Verbale, verranno riconvocati una seconda volta a fine giugno per accedere eventualmente al Fondo a partire dal 1° luglio.
La proroga di un mese dell’accesso al Fondo Esuberi è quindi una possibilità che tutti i lavoratori coinvolti potranno utilizzare, a loro discrezione. Nulla muta per coloro i quali abbiano maturato il diritto pensionistico entro il 31 dicembre 2011 (come tali non impattati dalla Riforma Monti/Fornero), per i quali si procederà regolarmente all’effettuazione delle Conciliazioni.

UniCredit S. p. A.  Incontro con l’azienda su argomenti vari


Sintesi dei temi trattati nelle giornate del 22 e 23 c.m. tra le scriventi Segreterie di coordinamento e la delegazione aziendale delle Relazioni Sindacali. Terremoto in Emilia Alla nostra richiesta di informazioni in merito alla situazione in essere nelle località colpite dal terremoto, l’azienda ha risposto che l’intervento di monitoraggio dei colleghi e delle agenzie coinvolte è stata sollecita. Le agenzie chiuse sono 5, e dei 31 colleghi coinvolti, 23 sono stati ricollocati in altre agenzie limitrofe, mentre 8 risultano in malattia e/o in permesso retribuito.Valutazioni professionali Dopo la nostra denuncia, l’azienda ha smentito che il raggiungimento o meno degli obiettivi di budget possa concorrere alla definizione del giudizio professionale complessivo. A noi risulta, invece, che tale collegamento sia non solo stretto, ma esplicito, in quanto insito nella struttura del nuovo sistema di valutazione, già oggetto di critica da parte del sindacato al momento della presentazione. Saranno comunque utili i dati relativi ai giudizi professionali che saranno oggetto di valutazione in un prossimo incontro. Sistema Incentivante Abbiamo richiesto, e ci verranno consegnati la prossima settimana, i dati a consuntivo degli importi totali e per figure professionali relative al S.I. Abbiamo poi denunciato pressioni indebite per la vendita di alcuni prodotti e chiesto che cessi l’utilizzo di graduatorie individuali. Ticket pasto E’ stato richiesto all’azienda di effettuare una ricognizione affinché le società applichino gli standard stabiliti in termini di tasso applicato agli esercenti e di rimborsi nei tempi dovuti, in particolare per le zone ove opera la “QuiTicket”, sulla quale si stanno concentrando delle criticità inaccettabili. E’ stato anche richiesto di essere messi a conoscenza, come OO.SS., dei capitolati sottoscritti con le società, con l’obiettivo di monitorare il territorio. Richiesta del tutto legittima in quanto trattasi di risorse economiche dei lavoratori. Consegna dei Rischi Come è noto, stante le nostre rimostranze rappresentate nel mese di aprile, l’azienda aveva prorogato dal 5 al 23 maggio i termini della sottoscrizione di assunzione di responsabilità prevista per i Gestori sia del CIB che dei Centri Impresa Retail. Abbiamo di nuovo avanzato analoga richiesta, in quanto diversi colleghi ci segnalavano l’impossibilità di completare la visione di alcune complesse posizioni. La risposta aziendale è stata negativa in quanto, a domanda specifica, ha affermato che la firma per accettazione della consegna dei Rischi implicava la sola presa visione quantitativa delle posizioni e non il Rischio di Compliance. Accerteremo se tali affermazioni corrispondono effettivamente alla situazione reale. Organici e mobilità Altro argomento affrontato è stata l’iniziativa aziendale nella D.N. Lombardia di spostare dalla Rete verso la Banca Diretta Multicanale una quindicina di colleghi. Tale iniziativa, oltre a depauperare le agenzie di elementi con grande professionalità, va esattamente nella direzione opposta alla richiesta che le scriventi OO.SS. avevano fatto (contestando le affermazioni del Capo del personale secondo il quale la Rete era in eccedenza di personale) di spostare verso la Rete gli organici rivenienti dalla riorganizzazione delle strutture di governo (affermazione fatta qualche mese fa da Piccini). Stante la risposta negativa della delegazione aziendale, si riporterà il tema della mobilità degli organici nell’incontro che si terrà il 30 pomeriggio sul Piano Industriale. In tema di organici siamo stati informati sull’assunzione di 85 stagionali per la durata di tre mesi: SUD 25, Centro 2, Centro Nord 35, Nord Est 21, Nord Ovest 2. Sono previste altresì circa 40 assunzioni, di cui 30 a Cologno Monzese e 10 a Roma, sempre per l’attività di Banca Diretta Multicanale, i cui criteri di selezione saranno rispettosi delle previsioni dell’accordo 18 ottobre 2010.
Riteniamo che il provvedimento preso sugli organici, se in alcuni casi è insufficiente, in altri è largamente al di sotto delle necessità rispetto alle reali situazioni degli organici delle agenzie della Rete e non rispettoso dell’impegno straordinario che i colleghi producono supplendo alle inefficienze aziendali. Formazione Più volte abbiamo rappresentato la difficoltà dei colleghi a fruire della formazione programmata, a causa dell’assenza di postazioni fisse e dedicate a questa importantissima materia.
Nei prossimi giorni ci verrà consegnato l’elenco delle circa 500 postazioni previste in tutto il territorio nazionale: a tale proposito invitiamo le strutture sindacali a tenersi pronte ad un monitoraggio continuo alfine di verificare se, come e in quali misure le stesse siano utilizzate. E-mail su Ferie e Ex Festività soppresse Su questo tema seguirà un comunicato specifico. Vi anticipiamo, comunque, che abbiamo ribadito all’azienda che per noi la mail in parola deve essere ritirata, in quanto in palese violazione di norme contrattuali. Invitiamo in ogni caso i colleghi a non tenerne conto.

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INTESA S.PAOLO AL VIA LA MOBILITAZIONE


Nella giornata di mercoledì 23 maggio si è tenuto un incontro con l'Azienda in cui abbiamo presentato richieste ultimative:
Orario delle filiali: rinvio delle nuove articolazioni degli orari a ottobre, con apertura del confronto su congruità degli organici delle filiali coinvolte, rispetto della qualità della vita dei colleghi, distribuzione orari settimanali di apertura senza rientro per i lavoratori al lunedì pomeriggio, nessuna penalizzazione economica (indennità e buoni pasto).
Piano d’Impresa: chiarezza sul Piano d'Impresa 2011/2013 con verifica della sua attuazione e illustrazione delle eventuali modifiche.
Esodandi/esodati: verifica dell'applicazione dell'Accordo 29 luglio 2011 e salvaguardia dell’occupazione; tutela degli esodati attuali e futuri, con garanzia di continuità tra stipendio, assegno e pensione.
Accordi di Armonizzazione: conferma dell'attuale impianto, confronto sui nuovi ruoli professionali e applicazione degli accordi vigenti fino al termine della trattativa.
Contratto Nazionale: estensione CCNL del Credito a società del Gruppo con contratti di altri settori; recepimento delle nuove norme su previdenza complementare per i giovani. In riferimento al Decreto attuativo sugli esodati, in via di definizione, l'Azienda ha dichiarato che, qualora fosse confermata la mancata salvaguardia economica oltre il 2013 e la permanenza vincolante nel Fondo di Solidarietà sino a 62 anni, sospenderebbe le uscite previste per il 30 giugno 2012. Su tutte le altre richieste, la risposta dell'Azienda è stata di assoluta chiusura. Le posizione aziendali sono:

NO al rinvio dei nuovi orari delle filiali; INDISPONIBILITA’ a illustrare le modifiche al Piano d’Impresa;
NESSUNA disponibilità al rinnovo degli accordi di armonizzazione; ANNUNCIO della chiusura di 1.000 filiali; MINACCIA di pesanti interventi su ferie, ex festività, straordinari, taglio di salario attraverso riduzione di giornate lavorative.
Tutto ciò mentre prosegue la politica del Gruppo di aumentare la retribuzione e i bonus per i top manager, a partire dall’Amministratore Delegato. L’imposizione di sacrifici per i lavoratori è inaccettabile. Contro l’intransigenza aziendale, abbiamo confermato la mobilitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo, con l'avvio delle procedure di legge per lo sciopero.

DELEGAZIONI TRATTANTI GRUPPO INTESA SANPAOLO
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

 

 

MARTEDI’ 5 GIUGNO P.V. PRESIDI DI INFORMAZIONE E DI LOTTA


INVITIAMO LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI ALLA PIÙ AMPIA, UNITARIA, SOLIDALE PARTECIPAZIONE
ALLE INIZIATIVE, DI CUI FORNIREMO AL PIU’ PRESTO LE INDICAZIONI LOGISTICHE. ABBIAMO CHIESTO AL MINISTRO LAVORO UN INCONTRO URGENTE PER GARANTIRE, COMUNQUE, IL REDDITO AI LAVORATORI CHE HANNO LASCIATO IL LAVORO PER EFFETTO DELLE RISTRUTTURAZIONI DELLE AZIENDE DEL SETTORE.


Sono messi in discussione la certezza del diritto, gli effetti degli accordi sindacali stipulati e lo stesso funzionamento del fondo di solidarietà, l'ammortizzatore sociale autofinanziato - che non grava sul bilancio pubblico - , che hanno consentito nel tempo alle banche di ristrutturarsi e di migliorare i margini competitivi in condizione di equilibrio sociale.


LE BANCHE NON POSSONO CHIAMARSI FUORI! DEVONO SVILUPPARE TUTTE LE INIZIATIVE PER GARANTIRE LA PIENA FUNZIONALITÀ DEL FONDODI SOLIDARIETÀ!


Sono messe in discussione le opportunità di nuova occupazione e di stabilizzazione per i giovani ed i lavoratori precari CHE LA CATEGORIA HA OTTENUTO CON IL RECENTE RINNOVO CONTRATTUALE.
MILANO, ROMA, TORINO, GENOVA, BERGAMO, PADOVA, BOLOGNA, FIRENZE, SIENA, NAPOLI, CAGLIARI, BARI, PALERMO.

 

 

GRUPPO UNICREDIT

FERIE ed ex-Festività


Sono riprese, da parte Aziendale, le mail di richiesta ai colleghi perché definiscano completamente il Piano Ferie. Nel testo del messaggio aziendale si “minaccia” di procedere d’iniziativa all’inserimento delle ferie stesse se non venissero inserite entro il 1 giugno 2012. Riteniamo inaccettabili sia il tono che l’approccio al problema, tanto più che, in particolare nella rete, molti colleghi non hanno visto confermate le Ferie richieste ad inizio anno a causa delle evidenti difficoltà dell’Azienda, viste le carenze di organico, ad organizzare per tempo i turni agli sportelli. Domani e mercoledì, durante incontri già programmati, il tema verrà posto al tavolo sindacale. Vi terremo tempestivamente informati; nel frattempo invitiamo i colleghi ad
astenersi dal fissare quanto richiesto.
Milano, 21 maggio 2012

Orari-Armonizzazione-Esodi Senza risposte immediate pronti alla mobilitazione


Nell’incontro di mercoledì 16 maggio abbiamo chiesto la sospensione immediata dell’avvio del progetto dell’articolazione di orari di apertura delle filiali presentata dall’Azienda, in base al Contratto Nazionale 2007, che coinvolgerà 304 filiali. Abbiamo chiesto di avviare immediatamente il confronto sulle materie oggetto degli accordi di armonizzazione, in scadenza il prossimo 30 giugno, inserendo in tale ambito il tema degli orari. La Banca ha risposto NO, ribadendo la sua intenzione di avviare comunque il progetto dal prossimo 2 luglio, senza fissare alcun incontro. È inaccettabile la posizione aziendale di voler procedere sui nuovi orari di filiali senza collocarli in un quadro complessivo riveniente dal Piano d’Impresa, in palese e continua revisione. Ci riferiamo in particolare a chiusure per accorpamenti o bassa redditività. È inaccettabile che l’Azienda non apra il confronto sugli accordi di armonizzazione e stia comunicando che dal 1° luglio gli accordi sono scaduti e non più applicati. È inaccettabile che l’Azienda parta in modo provocatorio sugli orari, mentre risponde negativamente su part-time, flessibilità, percorsi professionali e aspettative per figli. È inaccettabile il comportamento dell’Azienda sull’applicazione dell’accordo 29 luglio 2011: i colleghi non devono uscire in esodo in assenza di regole certe su salvaguardie e coperture economiche. È inaccettabile che la Banca dimostri mancanza di rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori, del loro impegno quotidiano, e attivi decisioni volte a togliere garanzie e tutele, peggiorando così la loro qualità di vita, con l’obiettivo della mera riduzione dei costi. In assenza di risposte concrete e immediate siamo pronti ad avviare la mobilitazione di tutti i lavoratori del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Milano, 16 maggio 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI GRUPPO INTESA SANPAOLO

Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil -SINFUB - Ugl – Uilca

In applicazione dell’accordo firmato il 22.4.2011, le Segreterie del Coordinamento Nazionale del Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, SINFUB e Uilca della BNL hanno sottoscritto, in data odierna, il verbale per la determinazione dell’importo del Premio Aziendale (VAP) relativo all’esercizio 2011, che verrà erogato nel prossimo mese di luglio. Pertanto, in base alla comparazione degli Indicatori dei Bilanci 2010/2011, nonché a quanto previsto dall’accordo stralcio con valenza unicamente per l’anno 2011, sul valore di riferimento fissato in Euro 1.544,95 (figura base 3A3L) si è registrato un incremento medio pari al’2,55%. Tale risultato è stato raggiunto in un periodo congiunturale negativo e di crisi dei mercati, grazie all’impegno quotidiano dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno risposto come sempre con senso di responsabilità e professionalità alla complessità del momento.

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Vap: proposta aziendale inaccettabile


Nell’incontro di venerdì 4 maggio è ripreso il confronto per la definizione del Premio Aziendale relativo al 2011. Nel precedente incontro dello scorso 5 aprile avevamo respinto in modo fermo la posizione con cui l’Azienda sostenne non esistessero le condizioni per l’erogazione del Vap. A fronte di questa forte contrarietà la Banca ha modificato la sua impostazione e dato disponibilità al pagamento di un Premio inferiore del 35% rispetto al Vap dello scorso anno. In alternativa, con opzione individuale, l’erogazione potrebbe avvenire con accredito dell’importo su un “Conto Welfare”, il che consentirebbe di portare la riduzione del Premio al 16%.Il “Conto Welfare” consiste in un importo a disposizione del lavoratore per previdenza e assistenza aziendali e spese giustificate relative ad asili nido, rette e libri scolastici, colonie e centri estivi.Abbiamo respinto in modo categorico la riduzione drastica proposta dall’Azienda, considerandola assolutamente non in linea con l’impegno e la professionalità espressa dalle lavoratrici e dai lavoratori, grazie ai quali si sono raggiunti risultati positivi della gestione operativa in un anno comunque difficile. È grave che la Banca persista nel sottovalutare il malcontento delle lavoratrici e dei lavoratori e le difficili condizioni in cui operano quotidianamente. La nostra posizione è netta: il Premio dovrà essere in linea con quello erogato lo scorso anno. Il confronto proseguirà il prossimo 14 maggio.
In riferimento all’applicazione dell’accordo del 29 luglio e alle relative uscite di personale abbiamo chiesto e ottenuto di calendarizzare per il 14 maggio un incontro dopo la riunione, che si terrà il 9 maggio, tra Governo e Organizzazioni Sindacali Confederali in merito alla riforma pensionistica allo scopo di chiarire alcuni aspetti problematici emersi recentemente.
Milano, 4 maggio 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI GRUPPO INTESA SANPAOLO
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

Articolazione orari di lavoro No all’applicazione unilaterale dell’Azienda


Nell’incontro di giovedì 3 maggio, l’Azienda ha illustrato una nuova articolazione di orari di apertura delle filiali, sulla base di quanto previsto dal precedente Contratto Nazionale, motivando queste flessibilità per implementare l’attività commerciale. Il piano aziendale prevede per 100 filiali entro fine giugno e per 204 filiali da settembre la seguente articolazione:- estensione dell’orario di consulenza fino alle 19.00 dal lunedì al venerdì; - estensione dell’orario di consulenza al sabato mattina dalle 9.00 alle 13.00; - estensione dell’orario di consulenza sia nell’orario preserale che al sabato mattina. L’orario di cassa non cambierà. Contemporaneamente a fine giugno il piano prevede per 436 filiali la chiusura del servizio di cassa al pomeriggio. L’Azienda prevede un coinvolgimento limitato a poche risorse di ISGS, ma senza fornire alcun dettaglio sulle relative articolazioni degli orari.Abbiamo contestato con forza il progetto aziendale nel suo complesso e sui singoli aspetti. In particolare: - la decisione di utilizzare in fase di avvio troppe e confuse tipologie di orario per le filiali coinvolte; - l’avvio di questo progetto nel pieno del periodo estivo; - lo svolgimento dell’attività lavorativa per sole due ore il lunedì pomeriggio, nel caso di articolazione comprendente il sabato mattina; - le ricadute sui trattamenti economici e normativi; - la totale discrezionalità aziendale nella scelta dei lavoratori che saranno adibiti a queste flessibilità. A fronte della nostra ferma posizione, è stato fissato un ulteriore incontro mercoledì 16 maggio. CONTESTIAMO il tentativo dell’Azienda di dare l’avvio a un tema molto delicato, senza tenere conto del difficile contesto in cui operano le lavoratrici e i lavoratori e delle loro preoccupazioni e aspettative.
Milano, 3 maggio 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI GRUPPO INTESA SANPAOLO
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

Formazione : un passo avanti !


Le Segreterie dei Coordinamenti Nazionali di Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub e Uilca hanno sempre considerato la formazione uno strumento fondamentale per la crescita professionale di tutti i colleghi. Proprio per questo hanno insistentemente richiesto all’Azienda non solo di erogare corsi qualitativamente idonei a soddisfare le esigenze degli utenti, ma anche di garantire una agevole fruizione dei corsi stessi, in modo tale da assicurare a tutti gli interessati di essere messi nella condizione di poterne concretamente beneficiare. In ordine alla formazione fornita tramite modalità e-learning, da tempo le scriventi OO.SS. hanno rilevato le difficoltà derivanti dal sistema di erogazione presso la stessa postazione di lavoro dei colleghi coinvolti, che sono costretti, in questo modo, a districarsi tra i clienti che interrompono la fruizione dei corsi ed i diretti responsabili che non riconoscono l’importanza di dedicare il tempo necessario alla formazione, rispetto all’attività puramente commerciale. Queste modalità di erogazione vanificano l’efficacia formativa dei corsi con la conseguenza che, nei fatti, viene mortificata la crescente consapevolezza da parte dei colleghi della necessità di essere formati ed informati su materie che hanno dirette conseguenze sulla responsabilità personale degli stessi. Per porre rimedio a questo stato di cose, l’Azienda, su pressante richiesta delle scriventi OO.SS., aveva convenuto che tutte le attività di didattica dovevano essere supportate da una puntuale e completa pianificazione e programmazione, nonché svolte in idonei spazi formativi. Per mettere finalmente in pratica questi semplici ed ovvii principi condivisi, sarà avviato un progetto pilota, che, in questa fase, coinvolgerà alcune Agenzie dell’Area Territoriale Lazio. Saranno attrezzate presso le Agenzie di dimensioni maggiori, delle postazioni informatiche dedicate dove potranno convergere anche dalle Agenzie limitrofe coloro che dovranno fruire della formazione precedentemente programmata. Al dipendente che si recherà presso queste Agenzie sarà garantita una concreta fruibilità della formazione attraverso la sospensione dell’attività ordinaria, che consentirà la piena partecipazione all’attività didattica. Successivamente al periodo di sperimentazione, questa nuova modalità potrà essere gradualmente estesa a tutto il territorio nazionale. Inoltre dal prossimo mese di maggio sarà progressivamente reso disponibile anche in BNL il nuovo strumento di gestione integrata della formazione, denominato “ My Development”, che consentirà l’ampliamento del catalogo disponibile, con la messa a disposizione on-line anche dei corsi utilizzati a livello Gruppo BNP. Infine, l’Azienda si è impegnata ad erogare la formazione CCNL residua relativa all’anno 2011 entro il prossimo mese di giugno e ad aprire in tempi rapidi le iscrizioni ai corsi per il ciclo 2012.

COMUNICATO UNITARIO

Apprendistato professionale: firmato l'accordo

27 aprile 2012. Il 24 aprile è stato sottoscritto fra ABI e le Organizzazioni Sindacali l’accordo che recepisce le previsioni del Testo Unico sull’Apprendistato d.lgs 167/11, condizione essenziale per la piena attuazione del CCNL 19.1.2012
In data odierna è stato sottoscritto fra ABI e le scriventi Organizzazioni Sindacali l’accordo che recepisce le previsioni del Testo Unico sull’Apprendistato d.lgs 167/11, condizione essenziale per la piena attuazione del CCNL 19.1.2012, che prevede assunzioni a tempo indeterminato attraverso l’utilizzo della forma dell’apprendistato professionalizzante e la costituzione del nuovo Fondo per l’Occupazione, che prevede contributi specifici per stabilizzazioni e nuove assunzioni a tempo indeterminato. Il Testo Unico prevede infatti il 25.4.2012 quale termine ultimo per l’adeguamento della normativa di settore in materia di Apprendistato Professionalizzante, termine oltre il quale gli accordi esistenti decadono. L’accordo oggi sottoscritto prevede che: · L’apprendista verrà assunto nella 3 a Area professionale 1 livello, con le tabelle retributive espressamente previste dal CCNL 19.1.2012 · E’ prevista una formazione specifica: 120 ore triennali di formazione di base e 80 ore medie nel triennio di formazione professionalizzante. · È prevista la possibilità di finanziamento dei piani normativi attraverso F.B.A (Fondo Banche Assicurazioni) · I profili formativi sono stati ricondotti a cinque tipologie, non fungibili tra loro · In caso di malattia o infortunio per un periodo superiore a 30 giorni (secondo quanto previsto dal Testo unico) il datore di lavoro può disporre il prolungamento del rapporto oltre la durata concordata · Al termine del periodo di apprendistato, ove nessuna delle parti eserciti la facoltà di recesso, il rapporto prosegue a tempo indeterminato· È prevista la possibilità di assunzioni con contratto di apprendistato per lavoratori in mobilità, ivi compresi coloro che usufruiscono del Fondo emergenziale · L’accordo ha validità a partire dal 26 aprile 2012; i contratti stipulati precedentemente continueranno ad essere regolamentati dalla precedente normativa. · A seguito di sollecitazione delle organizzazioni sindacali, ABI ha espressamente chiarito che non potranno esserci sovrapposizioni tra le due tipologie contrattuali. · Le parti hanno convenuto altresì di prevedere un momento di verifica sulle ricadute del Decreto Lavoro nel settore e sugli effetti dell’applicazione di tale accordo e del recepimento delle nuove normative in materia di formazione (sistema nazionale delle qualifiche, standard formativi, certificazione delle competenze, ecc.).

 NEWS da Gruppo BNL

RECORD


Durante un recente incontro tra le scriventi OO.SS e l’Azienda, sono state presentate alcune novità in ordine ad un tema che da tempo è oggetto di attenzione da parte dell’Intersas Nazionale in quanto produce un notevole impatto sul lavoro quotidiano dei dipendenti di BNL: RECORD. Le ripetute segnalazioni pervenute dai Territori, tramite le OO.SS., relative alle problematiche connesse a questo strumento di pianificazione del lavoro, hanno indotto la Banca ad adottare un diverso approccio, apportando all’operatività alcune parziali modifiche. L’Intersas Nazionale ha ripetutamente sollevato molte perplessità sulle modalità di funzionamento del sistema RECORD che, tra l’altro, assegna giornalmente a ciascun gestore un numero preordinato di OC (le c.d. Opportunità di Contatto) .Tale sistema risultava completamente scollegato dalla realtà quotidiana. Infatti, i gestori assenti per qualsivoglia motivo (ferie-malattia-formazione ect.ect.) al rientro trovavano nella propria postazione le OC assegnate e non lavorate, che si erano accumulate o erano per così dire “scadute” durante l’assenza. In alternativa, i diretti responsabili (DAG) erano “costretti a girare” le OC degli assenti ad altri colleghi producendo situazioni di sovraccarico di lavoro e di notevole difficoltà operative collegate alle nuove incombenze assegnate. A seguito delle ripetute contestazioni avanzate dalle Segreterie di Coordinamento sull’iniquità del funzionamento di tale sistema, per correggere tale incongruenza è stata istituita una correlazione automatica tra il sistema SAP ed il sistema RECORD. Pertanto, poiché il Sistema assegnerà le OC solo al gestore che risulterà presente in SAP (in caso contrario le OC non verranno assegnate) le eventuali assenze non pianificate dovranno essere segnalate prontamente dal DAG nel sistema SAP. Sull'argomento le OO.SS considerano le modifiche apportate alla procedura come una tappa all'interno del percorso di riflessione continua sugli effetti di Record sui processi organizzativi ed intendono continuare il confronto con l’Azienda per affrontare e risolvere gli altri elementi che legano quella procedura alla qualità della vita in azienda delle colleghe e dei colleghi che sono chiamati a doverla utilizzare.

COMUNICATO UNITARIO


In data odierna è stato sottoscritto fra ABI e le scriventi Organizzazioni Sindacali l’accordo che recepisce le previsioni del Testo Unico sull’Apprendistato d.lgs 167/11, condizione essenziale per la piena attuazione del CCNL 19.1.2012, che prevede assunzioni a tempo indeterminato attraverso l’utilizzo della forma dell’apprendistato  professionalizzante e la costituzione del nuovo Fondo per l’Occupazione, che prevede contributi specifici per stabilizzazioni e nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Il Testo Unico prevede infatti il 25.4.2012 quale termine ultimo per l’adeguamento della normativa di settore in materia di Apprendistato Professionalizzante, termine oltre il quale gli accordi esistenti decadono.

L’accordo oggi sottoscritto prevede che:

• L’apprendista verrà assunto nella 3 a Area professionale 1 livello, con le tabelle retributive espressamente previste dal CCNL 19.1.2012

• E’ prevista una formazione specifica: 120 ore triennali  di formazione di base e 80 ore medie nel triennio di formazione professionalizzante.

• È prevista la possibilità di finanziamento dei piani normativi attraverso F.B.A (Fondo Banche Assicurazioni)

• I profili formativi sono stati ricondotti a cinque tipologie, non fungibili tra loro

• In caso di malattia o infortunio per un periodo superiore a 30 giorni (secondo quanto previsto dal Testo unico) il datore di lavoro può disporre il prolungamento  del rapporto oltre la durata concordata

• Al termine del periodo di apprendistato, ove nessuna delle parti eserciti la facoltà di recesso, il rapporto prosegue a tempo indeterminato

• È prevista la possibilità di assunzioni con contratto di apprendistato per  lavoratori in mobilità, ivi compresi coloro che usufruiscono del Fondo emergenziale

• L’accordo  ha validità a partire dal 26 aprile 2012; i contratti stipulati precedentemente continueranno ad essere regolamentati dalla precedente normativa.

• A seguito di sollecitazione delle organizzazioni sindacali, ABI ha espressamente chiarito che non potranno esserci sovrapposizioni tra le due tipologie contrattuali.

• Le parti hanno convenuto altresì di prevedere un momento di verifica sulle ricadute del Decreto Lavoro nel settore e sugli effetti dell’applicazione di tale accordo e del recepimento delle nuove normative in materia di formazione (sistema nazionale delle qualifiche, standard formativi, certificazione delle competenze, ecc.).

UN CCNL CHE RAFFORZA GLI ORMEGGI DELLE TUTELE E DEI DIRITTI


Le oltre 1600 assemblee per la valutazione dell'Ipotesi di Accordo 19 gennaio 2012, per il rinnovo del CCNL 8 dicembre 2007, certificate secondo le disposizioni dell'Accordo 24 ottobre 2011, si sono concluse il 17 aprile u.s.registrando la partecipazione di 101.351 lavoratrici e lavoratori, dato tra i più alti dei recenti rinnovi. I risultati nazionali hanno assegnato ai si il 59,7% ed ai no il 40,3%. Se si considerano nella base di calcolo anche le astensioni i si sono il 57,0%, i no il 38,4%, gli astenuti il 4,6%. RINGRAZIAMO TUTTE LE LAVORATRICI E TUTTI I LAVORATORI CHE PARTECIPANDO, DIBATTENDO, MANIFESTANDO IL PROPRIO GIUDIZIO ED ESPRIMENDO IL PROPRIO VOTO HANNO SCRITTO UNA PAGINA IMPORTANTE DI DEMOCRAZIA SINDACALE. ORA LA CATEGORIA HA IL SUO CCNL, LO STRUMENTO DI TUTELA FONDAMENTALE DEI SUOI INTERESSI, QUANTOMAI NECESSARIO IN UN MOMENTO STORICO NEL
QUALE ALL'ORIZZONTE NON SI VEDONO SPIRAGLI DI USCITA DALLA CRISI, IL NOSTRO PAESE È NUOVAMENTE IN RECESSIONE, L'ODISSEA DEL DEBITO SOVRANO È IRRISOLTA CON PESANTI RICADUTE SULL'EQUILIBRIO ECONOMICO, PATRIMONIALE E RISCHI OCCUPAZIONALI NELLE BANCHE VIA, VIA PIÙ GRAVI. ORA LA CATEGORIA PUÒ GUARDARE CON MAGGIORE SERENITÀ AL SUO FUTURO AVENDO, SAGGIAMENTE, RESPINTO I RISCHI DI DISAPPLICAZIONE DEL CCNL E LA "SOLUZIONE MARCHIONNE" CHE LA BOCCIATURA DELL'IPOTESI DI ACCORDO PERSEGUITA DAL COMITATO DEL NO AVREBBE DETERMINATO!!! A TUTTI GARANTIAMO IL NOSTRO IMPEGNO STRAORDINARIO, PERCHÈ
STRAORDINARIE SONO LE DIFFICOLTÀ DEL MOMENTO PRESENTE NEL SETTORE E NEL PAESE ALLE QUALI IL CONTRATTO RISPONDE CON LA PRIORITÀ ASSOLUTA ALLA DIFESA DELL'OCCUPAZIONE ESISTENTE E DELLA BUONA OCCUPAZIONE PER I GIOVANI.

Per completare l'architettura del nuovo CCNL occorre ora definire nelle Commissioni le materie ad esse rinviate, dalla conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro alle declaratorie/profili professionali /inquadramenti/scala parametrale. Per gestire la strumentazione innovativa del CCNL: - il Fondo per la creazione di nuova occupazione a tempo indeterminato e per la bonifica strutturale della precarietà nel settore; - il nuovo premio unico di risultato che riforma il vecchio premio aziendale ed i vecchi sistemi incentivanti e gode, in quanto negoziato, della ritenuta di imposta secca agevolata del 10%; - i presidi occupazionali: area contrattuale, corrispondenza tra orario contrattuale ed orario di fatto, orario di sportello.
Per affrontare nei gruppi e nelle aziende le revisioni dei piani industriali, conseguenti alla riforma previdenziale, le ricadute occupazionali, l'emergenza ESODATI, con una strumentazione contrattuale più potente ed efficace, ivi compreso l'utilizzo dei contratti di solidarietà . C'è consapevolezza in tutte le nostre OO.SS che la consultazione ci consegna difficoltà e problemi oggettivi legati all'occupazione ed alle condizioni di lavoro che insieme al fisco, alla crescita e all'equità dovranno rappresentare le nostre priorità. Per questo deve continuare la nostra battaglia per L'EQUITÀ distributiva, iniziata nel CCNL, e con la richiesta al Presidente del Consiglio, al Governatore della Banca d'Italia ed al Presidente dell'ABI di introdurre un rapporto insuperabile uno a venti tra retribuzioni medie del personale e remunerazioni del Top Management. Da oltre un ventennio il sistema bancario italiano è investito da scosse telluriche ricorrenti. La categoria ha saputo affrontarle con lungimiranza e determinazione salvaguardando la sua unità e la sua coesione sociale. COSÌ È STATO NEL 1990, QUANDO LA NORMATIVA DELL'AREA CONTRATTUALE EVITÒ LA FRAMMENTAZIONE CONTRATTUALE DELLA CATEGORIA; COSÌ È STATO NEL 1997/1999 QUANDO IL FONDO DI SOLIDARIETÀ ERESSE UNA BARRIERA INVALICABILE CONTRO I LICENZIAMENTI COLLETTIVI; COSÌ È OGGI QUANDO IL FONDO PER LA CREAZIONE DI NUOVA E BUONA OCCUPAZIONE TENTA, PROGRAMMATICAMENTE, DI USCIRE DALLA LOGICA DELL'ESCLUSIVA GESTIONE DEGLI ESUBERI. LA NOSTRA STORIA CONFERMA CHE LA SOLIDARIETÀ, IL VALORE ETICO CHE PERCORRE TUTTA LA  TRADIZIONE DEL MOVIMENTO SINDACALE, È CAPACE DI ISPIRARE POLITICHE CONTRATTUALI VINCENTI! OFFRIRE TUTELE AI COLLEGHI UNITAMENTE A SPERANZA E FUTURO A CHI GUARDA AL NOSTRO SETTORE COME APPRODO SOCIALE SICURO È IL MODO PIÙ NOBILE E PIÙ EFFICACE DI PRESIDIARE LA NOSTRA STESSA SPERANZA E DI DARE CERTEZZA AL NOSTRO STESSO FUTURO!!!


LE SEGRETERIE NAZIONALI

DIRCREDITO – FABI – FIBA-CISL – FISAC – SINFUB – UGL – UILCA

Prevalgono i SI nella consultazione sull’ipotesi di accordo per i lavoratori bancari

La consultazione sull’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL del credito è ormai alle sue battute finali avendo raggiunto  circa 98mila votanti oltre il 98% dei lavoratori coinvolti nel voto.
Una partecipazione al voto tra le più alte nella storia della categoria che ha svolto una campagna di informazione e consultazione molto capillare superando le oltre 1.500 assemblee
I SI al contratto sono pari al 59,3%  mentre i NO al 40,7%.
Se si considera anche il 4,61% di astenuti l’ipotesi d’accordo riceve il 56,58% di favorevoli e il 38,81% dei contrari.
Mercoledì 18 aprile  verranno presentati i dati definitivi e completi della consultazione disaggregati per regione.
 

NO ALLA PERVERSA RIFORMA PENSIONISTICA


La riforma in tema di previdenza pubblica adottata dal Governo guidato dal Prof. Mario Monti, oltre ad aver peggiorato complessivamente l’assetto normativo per la fruizione della pensione, ha generato per tutti i dipendenti coinvolti in procedure di mobilità e/o esodazione un effetto perverso.Essendo stati cambiati in itinere i requisiti per la fruizione del trattamento di quiescenza, mediante un notevole slittamento temporale di maturazione dei prescritti requisiti, tantissimi lavoratori rischiano di restare senza reddito, rimanendo sprovvisti sia dell’assegno di accompagnamento (o di mobilità) sia della pensione pubblica.I lavoratori in mezzo al guado sono stimati prudenzialmente in oltre 300.000 unità.L’INPS stesso si è riservato di fare un’indagine per quantificarli, anche al fine di consentire al Governo l’individuazione puntuale delle risorse per l’auspicabile e necessaria copertura finanziaria.Nel nostro settore, a fronte dei piani industriali e dei conseguenti accordi stipulati tra oo.ss. e banche, sembrano essere coinvolti oltre 22.000 dipendenti di cui 15.000 già usciti e 7.000 in corso di uscita entro il 31.12.2013.Il nefasto intervento legislativo ha di fatto calpestato tutti gli accordi negoziali stipulati in tema di esodazione, sotto la vigenza del preesistente assetto normativo pubblico.Il legislatore “tecnico” (sic!) – nella stesura finale del provvedimento di “riforma” – non  si è affatto preoccupato di “coprire” normativamente i dipendenti che avevano aderito a tali procedure di esodazione.Invero, con l’introduzione della nuova legislazione, siffatti dipendenti si sono trovati – al termine della copertura da parte del fondo – ad essere esclusi dalla fruizione del trattamento pensionistico pubblico. Di tal ché si trovano senza reddito alcuno.Sul punto della mancata copertura degli esodati, l’intervento legislativo si è concretizzato in un momento di inciviltà giuridica indegno della storia del diritto del nostro Paese, risalente ai principi millenari del diritto romano (Pacta servanda sunt!).In mancanza di uno specifico intervento governativo, non resterà ai Colleghi altra strada che quella del ricorso giudiziario al fine di ottenere la declaratoria di nullità/invalidità dell’adesione all’accordo di esodazione precedentemente effettuata, chiedendo all’Autorità Giudiziaria il reintegro, a tutti gli effetti, nell’organico della banca.

Per quanto sopra rappresentato, il SINFUB  aderisce

alla mobilitazione unitaria promossa, per venerdì 13 aprile 2012, da CGIL, CISL e UIL.


 

GRUPPO INTESA S.PAOLO

TComitato di Consultazione Progetto 8.000 Premio Aziendale


L'incontro di oggi ha ulteriormente analizzato l'evoluzione della filiale media/grande, che sarà implementata dal Responsabile Commerciale, con ruolo di supporto al Direttore nella gestione dei rischi e coordinamento deisegmenti Small Business e Personal. Al termine le Organizzazioni Sindacali hanno unitariamente chiesto di affrontare con l'Azienda il tema del Premio Aziendale (Vap). In merito l'Azienda ha dichiarato che i dati di Bilancio, in riferimento alle previsioni del Contratto Nazionale 2007, non lasciano spazi per l'erogazione di un Premio. Abbiamo con forza contestato questa posizione, ribadendo che i grandi temi del Premio Aziendale e degli Accordi di Armonizzazione sono un asse importante per riconoscere il valore e l'impegno dei lavoratori, soprattutto in un contesto di crisi che colpisce tutti, anche alla luce dei provvedimenti governativi adottati per il risanamento del Paese. Nonostante le posizioni appaiano ad oggi inconciliabili la nostra ferma presa di posizione ha portato a definire l'avvio del confronto a partire dal prossimo 2 maggio.
Milano, 4 aprile 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI GRUPPO INTESA SANPAOLO
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB- Ugl – Uilca

NO AI TAGLI DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI NO ALLA RIFORMA IN PEJUS DELL’ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

I recentissimi incontri tenutisi tra Governo e Parti sociali circa la cosiddetta  riforma del mercato del lavoro hanno chiaramente manifestato la volontà dell attuale Esecutivo di procedere, a colpi di accetta, verso lo smantellamento ulteriore dello Stato sociale.Il mondo del lavoro ---- dopo aver subìto una iniqua e penalizzante riforma della previdenza pubblica che impone, fra l altro, lo slittamento ex abrupto dei termini temporali per la fruizione della pensione, in un clima di sostanziale inerzia delle forze sociali ---- ha assistito al teatrino del pseudo dialogo con le Parti sociali. Dialogo in cui le varie organizzazioni hanno espresso il loro complessivo giudizio non negativo sulla proposta di riforma del mercato del lavoro avanzata dall Esecutivo Monti, ancorché con qualche distinguo più o meno marcato sulla modifica dell art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, al fine di adeguarlo al modello tedesco (sic!!!). Il mondo confederale sembra diviso sulla riforma dell art. 18 così come proposta e solo una Confederazione ha, al momento, già annunciato una generale mobilitazione di protesta. Abbiamo provato sconcerto, indignazione e vergogna, sia come semplici cittadini che come Rappresentanti di un sindacato che è Parte sociale nel settore del credito. Abbiamo assistito ad un fiume di dichiarazioni da cui si evince chiaramente la superficialità nell affrontare una materia così delicata.

Preannunciamo sin d’ora l’indizione, in via autonoma ed eventualmente anche disgiunta, di uno sciopero nazionale del settore del credito per almeno una intera giornata.

Non solo. Qualora le azioni di protesta collettiva non dovessero fermare il varo legislativo del provvedimento di riforma, è nostra intenzione costituire un Comitato Promotore per l’indizione di un referendum abrogativo delle nuove norme in materia di licenziamenti individuali.

HR-Shared Service Center

Nei giorni 20 e 21 marzo, le OO.SS. si sono incontrate con la delegazione Aziendale in merito all'operazione HR-SSC. La delegazione Aziendale era composta da rappresentanti del Gruppo Unicredit e di HP. L'illustrazione da parte Aziendale dell'operazione di Joint-Venture ha confermato gli elementi che erano già noti relativamente alle quote proprietarie, alle operazioni societarie ed alla composizione della governance. Le OO.SS. hanno ravvisato nell'illustrazione aziendale alcuni passaggi poco convincenti in merito al progetto industriale; inoltre, cosa grave, non è stata fornita nessuna garanzia in merito all'applicazione dell'area contrattuale del credito e dell'iscrizione della Newco all'ABI. Le OO.SS. hanno ribadito con forza che l'area contrattuale e l'iscrizione all'ABI sono elementi già concordati tra l'Amministratore Delegato e i Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali, pertanto già acquisiti e non più oggetto di negoziazione. Inoltre, in relazione alla complessità dell'operazione e alla necessità di approfondire il quadro delle informazioni, le scriventi hanno chiesto di posticipare i tempi previsti. L'Azienda ha preso atto della nostra forte determinazione ed ha confermato che l'area contrattuale e l'iscrizione all'ABI sono elementi già acquisiti, così come le tutele occupazionali e normative dell'accordo del 17 febbraio u.s., dal quale partiremo per migliorarle - come previsto dall' accordo stesso - in modo sostanziale ed esigibile per i colleghi di HR SSC, ma solamente all'interno di un confronto negoziale che porti alla stipula di un accordo, in assenza del quale valgono le previsioni di legge. Per quanto riguarda lo slittamento temporale, l'Azienda, di fronte alla necessità di fare opportuni approfondimenti, fornirà la risposta alla ripresa degli incontri già previsti per la prossima settimana. Vi terremo informati.
Segreterie Nazionali e Delegazioni Aziendali UBIS
Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil SINFUB Ugl Credito UILCA

 GRUPPO BPER PROVE TECNICHE DI PIANO INDUSTRIALE

In data odierna si è tenuto l’incontro per l’illustrazione del Bilancio Consolidato 2011 e il Piano Industriale 2012-2014. Pur essendo necessari ulteriori approfondimenti – anche in considerazione delle informazioni non esaustive fornite durante l’incontro e del fatto che il Piano Industriale deve essere meglio definito nelle concrete soluzioni operative – le OO. SS. ritengono utile una prima valutazione. Sul Bilancio consolidato le OO.SS. hanno appreso con soddisfazione che al netto delle poste straordinarie (cessione quote Arca) il risultato netto è in incremento rispetto a quello del 2010. Le voci ordinarie del conto economico, che sono quelle che determinano lo stato di salute del Gruppo, sono in crescita. Nonostante questo, le variabili esterne (EBA, BCE) impongono ulteriori risultati raggiungibili con interventi strutturali nel Gruppo. A tal fine l’A.D. ha illustrato le linee guida del Piano Industriale, del quale a nostro giudizio i principali argomenti da approfondire sono: • Fusione per incorporazione in BPER di Meliorbanca, di Cassa di Risparmio dell’Aquila, di Banca di Lanciano e Sulmona e di Banca Popolare di Aprilia con contestuale creazione di Divisioni orientate alle attività credito e commerciale;Razionalizzazione del piano sportelli di Gruppo che prevede la chiusura di 50 e l’apertura di 25 nuovi sportelli in zone non presidiate, nonché il trasferimento di filiali all’interno del Gruppo; Blocco delle estenalizzazioni  e rientro di attività precedentemente estenalizzate; Potenziamento delle attività della società consortile BPERSERVICES con particolare riferimento ai  Poli territoriali. • Razionalizzazione delle società prodotto. Le OO.SS. hanno manifestato le loro perplessità e preoccupazione rispetto al mantenimento del modello federale e soprattutto in relazione alle ricadute sul personale.La prima operazione di fusione prevista dal Piano sarà quella di Meliorbanca, oggetto solo due anni fa di una pesante ristrutturazione (con una riduzione del 40% del personale) che a detta aziendale avrebbe dato buoni risultati, tali da motivare un piano industriale di espansione. Le OO.SS. e i lavoratori non capirebbero scelte di riduzione dei livelli occupazionali accompagnate da operazioni di  “lifting” di Alti Dirigenti. Per quanto riguarda le altre fusioni, che interesseranno circa 1.400 colleghi, le OO.SS. hanno richiamato l’attenzione sui vari problemi dei territori coinvolti, con particolare riferimento alla situazione dell’Aquila e di tutto l’Abruzzo. In ordine a tali problemi è necessario anche valutare attentamente l’impatto sulla clientela di operazioni che sono destinate a far scomparire l’identità di aziende storiche nei territori di riferimento. Inoltre hanno manifestato perplessità sulla cessione degli sportelli sardi della Penisola, in quanto il Banco di Sardegna si troverebbe ad operare in un territorio geograficamente limitato e in forte crisi economica, strategia questa che potrebbe pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi che lo stesso Piano fissa, con probabili ricadute sui livelli occupazionali. Analoghe perplessità suscita la razionalizzazione prevista degli sportelli  Banca di Sassari e Banco di Sardegna nell’isola. Il Piano industriale prevede, inoltre, un forte abbattimento del costo del Personale di Gruppo, attraverso una ricollocazione e riqualificazione di 750 risorse e l’uscita di 450 colleghi Le Segreterie di Gruppo ritengono che gli obiettivi fissati dal Piano Industriale si possano perseguire attraverso un riequilibrio anagrafico delle risorse, utile sia al contenimento dei costi sia a perseguire la “buona e stabile occupazione”, obiettivo prioritario della ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL attualmente all’esame dei lavoratori. Le OO.SS. hanno inoltre dichiarato che un progetto così complesso con pesanti ripercussioni su lavoratori, strutture e territori non possa essere gestito se non con il consenso da ricercarsi con relazioni sindacali improntate alla trasparenza e alla condivisone di tutte le informazioni utili a ricercare soluzioni equilibrate e non penalizzanti per i lavoratori. 

SINFUB GRUPPO BPER
 

Bper taglia il 10% della forza lavoro: 500 esuberi, 700 in mobilità

Una quarantina di milioni di euro l'anno di taglio del costo del lavoro, su una base consolidata di 800 milioni circa. Questa, secondo l'anticipazione di fonti aziendali, la decisione indicata dal gruppo Banca Pop Er nel piano industriale 2012-2014 che verrà presentato oggi alla comunità finanziaria e domani ai sindacati.Nei numeri, a fronte di una forza lavoro di circa 11.800 dipendenti, la riduzione corrisponde a una riduzione del personale, a regime, di circa 1.200 unità: 500 gli esuberi più altri 700 per i quali l'azienda indica la strada della mobilità. Cifre che si aggiungono agli oltre 16.500 bancari che nei prossimi tre anni, secondo i piani dei principali gruppi creditizi, lasceranno il lavoro.Numeri pesanti, per un gruppo federale cresciuto dimensionalmente negli anni scorsi su una base federativa che ora, con la crisi finanziaria e la recessione economica, mostra inevitabilmente crepe strutturali. Numeri pesanti se misurati su una realtà come quella modenese, dove ha sede la capogruppo, e di altre piccole realtà italiane del Centro, Sud e Isole. Soprattutto se confrontati con la politica di sostanziale stabilità occupazionale, senza particolari scossoni, che ha contraddistinto il gruppo Bper negli anni scorsi. A differenza di quasi tutti gli altri principali gruppi nazionali, Bper non ha mai fatto ricorso al Fondo di solidarietà di settore, l'ammortizzatore sociale totalmente autofinanziato con cui negli scorsi 12 anni il sistema bancario ha gestito il prepensionamento e l'outplacement di circa 30mila dipendenti. Ma le fonti sindacali spiegano ormai apertamente che proprio la gradualità con cui gli organici sono stati ridotti in passato, tramite il blocco del turnover e gli incentivi all'esodo, ha lasciato irrisolti i problemi di fondo.Problemi che, secondo gli ultimi dati disponibili, si collocano (anche, ma non solo) nella riga di conto economico dedicata al costo del personale. Costo che, secondo le ultime analisi di Kepler Capital Markets, nel 2010 aveva toccato il 36,9% dei ricavi, per scendere al 35,6% circa nel 2011. Ma nel rapporto tra costi e ricavi non basta tagliare i costi, se i ricavi non aumentano. Così i sindacati del gruppo seguono con preoccupazione i conti del 2011 e soprattutto attendono con impazienza la presentazione del piano industriale, che domani verrà illustrata loro dall'amministratore delegato e direttore generale Luigi Odorici, recentemente succeduto a Fabrizio Viola, passato al timone di Banca Mps.A temere soprattutto sono le banche rete e prodotto. La capogruppo impiega circa 4.300 dipendenti, con altri 700 dislocati in Bper Services, la società consortile dei servizi, mentre sono 4.200 gli attivi nel polo sardo, tra Banco di Sardegna e Banca di Sassari. Il resto si distribuisce tra la Popolare di Ravenna, il polo del Centro (Cassa di Risparmio dell'Aquila e Popolare di Lanciano e Sulmona in Abruzzo, Popolare di Aprilia nel Lazio), la rete del Sud (Popolare del Mezzogiorno a Crotone, Banca della Campania di Avellino) e le società monoprodotto, come Sarda Leasing, Optima Sgr, Emil Ro Factor e Meliorbanca. Difficile immaginare un sistema più esposto alla crisi e più sensibile al problema dell'occupazione che manca, specie nel Mezzogiorno. Domani i sindacati troveranno al pettine i nodi non toccati per molti anni.

nicola.borzi@ilsole24ore.com

SALTATO IL PIANO INDUSTRIALE, IL GRUPPO PROPONE UN INCENTIVO PER I COLLEGHI CHE
HANNO MATURATO I REQUISITI PENSIONISTICI


La riforma previdenziale ha allungato per tutti i tempi di maturazione del diritto alla pensione mettendo in discussione gli obiettivi del Piano Industriale 2011/2015 del Gruppo che prevede ancora 1.000 organici in meno nel 2015. Nell’ipotesi sottoposta a giugno 2011 alle Organizzazioni Sindacali e non sottoscritta dalle stesse si parla di iniziative per incentivare/accompagnare alla pensione colleghi che avevano maturato o stavano maturando i requisiti. Ora l’Azienda continua a mantenere le scelte di un Piano Industriale superato, senza un confronto con le Organizzazioni Sindacali e pubblica una circolare con cui si mettono a
disposizione sostanziose risorse per 100/200 colleghi interessati anche se non obbligati. I tempi richiesti per l’eventuale adesione sono talmente ristretti che non consentono ai colleghi di fare una scelta consapevole del rapporto tra benefici/sacrifici che potrebbe rivelarsi in alcuni casi sproporzionato a danno dei colleghi. In particolare i tempi e l’unilateralità non consentono alle nostre organizzazioni di aprire un
confronto serio su materie molto delicate che non coinvolgono solo i colleghi direttamente
interessati ma che, come da troppo tempo avviene, avranno ricadute su tutta l’organizzazione del lavoro dei colleghi che restano. QUINDI E’ NECESSARIO STABILIRE CHE: Le risorse messe a disposizione NON DEVONO INCIDERE sui prossimi PREMI AZIENDALI.la necessità di ridurre il personale nell’arco dei prossimi 4 anni deve tenere conto degli organici strutturali, e quindi stabilizzare i lavoratori da troppo tempo precari ancora presenti nel Gruppo, altrimenti tra uscite e mancate conferme la riduzione del personale diventa insostenibile. PER QUESTO CHIEDEREMO A BREVE UN CONFRONTO SU QUESTA INIZIATIVA,
anche per consentire a tutti gli interessati di avere ben chiari tutti gli elementi per una scelta consapevole.

DIRCREDITO - FABI - FIBA/CISL – FISAC/CGIL - UILCA/UIL - SINFUB - UGL
GRUPPO UBI

Cassazione: si al danno per perdita di chance per il lavoratore se la procedura di selezione non è trasparente

La Corte di Cassazione, con sentenza 3415 del 5 marzo 2012, ha affermato il principio di diritto secondo cui in difetto di una scelta motivata, in merito ad una selezione tra lavoratori ai fini di una promozione o del conferimento di un altro beneficio, il lavoratore ha in linea di principio diritto al risarcimento del danno per perdita di chance, non condizionato dalla prova da parte sua che la scelta, ove correttamente eseguita, si sarebbe risolta in suo favore. In particolare la Suprema Corte ha accolto il ricorso di due lavoratori avverso la sentenza con cui la Corte d'Appello, confermando la sentenza di primo grado, rigettava le domande proposte dai lavoratori contro la società datrice di lavoro, dirette a contestare la legittimità dell'operato di tale società, di cui erano dipendenti con inquadramento nell'area operativa, nel compiere la selezione concorsuale di dipendenti per la promozione a quadro. Sottolineano i giudici di legittimità che "nel caso in cui il datore di lavoro sia tenuto a effettuare nel rispetto di determinati criteri, non escludenti apprezzamenti discrezionali, una selezione tra i lavoratori ai fini di una promozione o del conferimento di un altro beneficio, egli, al fine di dimostrare il rispetto dei criteri previsti per la selezione e dei principi di correttezza e buona fede, deve operare in maniera trasparente e in particolare motivare adeguatamente la scelta effettuata.". Relativamente alla determinazione del danno da perdita di chance subito dal lavoratore la Corte precisa che "in caso di illegittimità di una procedura di selezione per la violazione dei principi in materia di trasparenza e oggettività, per la mancanza di una adeguata motivazione, il giudice deve procedere alla liquidazione del danno con una valutazione equitativa a norma dell'art. 1226 cc, tenendo presente, ai fini di tale giudizio probabilistico e comparativo, ogni elemento di valutazione e di prova ritualmente introdotto nel processo da entrambe le parti. In particolare: dovrà rigettare la domanda risarcitoria quando gli elementi di prova acquisiti consentano di escludere con adeguata sicurezza che il lavoratore in causa potesse avere concrete possibilità di un esito della selezione per lui positivo; in mancanza di specifiche risultanze circa il possibile esito della selezione se correttamente eseguita, il giudice potrà ricorrere al criterio residuale del rapporto tra il numero dei soggetti da selezionare e il numero di quelli che concretamente dovevano formare oggetto della selezione, ma, se del caso, potrà trarre argomenti di convincimento circa il grado di probabilità favorevoli al lavoratore anche dal comportamento processuale delle parti e in particolare dalle loro carenze nell'allegazione e prova degli elementi di fatto rilevanti ai fini della selezione rientranti nell'ambito delle loro rispettive conoscenze e possibilità dì prova.".
(08/03/2012 11:00 - Autore: L.S.)
(Fonte: StudioCataldi.it)

 

L'INPS sugli aiuti alle famiglie. Congedo più lungo per i figli disabili

In caso di grave handicap del figlio, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre possono prolungare il congedo parentale entro gli otto anni di età del bambino fino a tre anni da fruire sia in modo continuativo sia in modo frazionato. Ciò vale anche per i genitori adottivi. Nell'illustrare le novità introdotte dal Dlgs 119/2011 in materia di permessi e congedi per l'assistenza delle persone con gravi handicap, con la circolare 32 di ieri l'Inps evidenzia che non viene meno la possibilità per i genitori, in alternativa, di fruire dei riposi orari retribuiti fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.Il prolungamento del congedo decorre dalla conclusione del normale periodo di congedo parentale e i genitori possono fruirne entrambi, alternativamente, fino all'ottavo anno di età, fermo restando che il periodo massimo triennale del congedo prolungato è comprensivo del periodo di congedo ordinario. Il prolungamento del congedo parentale può essere fruito solo se il figlio non è stabilmente ricoverato o se, in caso di ricovero, la presenza del genitore è chiesta dai medici. Cambiano anche le regole per i criteri di concessione del congedo straordinario per l'assistenza di una persona gravemente disabile.L'articolo 4 del Dlgs 119/2011 sostituisce il testo del comma 5 dell'articolo 42 del decreto legislativo 151/2001, recependo le numerose decisioni della Corte costituzionale in ordine ai familiari che possono fruire del congedo. Il nuovo comma 5 indica i criteri di priorità che devono essere rispettati per la richiesta del periodo di congedo straordinario indennizzato: - il coniuge convivente della persona con disabilità grave; - il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, se il coniuge convivente manca, è deceduto o soffre anch'egli di patologie invalidanti; - uno dei figli conviventi della persona disabile, qualora il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; - uno dei fratelli o sorelle conviventi nel caso in cui i soggetti sopra elencati manchino, siano deceduti o affetti da patologie invalidanti.È esteso anche al congedo straordinario il principio del «referente unico» già introdotto dall'articolo 24 della legge 183/2010 per i permessi di cui alla legge 104/92. Pertanto, sia il congedo straordinario di cui al comma 5 del richiamato articolo 42 sia i permessi riconosciuti dall'articolo 33 della legge 104/92 non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per l'assistenza alla stessa persona disabile in situazione di gravità. Pertanto, qualora per l'assistenza a una persona disabile in situazione di gravità risulti già esistente un titolare di permessi ai sensi dell'articolo 33 della legge 104/92, un eventuale periodo di congedo straordinario potrà essere autorizzato solo in favore dello stesso soggetto già fruitore dell'altro beneficio.

fonte: ilsole24ore - r.f


MODALITA’ DI ACCESSO ALL’ESODO PER IL 2012


Lunedì 5 marzo, dopo una serie di incontri, si è concluso il confronto tra le scriventi OO.SS. e la  Capogruppo con la condivisione del Verbale di conciliazione che verrà sottoposto alle/ai colleghe/i interessate/i per la loro volontaria sottoscrizione. La sottoscrizione è requisito imprescindibile per poter aderire al piano esuberi. Si precisa che i colleghi interessati saranno contattati dalle aziende di appartenenza per l’eventuale sottoscrizione del Verbale in prossimità della data di uscita. La serie di riunioni succedutesi si è resa necessaria alla luce delle modifiche apportate in materia previdenziale dalle riforme dell’estate 2011 e dalla riforma Monti – Fornero che consente, ai lavoratori/trici che accedono al Fondo di Solidarietà di Settore, di mantenere le normative previgenti, in fatto di requisiti per l’accesso alla pensione, NEI LIMITI DELLE DISPONIBILITA’ FINANZIARIE PREVISTE DALLA LEGGE MEDESIMA.
Pertanto il Verbale di Conciliazione, riferito alle sole cessazioni che si verificheranno nel corso dell’anno 2012, prevede l’accesso al Fondo di Solidarietà di settore per i lavoratori e lavoratrici che nel novembre 2010 hanno aderito al piano di esodo previsto dall'accordo dello scorso 18 ottobre 2010, con le seguenti modalità:  I colleghi/e che hanno maturato o devono maturare il DIRITTO nel 2012 e che avevano scelto di uscire alla maturazione del DIRITTO (quindi nel 2012) cesseranno dal servizio UN mese PRIMA della data originariamente prevista e percepiranno l’assegno erogato dal Fondo di Solidarietà di Settore fino ad erogazione della pensione INPS che avverrà alla data originariamente stabilita. Vi sono alcune eccezioni, infatti, la pensione INPS sarà erogata successivamente (con conseguente allungamento del periodo di copertura da parte del Fondo esuberi) nei seguenti casi:  per chi è impattato dalle riforme previdenziali dell’estate 2011: > alla data finestra originaria incrementata dei mesi di differimento (max.3 mesi) previsti dalla riforma;  per chi è impattato dalle previsioni dell’art.6, comma 2-quater Legge n.14/2012, che prevede la permanenza nel Fondo Esuberi fino al compimento dei 60 anni di età > al compimento dei 60 anni o eventuale età stabilita da successive modificazioni/integrazioni.  I colleghi/ che hanno maturato o matureranno il DIRITTO nel corso dei mesi di gennaio febbraio, marzo e aprile 2012 cesseranno al 1° di aprile. TRATTAMENTI ECONOMICI E NORMATIVI:  A tutti questi colleghe/i verrà erogato per intero l’incentivo come determinato dalla Tabella 2 del Protocollo 18/10/2010.  L’ulteriore incentivo originariamente previsto, pari al 70% delle mensilità per il periodo intercorrente fino alla finestra originaria, sarà sostituito dall’assegno straordinario mensileper il periodo di permanenza al Fondo, nelle misure definite dal DM 158/2000.   Verrà mantenuta l’assistenza sanitaria (UniCa) fino al 31 dicembre dell’anno in cui matura l’originaria finestra, eventualmente modificata a seguito delle citate previsioni di legge.   Le condizioni creditizie agevolate saranno mantenute fino alla finestra originaria modificata. L’iscrizione al Fondo Pensionistico Complementare (secondo previsioni da Protocollo 18/10/2010) permarrà fino a finestra originaria o modificata.   L’erogazione dell’eventuale premio Aziendale (VAP), a partire da quello relativo all’anno 2011, sarà definita negli specifici accordi sull’argomento. E’ altresì confermato che: I colleghi/e che hanno maturato il DIRITTO nel corso del 2011 e che avevano scelto di uscire alla FINESTRA (quindi nel 2012), usciranno alla data prevista, in quanto non impattati dalla riforma Monti-Fornero, salvo spostamento a seguito della riforma dell'estate 2011.Per la definizione delle modalità di uscita delle/i colleghe/i che matureranno il DIRITTO nel 2012 ma hanno scelto l’uscita alla FINESTRA (quindi nel 2013) ovvero per chi maturerà il DIRITTO nel corso del 2013, le parti si incontreranno successivamente all’emanazione del decreto ministeriale previsto entro il 30 giugno 2012. Qualora dovessero intervenire ulteriori modifiche alle normative sui requisiti di accesso, anche a seguito dell’emanazione di norme applicative, le parti si incontreranno al fine di ricercare adeguate soluzioni.
Segreterie di UniCredit Group
Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil SINFUB Ugl Credito UilCa

La Segreteria Regionale Puglia Augura Buon 8 Marzo a Tutte le Donne d'Italia

 

Nel Mio Giardino Sono Già Fiorite Le Mimose
Un Giorno come tanti..?
No.
Una festa?
Neppure..
Io adoro i fiori, e regalare fiori.
Ma L'otto marzo non avrai dei fiori da me.
No, non li avrai.
Troppo "freddi" ancorchè colorati. Troppo poco il tempo per goderli.
Troppo in fretta appassiranno.
Oggi Ti regalerò solo parole.
Le parole non hanno tempo, non hanno colore e non c'è rischio che appassiscano.
E comincio con il chiederTi scusa.
Se ancora non l'ha fatto qualcuno Ti chiedo scusa io.
Ti chiedo scusa per averTi, ancora oggi nel XXI secolo, infibulato, Deriso e maltrattato e negato il Tuo diritto al piacere. Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo, ancora in moltissimi luoghi di questo nostro "civilissimo" mondo non sei ammessa nei locali pubblici ed in quelli di culto. Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo in una terra baciata dal sole sei costretta a coprirti con il Burka dove il Tuo dovere è lavorare e ti è negato il diritto di andare a scuola. Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI nel paese del sol levante appena nata ti fasciano i piedini in modo cosi stretto per non farteli crescere più ma agli uomini, li, piace così. Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo negli Usa patria della libertà le parlamentari donna devono riunirsi in comitati per far valere il peso delle loro opinioni.
Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo, nel parlamento "degli uomini liberi" non si raggiunge il numero legale per l'approvazione delle quote rosa. Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo un giudice di cassazione ha scritto.-" La violenza sessuale su una minore non più vergine è da considerarsi fatto meno grave..." Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo Tu sei l'adultera e puttana, mentre io il provocato e stanco della routine.
Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo una donna su tre - ovvero un miliardo di individui, di ogni Paese ed estrazione sociale - subisca vessazioni, soprusi, mutilazioni, stupri e umiliazioni. Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo una su cinque è destinata a essere violentata o a subire un tentativo di violenza e nel 70% degli omicidi il colpevole risulta essere il partner. Ti chiedo scusa se ancora oggi nel XXI secolo ogni anno vengono registrati 60 mila nuovi casi.
Ti chiedo scusa anche per quello che non ricordo di chiederTi scusa.
Ti chiedo scusa..
Anzi no.
Ti chiedo perdono.
Mamma, Figlia, Sorella, Moglie, Amica, Amante, Donna.

Ti chiedo scusa per quelli che ancora oggi, nel XXI secolo, si chiamano... Uomini

Tratto da Poesie e Racconti

Ex festività: no a obbligo di fruizione Pianificazione ferie senza coercizioni


Anche quest’anno siamo obbligati a tornare sull’argomento della pianificazione delle giornate di permesso ex-festività e delle ferie, a seguito del messaggio aziendale pubblicato su Intranet il 20 febbraio.Ancora una volta ribadiamo che la norma contrattuale vigente non pone alcun obbligo di pianificare e fruire dei giorni di permesso ex festività. Infatti, l’art. 50 del Contratto Nazionale dispone che il lavoratore deve pianificare al
momento della predisposizione dei turni di ferie anche queste giornate solo qualora “intenda fruire dei permessi medesimi, in tutto o in parte, in aggiunta a periodi di ferie ovvero – anche se disgiuntamente dalle ferie medesime – in tre o più giornate consecutive”. Lo stesso articolo prevede poi che per i permessi non fruiti nell’anno spetta la liquidazione entro il mese di febbraio dell’anno successivo. Al fine di chiarire equivoci e forzature in tema di Ferie e Ex Festività, ricordiamo che l’art. 49 del vigente CCNL prevede che i Piani Ferie devono essere CONCORDATI con il responsabile il quale deve tenere conto, oltre che delle necessità organizzative dell’impresa, anche delle esigenze personali e familiari del lavoratore e confermati al lavoratore stesso tempestivamente. I periodi programmati si possono variare di comune intesa senza la necessità di comprovare la richiesta di variazione, basta una semplice nuova intesa con il responsabile. Inoltre, l’articolo 49 stabilisce che il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie di almeno 15 giorni lavorativi (3 settimane) consecutivi. Crediamo che la questione relativa alla programmazione delle ferie debba essere improntata al buon senso e alla ricerca di soluzioni condivise, senza ricorrere a logiche coercitive.
Forzature o situazioni irregolari sono da segnalare ai nostri rappresentanti sindacali.

PROCEDURA CHIUSURA SPORTELLI NIENTE ACCORDO


Nella giornata di mercoledì 21 febbraio si è conclusa senza accordo la procedura inerente la chiusura di 85 filiali all’interno del Gruppo Ubi Banca. L’operazione oggetto della procedura conferma tutte le criticità già emerse all’atto della presentazione del Piano industriale: Insufficienza degli organici a supporto del modello commerciale; Inefficacia delle scelte organizzative e gestionali; Abbandono dei territori.
Le ricadute derivanti dalle criticità esposte verranno gestite dalle OO.SS aziendali, verificando la corretta applicazione degli accordi sulla mobilità territoriale, valutando i percorsi di ricollocazione professionale dei colleghi coinvolti e le novità intervenute con l’introduzione della Mass Market Team.
Bergamo, 21 febbraio 2012
DIRCREDITO - FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL - UILCA/UIL - SINFUB - UGL
GRUPPO UBI

 

 

ACCORDI DI ARMONIZZAZIONE: prorogati al 30 giugno e base per la futura trattativa


Nell’incontro odierno è stato firmato l’accordo di proroga al 30 giugno 2012 degli accordi di armonizzazione su mobilità, orario di lavoro, part-time, turni e reperibilità, Rls, provvidenze, inquadramenti, percorsi professionali, indennità. In occasione della firma dell’Accordo 29/7/2011 (esodi e riconversioni), era stato concordato di avviare il confronto per il rinnovo entro il 31 marzo. A partire dal mese di novembre si sono susseguiti una serie di eventi che hanno di fatto impedito di avviare il confronto con l’Azienda sugli accordi di armonizzazione, quali la riforma del sistema pensionistico, con i riflessi sull’applicazione degli esodi, e la trattativa per il rinnovo del CCNL, con le relative assemblee che si terranno nelle prossime settimane. Inoltre i repentini cambiamenti aziendali che si stanno susseguendo rispetto all’applicazione del nuovo modello di servizio, sulle cui modalità non possiamo che dare un severo giudizio per le ricadute sui lavoratori, ci hanno indotto a chiedere all’Azienda la proroga degli accordi di armonizzazione. L’obiettivo è l’avvio di un confronto in una situazione di organizzazione di lavoro più definita, fermo restando le nostre richieste di salvaguardia dell’assetto complessivo degli accordi a partire dai percorsi professionali e al riconoscimento dei nuovi ruoli.I nuovi inserimenti in percorsi professionali e ruoli gerarchici a partire dal 1/1/2012, data l’evoluzione del modello di servizio, verranno definiti nell’ambito della trattativa di rinnovo degli accordi suddetti.Nell’ottica di definire quanto prima le nuove figure professionali, abbiamo tuttavia ritenuto importante in questo momento di confusione confermare gli accordi aziendali dando certezze e tutele ai colleghi.Le Organizzazioni Sindacali hanno dichiarato all’Azienda che nella fase di rinnovo degli accordi, come sempre fatto in passato rispetto alle trattative su inquadramenti e percorsi professionali, devono essere salvaguardati gli impegni e le aspettative dei colleghi inseriti in figure professionali.
Milano, 23 febbraio 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI GRUPPO INTESA SANPAOLO
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

Segreterie di Coordinamento Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil  SINFUB    Ugl Credito UILCA
UniCredit Group
HR-SSC

Milano, 5 marzo 2012
Il giorno 1 marzo, l’Azienda ha presentato alle OO.SS. la lettera di apertura della procedura di trasferimento del ramo d’azienda delle attività relative all’HR-SSC alla Newco partecipata al 51% da HP ed al 49% da Unicredit. Queste Segreterie, nel confermare la propria contrarietà a operazioni di esternalizzazione di attività fuori dal Gruppo, ribadiscono che il confronto relativo a detta procedura non potrà che vedere formalizzati gli impegni già definiti tra le scriventi OO.SS. ed il Gruppo UniCredit circa il mantenimento dell’area contrattuale del Credito e la relativa iscrizione all’ABI della Newco ed un significativo rafforzamento delle tutele occupazionali per i lavoratori interessati dallo scorporo come previsto nell’ambito dell’accordo definito per UBIS il 17 febbraio 2012.
Vi terremo prontamente informati.
 

 

 

GRUPPO INTESA S.PAOLO Fondo Sanitario Integrativo: dati di bilancio 2011 provvisori


Nella giornata di mercoledì 29 febbraio come Fonti Istitutive abbiamo affrontato le questioni emerse nella riunione del Consiglio di Amministrazione del Fondo Sanitario Integrativo di Gruppo (FSI). I dati provvisori in possesso del Fondo evidenziano una situazione di disavanzo di bilancio nella sezione pensionati, mentre quella relativa al personale in servizio ed esodati avrà un avanzo che consentirà l’integrale accredito dei rimborsi differiti.I dati definitivi saranno disponibili solo dopo la scadenza del 31 marzo, termine ultimo per la presentazione delle domande di rimborso inerenti le prestazioni del 2011. Il disavanzo della gestione dei pensionati richiederà un intervento di ripianamento come previsto dall’articolo 5 dell’accordo del 2 ottobre 2010 istitutivo del FSI.In un prossimo incontro le Fonti Istitutive valuteranno la situazione della gestione del personale in quiescenza, nonché l’attuale indisponibilità delle riserve della ex Cassa Intesa dovuta a una causa promossa da alcuni pensionati.

DELEGAZIONI TRATTANTI GRUPPO INTESA SANPAOLO


Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

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GRUPPO UBI - GESTIONE FERIE: ABUSO DI POTERE DELLA DIREZIONE


La gestione della pianificazione delle Ferie dimostra tutta l’arroganzaLa l’arroganza di chi è ai vertici del Gruppo UBI. Queste le forzature e le incapacità gestionali dimostrate nella gestione delle Ferie:
 Permessi ex festività: obbligano (in violazione a quanto previsto dal CCNL) a pianificarle prima delle ferie. Ricordiamo che per i Dipendenti non vi è alcun obbligo di fissare le ex festività ne tanto meno di fissarle in via prioritaria rispetto alle ferie ordinarie.  Ferie arretrate: obbligano (in violazione di quanto disposto da Sentenze di Cassazione) a fare tutte le giornate di ferie arretrate. In realtà la modalità di fruizione non può essere imposta dal datore di lavoro ma condivisa con il lavoratore  Il semplice spostamento di ferie per esigenze personali/familiari del lavoratore, anche all’interno dell’anno stesso, è di fatto in molte realtà un’impresa titanica rendendo problematico ciò che potrebbe essere gestito con un po’ di buon senso.
Tempi troppo ristretti fra la Circolare aziendale (13 febbraio) e il termine di pianificazione (17 febbraio).
MESSAGGIO AI COLLEGHI:
Siamo tutti consapevoli della grave situazione economica e delle pesanti ripercussioni sulle banche che si manifesta con un calo di redditività e riduzione dell’operatività. In questa situazione, per difendere e tutelare il nostro posto, è indispensabile mettere in campo tutte quelle opportunità per ridurre il numero dei possibili esuberi.Pertanto invitiamo i colleghi a:
- rispettare l’orario di lavoro;
- evitare il lavoro straordinario;
- usufruire, compatibilmente con le proprie esigenze, di tutti quegli strumenti a disposizione per ridurre la propria presenza in azienda (ferie, permessi per ex festività, banca delle ore, ROL, recupero orario per le maggiori prestazioni dei Quadri Direttivi).
MESSAGGIO ALL’AZIENDA:
perché tutta questa solerzia e arroganza non viene attuata per evitare le sanzioni che Banca d’Italia puntualmente ci commina?


 DELEGAZIONE DI GRUPPO  SINFUB GRUPPO UBI

PROGETTO LIBERAZIONE TEMPO COMMERCIALE


Nel corso dell’incontro del 21 Febbraio, la Delegazione aziendale di Gruppo ha illustrato alle OO.SS. un nuovo progetto di ristrutturazione che vedrà coinvolti i Centri Imprese, i Centri Corporate e i Back Office.
In base all’analisi aziendale la revisione dell’attuale modello organizzativo si rende necessaria in quanto i colleghi oggi impiegati come ASSISTENTI nei Centri Imprese e nei Centri Corporate, sono gravati da troppe incombenze amministrative che, tra l’altro, implicano anche l’assunzione di notevoli rischi operativi. Lo scopo dell’intervento è quello di concentrare e di accentrare in Back Office dedicati tutte quelle mansioni prettamente burocratiche, al fine di liberare risorse a favore di attività commerciali. Il processo di riorganizzazione inizierà tra aprile e maggio 2012 per concludersi presumibilmente entro marzo 2013 e si svilupperà attraverso queste fasi: PRIMA FASE (aprile/maggio 2012) : - Accentramento delle lavorazioni di portafoglio e anticipo fatture dai Centri ai BOC. - Avvio di una fase pilota che coinvolgerà i Centri Imprese di Piacenza e Milano - Potenziamento dei BOC di Milano e Piacenza (diversamente dalle indicazioni precedenti che prevedevano la destinazione ad altre attività dei colleghi impiegati in questi Back Office, sia il BOC di Piacenza che il BOC di Milano manterranno gli attuali organici) SECONDA FASE (conclusa la fase pilota): - Il processo di accentramento delle lavorazioni verrà gradualmente esteso a tutti gli altri Centri Imprese e Corporate. - Il BOC di Piacenza sarà dedicato esclusivamente all’anticipo fatture e il BOC di Milano esclusivamente alle lavorazioni di portafoglio. FASI SUCCESSIVE (Una volta collaudato il processo, indicativamente dall’estate 2012): - 20 colleghi (16 in Cariparma e 4 in Friuladria) saranno impiegati in rete.
- L’accentramento delle lavorazioni verrà esteso a Friuladria (dove solo in parte è già operativo oggi) e successivamente in Carispezia CONCLUSIONE DEL PROGETTO (entro marzo 2013):
- Proseguirà il decentramento delle lavorazioni dai Centri con lo spostamento sui BOC dedicati dei bonifici italia, dei bonifici estero e della gestione post-vendita/contrattualistica. In conseguenza del decentramento suddetto l’organico dei BOC, a regime, risulterà incrementato di 45 unità. Nel complesso alla fine del progetto dei circa 90 colleghi attualmente dedicati all’assistenza nei Centri Imprese e Corporate, 30 rimarranno all’interno delle medesime strutture con mansioni più commerciali rispetto alle attuali, mentre gli altri 60 saranno collocati in rete. In chiusura l’azienda ha ribadito che gli uffici Cariparma di Milano (Villa Fiorita) saranno spostati non appena le competenti funzioni avranno identificato i locali idonei a contenere dette attività. Sarà cura delle scriventi OO.SS. tenere costantemente informati i lavoratori coinvolti da questa ristrutturazione aziendale.

Le delegazioni Sincali di Gruppo

SINFUB

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Egr. Dott.
Marco JACOBINI
Presidente della
Banca Popolare di Bari
Corso Cavour, 19
70122 B A R I

Egregio Ing.
Vincenzo DE BUSTIS
Direttore Generale della
Banca Popolare di Bari
Corso Cavour, 19
70122 B A R I

LETTERA  APERTA

Abbiamo letto con estrema attenzione ed interesse la nota informativa per il Budget 2012 indirizzata a tutto il personale, ricca di spunti di riflessione per il futuro nostro e della Banca Popolare di Bari.
Soffermiamo la nostra attenzione sull’affermazione della presenza di un Sindacato qualificato, interlocutore attento e convergente sugli interessi generali dell’ azienda e riteniamo di dover precisare che queste Organizzazioni Sindacali sono senz’altro convergenti quando si prospetta una Banca protagonista del Sistema Economico Meridionale, che rispetta e valorizza il Personale e che conserva e tutela i posti di lavoro.
Dobbiamo invece intenderci bene sui termini quando per convergenza si intende:
- essere chiamati a sottoscrivere accordi a sanatoria di gravi mancanze nel rispetto delle norme (come, ad esempio, nella vicenda dell’accordo sulla videosorveglianza),
- essere convocati per comunicazioni che non trovano conferma nel Consiglio immediatamente successivo,
- essere chiamati ad accettare acriticamente e passivamente il risultato di percorsi incentivanti non trasparenti e che seguono le stesse logiche del passato.
Cogliamo l’occasione per ribadire la volontà di convergere sul rispetto delle regole e degli accordi sottoscritti.
In Particolare abbiamo forti difficoltà a convergere sulla incapacità dell’azienda di sostituire figure apicali per le quali avevamo concesso una pur consistente moratoria all’ uscita. Come non potremo mai convergere sul tradimento dello spirito dell’accordo stesso determinato da iniziative ed interpretazioni unilaterali in ordine alla discriminazione sul personale cessato dal servizio, al contenimento dei costi, al riconoscimento di inquadramenti previsti, alla mancata internalizzazione di lavorazioni e, infine, al rispetto della garanzia soggettiva in ordine al raggiungimento della pensione.
Riteniamo indispensabile procedere ad un serrato e condiviso calendario di incontri, che diano dignità alle parti trattanti con la consegna preliminare e con congruo anticipo, del materiale relativo e si concludano sempre con la predisposizione di apposito verbale.
Distinti saluti.
Bari, 22 febbraio 2012
Le Segreterie di Coordinamento
DIRCREDITO - FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL - SINFUB - UILCA

- Mps avviera' una trattativa con i sindacati per cercare di ridurre i costi ''salvaguardando i livelli occupazionali''. Tra le ipotesi allo studio ci sono anche i 'contratti di solidarieta''. Lo comunica in una nota Rocca Salimbeni.''Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena - si legge nel comunicato - ha dato mandato al direttore generale, Fabrizio Viola, di iniziare il necessario confronto con le organizzazioni sindacali con l'obiettivo di raggiungere un accordo sull'attuazione di una piattaforma articolata di interventi in grado di incidere sulla principale componente dei costi, cioe' le spese del personale, salvaguardando i livelli occupazionali''.Le novita' entrate in vigore a livello previdenziale, infatti, hanno cambiato lo scenario allungando i tempi per maturare i requisiti. ''Guardando al Piano industriale 2011-2015 - spiega la nota - le sole minori uscite (450 risorse) per esodo negli esercizi 2011 e 2012 determineranno risparmi inferiori a quanto preventivato. Tenendo conto di questo e dell'esigenza di contribuire a riequilibrare il profilo economico del Gruppo, in un quadro ancora caratterizzato da difficolta' sul versante dei ricavi e del costo del credito, e' necessario perseguire un obiettivo di riduzione delle spese per il personale di circa il 3%''.Le proposte, che riguarderanno tutti i dipendenti, dalle aree professionali ai quadri ed ai dirigenti, seguono la decisione gia' assunta dal Cda di rivedere, sempre con l'ottica della razionalizzazione, il livello dei compensi delle posizioni dirigenziali.Le proposte di contenimento dei costi per tutti i dipendenti (circa 31.000) - che possono comprendere anche la riduzione dell'orario di lavoro con l'adozione di eventuali 'Contratti di solidarieta'' - saranno argomento di trattativa con le organizzazioni Sindacali

TRATTATIVA UBIS POSITIVO L’ACCORDO RAGGIUNTO


La mattina di venerdì 17 febbraio le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto l'accordo relativo alla costituzione di UBIS. Come illustrato nelle precedenti comunicazioni, il trasferimento dei lavoratori e delle lavoratrici provenienti da UCBP, URE e UniCredit era avvenuto in data 1°gennaio u.s., applicando l'art.2112 del codice civile, in assenza di un accordo che in quella data non era stato possibile raggiungere.
La determinazione con la quale le OO.SS., unitariamente, hanno inteso proseguire il negoziato ha consentito di raggiungere un accordo che consideriamo positivo, al termine di una trattativa assai complessa. In particolare l’intesa prevede quanto segue: STRATEGICITA’: UBIS è detenuta al 100% da UniCredit, con sede in Italia, continua ad avere forma consortile e coordina in qualità di sub holding tutte le attività strumentali per il Gruppo sia in ambito nazionale che internazionale; viene confermata la strategicità di UBIS, delle sue attività e dei suoi dipendenti. GARANZIE OCCUPAZIONALI: significativo miglioramento delle garanzie esistenti, attraverso l’ampliamento della durata del periodo di copertura, con un meccanismo che prevede l’estensione delle garanzie sino al 31.12.2021 per tutti gli eventi che dovessero intervenire entro il 31.12.2015 (Piano Industriale ). Viene riconfermata, per le operazioni che dovessero realizzarsi dopo il 31.12.2015, la garanzia di 6 anni dall’evento.Le garanzie suddette interverranno per qualsiasi decisione imputabile a UniCredit che determini tensioni occupazionali, ovvero in caso di fallimento, comunque connesso a tali eventi. Tali tutele di base, come previsto dall’accordo, potranno essere significativamente migliorate, con apposita trattativa sindacale, in presenza di eventuali future perazioni di cessione. Tali garanzie sono estese a tutti i dipendenti di UBIS in servizio alla data del presente accordo e a coloro che entreranno in UBIS per effetto di mobilità infragruppo da aziende bancarie entro il 31 dicembre 2015 Le previsioni di cui sopra non si applicano solo in caso di cessione d’azienda, ma vengono estese anche ai casi di cessione di singoli rami, sia a soggetti bancari che non bancari. MULTIPOLARITA’: è stato confermato il valore della multipolarità con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione sui territori. CONSULENZE: l’accordo prevede la razionalizzazione e il contenimento delle
consulenze, privilegiando quelle di natura strategica. INQUADRAMENTI: fermo restando l’attuale sistema inquadramentale per i colleghi ex UGIS, l’accordo prevede il mantenimento fino al 31/12/2012 degli attuali percorsi professionali anche per i lavoratori delle aziende confluite in UBIS, purchè già inseriti in percorsi professionali alla data del 31/12/2011. Entro il 30/11/2012 un’apposita commissione provvederà all’ armonizzazione degli inquadramenti. FLESSIBILITA’: vengono confermate le flessibilità d’orario in essere, con l’impegno a verificarne la coerenza con la nuova struttura organizzativa. Abbiamo ottenuto inoltre la conferma dei part-time in essere e del telelavoro. TRATTAMENTI ECONOMICI: superamento degli effetti dell’art. 2112 C.C. e ripristino delle varie voci retributive così come istituite originariamente, compresa la maturazione/erogazione dei premi di fedeltà (25/35simo). FORMAZIONE: verranno predisposti adeguati percorsi formativi di riqualificazione/riconversione professionale per potenziare le competenze richieste ai
colleghi coinvolti. Riteniamo particolarmente importante l’accordo raggiunto poiché, in una fase in cui il mondo del lavoro vive profondi cambiamenti che mettono in discussione i livelli occupazionali e il complesso delle tutele acquisite in passato, l’intesa siglata presenta non solo la conferma delle garanzie preesistenti, ma anche un loro significativo rafforzamento, attraverso l’allungamento degli anni di copertura, l’estensione delle motivazioni che attivano le garanzie e l’unificazione della platea dei lavoratori beneficiari di queste tutele (ricordiamo che centinaia di lavoratori presenti oggi in UBIS non avevano alcuna tutela
occupazionale). Inoltre l’accordo prevede espressamente che tali garanzie costituiranno l’impianto di base, con la previsione di ulteriori implementazioni nell’ambito delle trattative relative ad eventuali operazioni societarie che dovessero determinarsi in futuro. Valutiamo positivamente, inoltre, il contenimento delle consulenze quale strumento per l salvaguardia dell’occupazione e delle professionalità esistenti, nonché la riconferma del valore della multipolarità come strumento per la tutela dell’occupazione e della qualità
delle attività presenti sui territori. Nei prossimi giorni saranno organizzate le assemblee dei lavoratori per valutare l’accordo sottoscritto.

 Milano, 17 febbraio 2012
Le Delegazioni Trattanti delle OO.SS. di UniCredit
DIRCREDITO – FABI – FIBA/CISL – FISAC/CGIL – SINFUB – UGL/CREDITO – UIL.CA

Accordo 29 luglio e riforma pensioni


Mercoledì 15 febbraio si è svolto il previsto incontro di verifica sull’applicazione dell’accordo del 29 luglio 2011 alla luce della riforma pensionistica. E’ stata ribadita la coerenza dell’accordo con il Decreto sulla riforma pensionistica, confermando i requisiti e le finestre ante riforma per chi ha aderito al Fondo di Solidarietà. Rimane da chiarire da parte dell’Inps l’applicazione dei criteri legati all’aspettativa di vita anche per le pensioni di anzianità con 40 anni di contributi (erano già considerati per le pensioni di vecchiaia e per le “quote”). Il Decreto Milleproroghe non estende la salvaguardia dei requisiti ante riforma ai lavoratori della Parte A dell’accordo (con il “diritto” pensionistico dal 1° gennaio 2012) che hanno aderito esprimendo la volontà di uscita alla maturazione dei requisiti. Per questi lavoratori, allo stato attuale, la salvaguardia dei requisiti ante riforma è applicata solo in caso di opzione per il Fondo di Solidarietà, come previsto dall’accordo stesso. Continueremo a monitorare costantemente la situazione per informare i lavoratori sui successivi sviluppi.
Milano, 15 febbraio 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI

Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

Intesa Sanpaolo
INCONTRO SUL FONDO COMIT


Il 6 febbraio si è tenuto un incontro, da noi richiesto, per avere un aggiornamento sulla liquidazione del Fondo Comit. All’incontro ha partecipato il collegio dei liquidatori, il Prof. Ichino, l’avv. Brugnatelli, l’avv. Sandulli, il Direttore del Fondo dr. Burani e, per il Normativo, il dr. Stefani.Ricordiamo che il Fondo Comit dispone, a fine 2011, di un attivo netto destinato a prestazioni di € 260 mln., totalmente liquido, salvo 3,5 mln prezzo di vendita di unità immobiliari in contenzioso.Il rendimento atteso, già al netto delle spese amministrative (per ca. € 700.000), è quantificabile in4,8 mln di euro ed è stato investito prevalentemente sul monetario a breve (titoli di stato, pct, etc.).Il Presidente dei Liquidatori, dr. Elia, ha brevemente ricapitolato l’intera vicenda:
- a febbraio 2009 il Fondo deposita il piano di riparto sulla base dei criteri stabiliti dal Cda e confermati dai liquidatori, comportanti l’esclusione dei partecipanti cessati fino a tutto il 2004. Il criterio scelto è stato la par conditio e non è stato preso in considerazione l’art 27 dello Statuto del Fondo Comit.
- Sussistono 26 ricorsi in opposizione al piano di riparto da parte di circa 1.250 partecipanti o ex partecipanti. - Nel novembre 2009 il Tribunale di Milano dichiara nullo il piano di riparto perché manca lo stato passivo.- Nel luglio 2010 le Organizzazioni dei pensionati UNP e ANPEC raggiungono un accordo sulla distribuzione delle plusvalenze, comunicato al giudice a fronte del ricorso in appello da parte del Fondo- Nel luglio 2011 la Corte di appello respinge il ricorso del Fondo.- Alcuni dei ricorrenti hanno richiesto il giudizio in Cassazione e il Fondo ha dovuto ricorrerecoinvolgendo tutte le altre controparti per evitare che si creassero giudicati diversi. Conseguentemente la procedura si protrarrà nel tempo fino al sentenza di Cassazione, dopo la quale la procedura ripartirà probabilmente con la costituzione dello stato dell’attivo e del passivo, con il rischio che alla nuova costituzione dello stato liquidatorio si possano registrare nuovi contenziosi (specie se dovessero variare i criteri).
In attesa della sentenza di Cassazione citata, pendono inoltre due altre sentenze di Cassazione, una intentata dai pensionati 98 e 99 e la seconda di partecipanti che rivendicano l’applicazione dell’art 27 dello Statuto (entrambe queste cause hanno visto vittorioso il Fondo nei due gradi di giudizio precedenti). Per quanto riguarda la vicenda delle maggiori imposte richieste dall’Agenzia delle Entrate per complessivi 115 milioni, nel dicembre scorso la Commissione Tributaria Regionale di Milano ha integralmente accolto l’appello del Fondo.
Non c’è ancora una sentenza definitiva e si teme il ricorso del fisco in Cassazione. Confermiamo la nostra volontà di seguire con la massima attenzione gli sviluppi e sarà nostra premura tenervi costantemente e tempestivamente informati.

Incontro con il Direttore Generale


Nella giornata di martedì 7 febbraio si è svolto l'incontro con il Direttore Generale Marco Morelli, alla presenza del Responsabile del Personale Marco Vernieri e della Direzione del Personale. Il Direttore Generale, anche alla luce del recente accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale, da sottoporre alle assemblee dei lavoratori, ha analizzato in dettaglio lo scenario economico che sta condizionando il Piano d'Impresa varato nel 2011:
- il contesto recessivo in cui si posiziona il Paese con previsione per il 2012 di una riduzione di circa il 2% del Pil, rispetto a un Piano d'Impresa che prevedeva una crescita dello 0,80%;
- a livello europeo non è stata ancora definita una linea per gestire la crisi che colpisce pesantemente famiglie e imprese. A seguito di questa situazione il Direttore Generale ha evidenziato il rischio che anche
il Gruppo, analogamente alla tendenza del settore bancario, registri una difficoltà a raggiungere gli obiettivi, derivante anche da un peggioramento della qualità del credito.Il Direttore Generale ha quindi dichiarato la necessità di un’accelerazione nell’applicazione del nuovo modello di servizio, con nuovo impulso verso l’attività commerciale, anche mediante l’offerta fuori sede. Abbiamo unitariamente sottolineato le criticità che stanno emergendo, tra cui, a titolo di esempio, sono state evidenziate quelle relativa a: nuove portafogliazioni, nuove figure professionali, processi di mobilità territoriale, moduli imprese, ecc. Abbiamo quindi chiesto con urgenza l'apertura di un confronto su: - problematiche emerse dall'applicazione del modello di servizio nella Divisione Banca dei Territori; - chiusura dei poli e riorganizzazione in Isgs;
- accordi di Armonizzazione. Rispetto a questi ultimi abbiamo rivendicato con forza la loro validità sino al
rinnovo, con la piena salvaguardia dei percorsi professionali in essere. A fronte dell'impegno e della professionalità dimostrata dai lavoratori, malgrado la crisi, abbiamo ribadito la richiesta che venga riconosciuto un adeguato Premio Aziendale, contestando con forza la scarsa sensibilità dimostrata dall’Azienda sul tema. Il Direttore Generale si è reso disponibile a un ulteriore incontro sullo stato di
applicazione del modello di servizio, dopo preventivi approfondimenti sulle problematiche emerse in sede di Comitato di Consultazione. L’Azienda ha inoltre accolto la nostra richiesta di aprire il confronto a partire dal prossimo 15 febbraio, alla presenza del Responsabile della Direzione del Personale.

Milano, 7 febbraio 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI  INTESA SAN PAOLO
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 BNL Legge 104: una questione aperta


In questi giorni è stata pubblicata sull’Intranet Aziendale una normativa interna riguardante la fruizione dei permessi di cui alla legge 104/1992. In sostanza vi sono riportate le istruzioni per la compilazione della pianificazione mensile dei permessi, valida anche per l’assunzione di responsabilità delle situazioni di fatto e di diritto che viene dichiarata con lo stesso modulo. Si esplicita inoltre che la pianificazione dei permessi deve esserepreventivamente condivisa con il diretto Responsabile. Le scriventi OOSS sono consapevoli che l’assenza di una normativa chiara in ordine alle modalità di fruizione lascia spazio a varie interpretazioni, tuttavia il buon senso suggerisce che andare in una direzione che contemperi le necessità organizzative deve comunque garantire il diritto all’assistenza sancito dalle norme vigenti. Norme che affermano che la fruizione di permessi e congedi per handicap è un diritto esigibile che il datore di lavoro non può negare al lavoratore. Vale a dire che il datore di lavoro è legittimato a verificare l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione dei permessi, ma non ha alcuna ulteriore discrezionalità. (Sentenza Corte di Cass.). Invece, la questione del preavviso al datore di lavoro ai fini della fruizione dei permessi non è disciplinata da alcuna normativa, e l’Inps specifica nei modelli di richiesta dei permessi che le giornate dovranno essere comunicate “in tempo utile”. Questo lascia un campo troppo aperto ad interpretazioni che vanno in una direzione di presupposta obbligatorietà che non è conforme al principio per il quale le esigenze di assistenza a tutela del disabile, che possono anche essere impreviste, prevalgono sulle esigenze aziendali. In BNL si arriva perfino a chiedere la condivisione con il Responsabile di eventuali modifiche alla fruizione della quale viene precedentemente richiesta la pianificazione.
E’ necessario ripristinare il buon senso, in modo tale che le esigenze organizzative non vanifichino il diritto all’assistenza da parte del disabile, per evitare spazi a malumori e contenziosi in un campo così delicato verso il quale l’Azienda dovrebbe, per coerenza con altre iniziative sociali, essere particolarmente sensibile. Per comporre la questione, le OOSS chiedono un incontro urgente con l’Azienda nella certezza che soluzioni condivise con i lavoratori/lavoratrici forniscono risposte organizzative che garantiscono reciproca soddisfazione e fluidità operativa, rispetto al riproporsi di situazioni che invece portano a sicura criticità.
Segreterie di Coordinamento Nazionale   Banca Nazionale del Lavoro 

  SINFUB 
 

COMUNICATO


In data 2 febbraio 2012 gli Organi di Coordinamento del Primo Tavolo e i Rappresentanti della sicurezza
hanno incontrato la delegazione aziendale per trattare due argomenti di grande importanza, la cui risoluzione languiva da tempo:

1) le pulizie degli ambienti di lavoro;
2) la videosorveglianza.

Sul primo punto più volte avevamo denunciato che in alcune filiali e uffici centrali il servizio di pulizia non era sempre assicurato, scoprendo con rammarico che i lavoratori delle ditte interessate non percepivano le spettanze con puntualità e che questa tensione portava a numerosi disservizi. La Banca ha dichiarato di aver incontrato il titolare della ditta di pulizie che si è impegnato sia alla puntualità dei pagamenti che della sostituzione in caso di impedimento del proprio personale. I Direttori delle nostre Filiali dovranno nei modi d’uso avvisare tempestivamente l’Azienda in caso di mancata pulizia, per far si che episodi come quelli accaduti non si verifichino nel futuro. Per la videosorveglianza ancora una volta siamo dovuti intervenire a sanatoria e nonostante l’attuale Direttore Generale avesse dichiarato che tutto doveva transitare dalla funzione del Personale, così non è stato e ci siamo trovati di fatto con le telecamere installate e funzionanti senza un preventivo accordo con il sindacato. L’accordo sottoscritto prevede in particolare che “Non è possibile adottare nei confronti dei dipendenti comportamenti discriminatori, provvedimenti disciplinari, di rivalsa o di risarcimento, nel caso in cui l’Azienda venga a conoscenza, a seguito della visione delle immagini, di notizie o di eventuali errori de dipendenti”. Ribadiamo ancora una volta il senso di responsabilità e di sensibilità che il sindacato sta dimostrando in questa banca, dove purtroppo ancora persistono atteggiamenti di assurda mal sopportazione riguardo le nostre legittime, se non doverose, denuncie e osservazioni. Il sindacato non può essere chiamato solo a svolgere il duro compito di firmare accordi dolorosi di riduzione degli organici, ma deve operare nel rispetto delle regole ed all’interno di un quadro normativo ben preciso. Nel mese di ottobre erano stati assunti degli impegni dal vertice della Banca, alcuni mantenuti, altri non ancora rispettati. Infatti, nell’accordo 14 gennaio 2011 si parla di rientro di alcune lavorazioni: niente di tutto questo è accaduto, anzi apprendiamo come notizia spot, che lavorazioni del recupero credito verrebbero esternalizzate. Inoltre, sebbene avessimo concesso una deroga temporale per 5 colleghi interessati all’esodo, constatiamo che a distanza di oltre un mese dal loro pensionamento, non sono stati ancora nominati i sostituti. Avere le Aree, le Linee, le Filiali e gli Uffici privi dei responsabili dopo aver avuto 7 mesi di tempo per pensare alle loro sostituzioni, fa sorgere il dubbio su cosa l’Azienda voglia fare. Noi ribadiamo che l’accordo sottoscritto vale per tutti e non si presta a libere interpretazioni. Aspettiamo anche le risultanze dell’indagine conoscitiva fatta dal 15 novembre 2011 al 15 gennaio 2012 per valorizzare tutte le professionalità presenti in Azienda, nonché i massicci investimenti in alta formazione del personale, impegni questi assunti personalmente dal nuovo Direttore Generale. Le OO.SS sono pronte a discutere il nuovo piano di riorganizzazione di tutta la Banca, preannunciato per il corrente mese di Febbraio.

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Incontro con il Direttore Generale


Nella giornata di martedì 7 febbraio si è svolto l'incontro con il Direttore Generale Marco Morelli, alla presenza del Responsabile del Personale Marco Vernieri e della Direzione del Personale. Il Direttore Generale, anche alla luce del recente accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale, da sottoporre alle assemblee dei lavoratori, ha analizzato in dettaglio lo scenario economico che sta condizionando il Piano d'Impresa varato nel 2011: - il contesto recessivo in cui si posiziona il Paese con previsione per il 2012 di una riduzione di circa il 2% del Pil, rispetto a un Piano d'Impresa che prevedeva una crescita dello 0,80%;
- a livello europeo non è stata ancora definita una linea per gestire la crisi che colpisce pesantemente famiglie e imprese. A seguito di questa situazione il Direttore Generale ha evidenziato il rischio che anche il Gruppo, analogamente alla tendenza del settore bancario, registri una difficoltà a raggiungere gli obiettivi, derivante anche da un peggioramento della qualità del credito. Il Direttore Generale ha quindi dichiarato la necessità di un’accelerazione nell’applicazione del nuovo modello di servizio, con nuovo impulso verso l’attività commerciale, anche mediante l’offerta fuori sede. Abbiamo unitariamente sottolineato le criticità che stanno emergendo, tra cui, a titolo di esempio, sono state evidenziate quelle relativa a: nuove portafogliazioni, nuove figure professionali, processi di mobilità territoriale, moduli imprese, ecc. Abbiamo quindi chiesto con urgenza l'apertura di un confronto su: - problematiche emerse dall'applicazione del modello di servizio nella Divisione Banca dei Territori; - chiusura dei poli e riorganizzazione in Isgs; - accordi di Armonizzazione. Rispetto a questi ultimi abbiamo rivendicato con forza la loro validità sino al rinnovo, con la piena salvaguardia dei percorsi professionali in essere. A fronte dell'impegno e della professionalità dimostrata dai lavoratori, malgrado la crisi, abbiamo ribadito la richiesta che venga riconosciuto un adeguato Premio Aziendale, contestando con forza la scarsa sensibilità dimostrata dall’Azienda sul tema. Il Direttore Generale si è reso disponibile a un ulteriore incontro sullo stato di
applicazione del modello di servizio, dopo preventivi approfondimenti sulle problematiche emerse in sede di Comitato di Consultazione. L’Azienda ha inoltre accolto la nostra richiesta di aprire il confronto a partire dal prossimo 15 febbraio, alla presenza del Responsabile della Direzione del Personale.

Milano, 7 febbraio 2012
DELEGAZIONI TRATTANTI
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

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PROTOCOLLO IN TEMA DI SICUREZZA DA EVENTI CRIMINOSI


Tra UniCredit S.p.A., rappresentata dai Sigg. Gianluigi Robaldo, Silvio Lops, Fabrizio Ferretti, Andrea Ceglie, Patrizia Nelva, Miriam Travaglia, Renato De Mattia, Antonio Saetta, Anna Lisa Rizza, Fabrizio Rinella, Paolo
Giannoccoli, Massimo Giovannelli, Giancarla Zemiti, Bettina Corsini, Giampaolo Pierno, Sergio D’Ercole, Claudia Maria Di Marco, Franca Giordano,
e le Segreterie degli Organi di Coordinamento di UniCredit S.p.A, rappresentate dai Sigg. DIRCREDITO: Mauro Mauri, Pietro Santagata, Luciano Sala. FABI: Giovanni Galli, Carmelo Raffa, Franco Ottobre, Marco Turati, Angelo Di Cristo. FIBA/CISL: Sandra Paltrinieri, Camillo Bruseghini, Andrea Cerale, Paola Corallo, Gianluca D’Auria, Michele Pizziol, Fabrizio Tomassoni. FISAC/CGIL: Alfonso Botta, Giuseppina Cucinotta, Elisabetta Fanti, Francesco Franceschi, Danilo Maghini, Paola Morgese, Francesco Re, Marco Salvi, Andrea Bonansea, Silvana Fanelli. SINFUB: Domenico Errico, Roberto Biccari. UGL CREDITO: Davide Zecca, Flavio Varesino, Alessio Storace, Maurizio Careggio, Franco Pigola. UILCA/UIL: Guido Decidue, Giacomo Di Marco, Maurizio Mattioli, Rosario Mingoia, Fabio Paganini, Daniele Tartarelli, Maurizio Torrioli. Premesso che In UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma e Banco di Sicilia erano stati sottoscritti appositi verbali di accordo sul tema Sicurezza e sulle procedure sindacali in tema di eventi criminosi; le parti ritengono opportuna una rivisitazione dell’intera materia alla luce della nuova struttura organizzativa aziendale; considerato l’impegno prioritario di attivare un processo virtuoso in cui le Parti possano rappresentare le proprie prospettive con riferimento alle diverse realtà territoriali, rafforzando il ruolo degli organismi sindacali locali laddove particolari esigenze ne determinino la necessità che le Parti continuano a ritenere la prevenzione degli eventi criminosi un obiettivo comune di assoluta importanza verso il quale è necessario produrre ogni sforzo per garantire un sereno svolgimento della normale attività lavorativa; che è sempre più importante mantenere alta e continua la vigilanza per poter cogliere, anche con il supporto delle autorità di pubblica sicurezza, le mutazioni con cui i fenomeni criminali si presentano nelle varie realtà territoriali; che il rischio di eventi criminosi costituisce rischio tipico dell’attività bancaria ed è pertanto oggetto di specifico esame nel contesto del documento di valutazione dei rischi aziendale; che le scelte di politica generale sulla sicurezza richiedono una visione complessiva del fenomeno le Parti concordando sull’esigenza di sottoscrivere un protocollo al fine di delineare un quadro di riferimento delle finalità e dei metodi di intervento, cui l’azione di prevenzione degli eventi criminosi dovrà ispirarsi convengono che

1. Al fine di operare nel modo più efficace possibile e per minimizzare il rischio legato ad eventi criminosi, UniCredit proseguirà nella consultazione con le Autorità che sul territorio hanno il compito di tutelare la sicurezza pubblica, con lo scopo di verificare con la massima tempestività la coerenza dei Protocolli Provinciali alle nuove strategie criminali. Dichiarazione aziendale
In considerazione della esclusiva responsabilità in materia di sicurezza che le vigenti disposizioni di legge pongono a carico del datore di lavoro, UniCredit sentite le OO.SS. nel corso di appositi incontri, individuerà le
misure e i presidi di sicurezza volti sia alla disincentivazione del compimento degli atti criminosi che al contenimento delle conseguenze di tali atti. Tali misure saranno individuate, nell’ambito degli strumenti valutati idonei ed efficaci dagli Organi di Pubblica Sicurezza ed elencati nei Protocolli Provinciali, tra quelli che più si adattano alla realtà delle diverse agenzie ed uffici. In ogni caso in tutte le unità operative del territorio nazionale saranno comunque presenti almeno quattro degli strumenti indicati nei predetti Protocolli individuati anche in base alla valutazione del rischio di ogni singola agenzia, contenuta nel documento di valutazione dei rischi aziendale.

2. Al fine di prevedere momenti strutturati di informativa e consultazione tra Azienda e OO.SS. sia sulle strategie generali della sicurezza aziendale sia sui conseguenti piani di intervento, verranno istituite: A) un Osservatorio Centrale sulla sicurezza (formata dalla azienda e da 3 rappresentanti per ogni sigla firmataria della presente intesa) che si riunirà di massima due volte l’anno e/o su richiesta di una delle parti. In detti incontri l’Azienda fornirà un’informativa sulle iniziative, anche di carattere formativo, che sono state adottate e sul piano sicurezza che si intendono adottare per l’anno in corso, tenendo anche conto della valutazione del rischio di cui al Dlgs. 81/2008.

B) un Osservatorio presso ciascuna Direzione Network (formato da rappresentanti dell’Azienda e dai Coordinatori Territoriali ) che si riunirà, con la partecipazione, ove possibile, di rappresentanti delle forze dell’ordine locali. con cadenza di massima semestrale (la prima delle quali comunque entro il mese di marzo) o a richiesta di una delle parti in presenza di situazioni aventi carattere di eccezionalità. In tale sede potranno essere formulate indicazioni e proposte riguardanti anche l’adeguatezza delle misure di sicurezza territorialmente adottate rispetto alla evoluzione dei fenomeni criminosi oltre che la proposizione di soluzioni volte al miglioramento del livello di sicurezza della rete operativa. Nello stesso ambito potranno essere formulate osservazioni e proposte in merito ai programmi aziendali relativi all’introduzione e variazione delle
misure di sicurezza che si intendono adottare nel corso dell’anno. I componenti degli Osservatori presso le Direzioni Network potranno usufruire di permessi retribuiti per la partecipazione agli incontri semestrali.
Nel corso dell’incontro di verifica di cui al successivo punto 7, le parti valuteranno, per eventuali diverse future previsioni, anche la frequenza delle situazioni aventi carattere di eccezionalità che hanno reso necessarie ulterioririunioni degli Osservatori. 3. Ogni anno presso ciascuna Direzione Network, nel corso del primo incontro dell’Osservatorio saranno fornite le necessarie informative sull’andamento degli eventi criminosi occorsi nel territorio di riferimento; Tali informative riguarderanno in particolare: • l’elenco degli sportelli oggetto di rapina tentata o consumata, con l’indicazione delle misure di sicurezza presenti al momento dell’evento;
• le eventuali modifiche delle misure di sicurezza esistenti che l’Azienda intende adottare; • il numero dei dipendenti che hanno subito conseguenze psico/fisiche acclarate; • il numero dei dipendenti che hanno fruito di assistenza psicologica a seguito di una rapina subita o tentata; • il numero delle richieste di avvicendamento ad altre mansioni o il trasferimento presso altra agenzia e il numero delle domande accolte; • il piano di formazione sulla sicurezza, con la specifica del numero di lavoratrici/lavoratori già coinvolti ovvero da inserire nella pianificazione dei programmi formativi. Nel corso dell’incontro o, se richiesto in altro da tenersi nei quindici giorni successivi, l’informativa di cui sopra è oggetto di discussione fra le parti. Successivamente analoga informativa a carattere generale verrà fornita all’Osservatorio centrale sulla sicurezza nel corso del primo incontro tra quelli previsti al precedente punto A. Nota a verbale Le Direzioni Network informano tempestivamente, a mezzo telefono, le RSA di competenza o i Coordinatori territoriali laddove non esista almeno una RSA regolarmente costituita, riguardo gli eventi criminosi tentati e consumati ai danni degli sportelli del proprio territorio. Gli organismi sindacali coinvolti riconoscono la natura di riservatezza delle
informazioni e dei documenti ricevuti. 4. Le parti individuano nella formazione un importante strumento volto ad
attenuare l’impatto degli eventi criminosi e a garantire un adeguato supporto operativo e psicologico ai dipendenti in carico alle agenzie. A tal fine oltre a proseguire in un piano di formazione specifico sul tema,
UniCredit continuerà nei vari capoluoghi di provincia a programmare gli incontri fra i rappresentanti locali delle forze dell’ordine, tenendo conto della loro disponibilità, ed il personale delle unità operative al fine di sensibilizzare questi ultimi sul rischio e sulle conseguenze dei fenomeni criminosi e di illustrare i comportamenti da tenere sia per ridurre il rischio sia per fronteggiare l’evento. Nell’ambito dei lavori della Commissione formazione si valuteranno tempi e modi con l’obiettivo di estendere a tutte le figure professionali
maggiormente esposte al rischio rapine, in particolare a quelle di front office, una formazione appropriata ed efficace relativamente al rischio rapine, finalizzata soprattutto alla tutela della integrità fisica nel corso
dell’evento criminoso. L’azienda, conferma infine di prevedere , nell’ambito dell’erogazione dei corsi ai neo assunti, uno specifico momento formativo sul rischio rapine. I risultati del piano di formazione e il numero degli addetti coinvolti saranno oggetto di informativa all’Osservatorio centrale e agli Osservatori locali per gli ambiti di propria competenza. 5. A seguito di eventi criminosi consumati o tentati si prevede che: a. i dipendenti potranno richiedere apposita visita a cura del Medico competente, che potrà eventualmente avvalersi anche di medici specialisti e/o strutture pubbliche per eventuali approfondimenti; il tutto senza alcun onere a carico degli interessati; b. l’Azienda si farà carico di eventuali oneri sanitari comportanti infortunio non coperti dalla assistenza sanitaria aziendale, previamente attivata, e del risarcimento degli eventuali danni materiali subiti (es. sottrazione di beni personali); c. l’Azienda concederà un breve periodo di riposo ai dipendenti che ne
facciano richiesta e si impegna ad accogliere le domande di avvicendamento e/o trasferimento ad altra realtà operativa eventualmente formulate da dipendenti coinvolti in eventi criminosi; d. il personale di cassa che a seguito di avvenuta rapina dovesse essere destinatario di contestazioni aziendali riguardanti le eventuali eccedenze di giacenza di numerario rispetto alle previsioni di normative aziendali, potrà farsi assistere da un rappresentante della O.S. cui aderisce o conferisce mandato. e. l’Azienda porterà a conoscenza delle Rappresentanze sindacali aziendali – nonché ai dipendenti all’atto dell’assunzione – le condizioni di assicurazione previste dalle polizze aziendali cumulative tempo per tempo vigenti contro gli infortuni e prenderà in esame, nei limiti delle possibilità ammesse dal tipo di contratto, le proposte eventualmente avanzate dalle OO.SS. 6. Il presente accordo non intende derogare le competenze di merito degli R.l.s. di cui al D.lgs 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni nonchè alla normativa nazionale di settore tempo per tempo vigente 7. Le parti si incontreranno per una verifica sullo stato di attuazione del presente accordo , entro il primo trimestre del 2013. 8. La presente intesa sostituisce tutti i precedenti accordi in materia già in
essere presso le Banche del Gruppo. UNICREDIT DIRCREDITO FABI FIBA/CISL FISAC/CGIL SINFUB UGL CREDITO UILOCA/UIL

 BNL FORMAZIONE: SI APRONO NUOVI SCENARI


Nella giornata del 25/01/2012 si è svolta la prima riunione dell’anno della Commissione paritetica sulla formazione. Durante l’incontro è stato presentato il catalogo 2012 dei corsi di Formazione finalizzato a tematiche di natura tecnica, economica e finanziaria. Si tratta della formazione funzionale all’ingresso in azienda, al cambio di ruolo, e all’approfondimento normativo. Nel Catalogo Formativo, a disposizione su Echonet, il dipendente può scegliere un corso per la sua crescita professionale, e tale scelta sarà verificata e consolidata nell’ambito del feedback annuale (Dialogo). La partecipazione ai corsi è coordinata dalla Formazione che, in collaborazione con il Gestore Risorse Umane, metterà a punto la pianificazione della partecipazione. Per le partecipazioni, quindi, è prevista la pianificazione in anticipo, per consentirne la puntuale fruizione. Su proposta delle OO.SS. Si è poi discusso il progetto di piano formativo a valere sull’avviso 1/2010 del Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nei Settori del Credito e delle Assicurazioni (FBA) relativamente al tema della Responsabilità sociale d’Impresa (RSI).
La RSI è argomento particolarmente sentito dalle OOSS nell’ottica di fare propria l'etica della responsabilità che vuol dire renderla elemento davvero trainante in tutti i comportamenti e scelte dell'impresa. Infatti, se è vero che anche le Banche, in via autonoma, si sono dotate di codici etici e di comportamento che sono finalizzati a favorire l’adozione di strategie e scelte sulla base di valori etici, è anche vero che queste strategie non sempre sono tangibili o esplicitate fino in fondo nella concreta attività lavorativa. L’impresa etica è quella che si fa carico di una visione di sviluppo orientata alla sostenibilità, intesa come integrazione tra dimensione economica (convenienza), ambientale (compatibilità) e sociale (equità). La BNL ha incluso nella propria strategia d’impresa azioni tese alla crescita sostenibile con un programma di attività che vanno in questa direzione. Si tratta, ora, anche alla luce delle azioni intraprese, di diffondere la “cultura” della RSI per integrare considerazioni di natura etica all’interno della visione strategica della Banca, e farne patrimonio comune e condiviso. Per questo le OOSS hanno presentato all’Azienda un progetto del Piano Formativo, da inserire in un percorso articolato, con prospettive future di maggiori approfondimenti. Dopo un primo incontro sull’argomento è scaturito il progetto finale, frutto poi di un lavoro condiviso dall’intera commissione (Azienda e Sindacato). Il progetto si compone di fasi diverse e complementari tra loro che prevedono:
· Un modulo di base accessibile a tutto il personale BNL su base volontaria, attraverso l’Intranet Aziendale, finalizzato a diffondere le logiche della Responsabilità Sociale d’Impresa e tutte le nozioni di carattere generale e divulgativo sull’argomento.
· Un’implementazione nell’ambito della formazione contrattuale con l’aggiunta di alcuni corsi sul nuovo catalogo inerenti ai temi della Responsabilità sociale d’impresa.
· La presentazione a FBA di un piano formativo articolato su due interventi: uno prevede la fruizione di voucher individuali per alcuni specialisti delle funzioni centrali, che nell’ambito delle loro competenze, saranno formati e sensibilizzati a queste tematiche e successivamente divulgheranno i principi della “governance” orientata alla RSI gettando le basi per iniziare a costruire quella cultura di impresa necessaria allo sviluppo di tali temi. Un altro intervento da tenersi in aula che coinvolgerà le parti sociali con le stesse finalità. · Un workshop finale, che mettendo a confronto le esperienze maturate, getterà le basi per i successivi interventi, al fine di individuare ulteriori azioni mirate su specifici obiettivi.
Le OOSS esprimono soddisfazione per il percorso avviato in questa prima fase, che rappresenta l’indispensabile presupposto per ulteriori nuovi interessanti sviluppi, perché un’impresa orientata concretamente alle politiche della RSI, in conformità a una visione di lungo termine e di una cultura e valori condivisi, acquisisce una maggiore potenzialità d’innovazione e di gestione del cambiamento, una più elevata coesione interna e una crescente capacità di sviluppare al proprio interno giovani talenti e professionalità qualificate.

Roma, 26 gennaio 2012
Segreterie di Coordinamento Nazionale
 SINFUB  dircredito fabi fiba fisac  uilca 
Banca Nazionale del Lavoro

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FIRMATO ACCORDO SU “SOCIAL HOUR”


Nella giornata odierna è stato sottoscritto a livello di Gruppo un accordo, innovativo nel nostro settore,che consente alle Parti di soddisfare alcune reciproche esigenze: quella Aziendale di contenimento dei costi, perseguendo in questo modo gli obiettivi previsti nel Piano Industriale 2011/2013-2015 e quella dei lavoratori di soddisfare importanti necessità personali. In tale prospettiva l’Azienda e le OO.SS. hanno condiviso il Progetto denominato “Social Hour”.Le OO.SS., nell’adottare le diverse misure tese ad affrontare le situazioni di emergenza che l’attuale scenario presenta, hanno ribadito la centralità dei livelli occupazionali, da perseguire attraverso qualsiasi strumento previsto dal CCNL e dalle norme in vigore sull’argomento, fra cui quelle messe a disposizione dalla parte ordinaria del fondo di solidarietà (art. 5, comma 1, lett. a, punto 2, del DM n°158/2000), con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio umano e professionale presente nel Gruppo. L’Accordo prevede la “sospensione” dell’orario di lavoro per un numero massimo di complessivi 1.800 mesi annui, tanto nel 2012 quanto nel 2013. A tale strumento potranno accedere tutti i lavoratori del Gruppo Banco Popolare e le domande dovranno rispettare il principio esclusivo della VOLONTARIETA’. L’individuazione del personale interessato avverrà in base ai seguenti criteri:
A. motivi familiari, di salute o di assistenza a prossimi congiunti ovvero motivi di studio debitamente comprovati;
B. completamento del periodo di astensione facoltativa per congedo parentale e necessità di proseguire nell’assistenza della prole;
C. motivi personali.

Le modalità di presentazione delle domande di sospensione dell’orario di lavoro, prevedono l’utilizzo del modulo debitamente sottoscritto e presentato all’Azienda almeno un mese prima dalla data di inizio del periodo richiesto. Tale periodo potrà avere una durata compresa fra un minimo di 3 ed un massimo di 7 mesi (per mese si considera il mese intero) e dovrà essere effettuato senza soluzione di continuità. In caso di forza maggiore, ovvero di comprovate situazioni di gravità per ragioni personali o di salute, l’Azienda accoglierà le richieste di rientro anticipato e valuterà con attenzione le domande di proroga fino ad un massimo di 12 mesi. I criteri e i limiti temporali di accoglimento delle domande sono i seguenti:
a. l’azienda effettuerà una valutazione di congruità rispetto alle esigenze organizzative e produttive delle domande presentate;
b. le domande e la collocazione temporale richiesta saranno valutate ed approvate tenendo conto del montante massimo di 1.800 mesi complessivi annui;
c. saranno valutate con criterio di preferenza le domande aventi i seguenti requisiti:
- i casi di malattia/infortunio prima della scadenza dei termini previsti dall’articolo 52 CCNL (ossia comporto);
- i casi di assistenza per gravi necessità di coniuge (anche convivente more uxorio), genitori o figli;
- i casi di genitorialità, se riguardano mesi in prosecuzione dell’astensione facoltativa svolta senza soluzione di continuità. Per i casi di genitorialità, a parità di data, verranno accolte prioritariamente le domande presentate da lavoratrici/lavoratori con il maggior numero di figli e, in secondo luogo, la valutazione terrà conto dell’età complessiva degli stessi. A parità di condizioni, le domande verranno accolte tenendo anche conto dell’ordine cronologico secondo la data di ricezione da parte delle competenti strutture, mediante inoltro certificato (fax, mail, ecc, ecc). Per quanto concerne la remunerazione della lavoratrice/lavoratore che intende usufruire di questo strumento, si farà riferimento alla circolare INPS n°144/2011 dove vengono riportati gli importi degli assegni corrisposti mensilmente dal fondo di solidarietà, in base all’ultimo stipendio percepito. I contributi previdenziali sono versati dal fondo, per tutta la durata del periodo, sulla base dell’ultimo stipendio. L’assegno di sostegno assume il seguente valore:
Euro 1078 lordi mensili se la retribuzione di partenza è inferiore a Euro 1984
Euro 1242 lordi mensili se la retribuzione è compresa fra Euro 1984 e 3137
Euro 1569 lordi mensili se la retribuzione è superiore a Euro 3137

L’ammontare dell’assegno è inversamente proporzionale all’ultimo stipendio mensile, parte dal 60% per gli stipendi più bassi e decresce proporzionalmente con gli stipendi più alti. La media che ne scaturisce nel nostro settore è circa del 37/40%netto. Nella speranza di essere riusciti a soddisfare tutti i dubbi che potrebbero derivare da un accordo di questa portata, le OO.SS. esprimono la propria soddisfazione nell’essere riuscite ad offrire uno strumento innovativo, su base esclusivamente volontaria, in alternativa alla aspettativa non retribuita. Tale accordo consente agli interessati di astenersi dal lavoro, anche per un periodo più limitato rispetto a quello inizialmente richiesto, qualora sorgessero difficoltà di tipo personale e di vedersi riconoscere per intero la contribuzione utile ai fini pensionistici, nonché di percepire un assegno mensile dal fondo di solidarietà. Nel corso della trattativa l’Azienda ha dichiarato che non verranno comunque ricercate alternative per ridurre le prestazioni lavorative ed economiche. Nel caso contrario, ovvero se le domande dovessero pervenire in numero superiore alle aspettative, verranno comunque accolte tutte, riducendo i tempi di permanenza nel progetto, al fine di non superare i 1.800 mesi annui stabiliti.
Delegazioni di Gruppo
Fabi Fiba Fisac SINFUB  Ugl Uilca

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PERMESSI EX FESTIVITA’ SOPPRESSE E DI FESTIVITA’ CIVILI ANNO 2012

 
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 50 del CCNL ABI 8.12.2007 e dell’art. 16 CCNL ABI 10.01.2008), a ciascun dipendente spetta annualmente un numero di permessi giornalieri retribuiti corrispondente alle giornate che – indicate come festività religiose e civili dalla legge n. 260/1949 – non sono più riconosciute come tali per effetto di successive modifiche legislative. E cioè: San Giuseppe (19 marzo), Ascensione (39° giorno dopo Pasqua), Corpus Domini (60° giorno dopo Pasqua), SS. Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno - giornata festiva solo per la piazza di Roma); Unità Nazionale (4 novembre).
La fruizione dei permessi retribuiti ex festività soppresse avviene sempreché:
• la pertinente festività soppressa cada in una giornata lavorativa ordinaria nell’ambito dell’orario settimanale fissato per il dipendente;
• il dipendente mantenga il diritto all’intero trattamento economico. A tal riguardo, è opportuno segnalare che la fruizione anche di una sola ora di permesso non retribuito nella giornata ex festività soppressa, fa perdere il diritto all’intera giornata. Nel corrente anno non si ha diritto al permesso retribuito corrispondente all’ex festività dell’Unità Nazionale, in quanto il 4 novembre cade di domenica. Tutte le festività religiose cadono in un giorno lavorativo e precisamente:
• Lunedì, 19 marzo (San Giuseppe)
• Giovedì, 17 maggio (Ascensione)
• Giovedì, 7 giugno (Corpus Domini)
• Venerdì, 29 giugno (SS. Apostoli Pietro e Paolo – solo per la piazza di Roma)

Ai fini della fruizione dei permessi retribuiti ex festività soppresse, è d’uopo ricordare che la pertinente segnalazione al datore di lavoro va effettuata contestualmente alla predisposizione dei turni annuali di ferie, nel caso in cui si intenda godere globalmente e unitariamente tutti i citati permessi. Qualora la fruizione dovesse avvenire in via frazionata nel tempo (minimo un’ora, oppure una giornata o, al massimo, due consecutive), la richiesta deve essere fatta con congruo preavviso.
I permessi retribuiti ex festività soppresse vanno goduti nel periodo 16 gennaio – 14 dicembre 2012. In caso di mancata fruizione, gli stessi saranno monetizzati nello statino stipendi del mese di febbraio 2013, “sulla base dell’ultima mensilità percepita nell’anno di competenza secondo il comune criterio di 1/360 della retribuzione annua per ogni giornata”.
Ricordiamo, infine, che – ai sensi e per gli effetti dell’art. 48 CCNL ABI 8.12.2007 e dell’art. 15 CCNL ABI 10.01.2008 - le festività civili del 25 aprile (Festa della Liberazione), 1° maggio (Festa del Lavoro) e 2 giugno 2012 (Festa della Repubblica) cadono in un giorno lavorativo. Non trova applicazione, quindi, la previsione normativa secondo cui, qualora le stesse siano coincidenti con la domenica, le banche riconoscono giornate di permesso retribuito oppure, d’intesa fra le parti, un compenso aggiuntivo.

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Al datore di lavoro compete, come esplicazione del potere direttivo, il c.d. ius variandi. Questo consiste nel diritto del datore di adibire il lavoratore alle mansioni che, di volta in volta, risultano più aderenti alle concrete e mutevoli esigenze organizzative e produttive dell’azienda. Tale potere, tuttavia, può essere esercitato entro limiti inderogabili sanciti dalla legge. L’art. 2103 c.c., così come novellato, in chiave garantista, dal c.d. “Statuto dei lavoratori” (la legge n . 300/1970), prevede che il lavoratore possa essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquistato o a quelle equivalenti, sotto il profilo professionale, alle ultime effettivamente svolte (c.d. “mobilità orizzontale”), senza alcuna diminuzione della retribuzione. Il divieto di “mobilità verso il basso”, ossia di assegnare al lavoratore mansioni inferiori, viene meno solo nei rari casi di deroga previsti tassativamente dalla legge, tra i quali spiccano le esigenze straordinarie sopravvenute o le norme poste a tutela della salute della madre e del nascituro.

Per quanto concerne l’attribuzione di mansioni superiori (c.d. “mobilità verticale”), fermo restando il diritto del lavoratore a percepire il corrispondete aumento della restribuzione, l’assegnazione diviene definitiva (c.d. “promozione automatica”) quando supera i termini fissati dai contratti collettivi nazionali, i quali, comunque, non possono prevedere sul punto termini superiori ai tre mesi.

La nullità di ogni patto contrario a quanto stabilito dall’art. 2103 c.c., secondo quanto precisato orami da tempo dalla Suprema Corte (cfr. Cass. Civ. sentenza n. 266 del 12/01/1984), deve interpretarsi come un divieto di pattuire condizioni peggiorative della situazione, complessivamente considerata, del lavoratore, e non anche del datore di lavoro: è una delle tante manifestazioni del carattere prevalentemente garantista del nostro diritto del lavoro. In applicazione di detto principio, sono stati reputati legittimi i patti contrari stipulati nell'interesse del lavoratore al fine di garantirgli la conservazione dell'occupazione.

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Accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale nuove assunzioni stabili, tutela dei livelli salariali a regime,
consolidamento dell’Area Contrattuale

Nella serata di giovedì 19 gennaio è stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale del credito, scaduto a dicembre del 2010. Il risultato rappresenta un segnale importante per le lavoratrici e i lavoratori, nel contesto di enorme difficoltà economica nel Paese e nel settore. In tale ambito, che ha inevitabilmente condizionato il confronto, abbiamo concordato un importante risultato in termini di crescita occupazionale, soprattutto giovanile, definendo la costituzione di un Fondo per l’Occupazione, che favorirà oltre 6.000 assunzioni stabili all’anno per il prossimo quinquennio. Sul piano economico sono stati ottenuti incrementi che a regime garantiscono il recupero dell’inflazione. Inoltre è stata mantenuta l’Area Contrattuale, rafforzata con la possibilità di  rientro di attività in outsourcing o di ingresso per aziende che non applicano il nostro CCNL. Ecco i punti principali dell’intesa.
Occupazione: definita l’istituzione di un Fondo per l’Occupazione della durata di 5 anni, alimentato dal contributo di una giornata riveniente dalle 23 Ore iniziali in Banca delle Ore e dalla rinuncia a una giornata di ex festività da parte di Quadri Direttivi e Dirigenti. Secondo stime dell’Abi si ipotizzano circa 6.500 assunzioni all’anno per la durata del Fondo.
Il Fondo dovrà essere incrementato dai contributi versati dal top management in base alla lettera del presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, con cui ha invitato i vertici delle banche italiane a non aumentare i propri emolumenti e a partecipare al Fondo con un versamento pari al 4% della loro retribuzione. Questi fondi potrebbero essere anche destinati a finanziare contratti di solidarietà espansiva. Alla luce di questi versamenti la stima delle assunzioni annue sopra indicate potranno quindi essere superiori. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato prevedranno prioritariamente il Contratto di Apprendistato, con inquadramento di ingresso A3L1 e un salario di € 1.679,89 (-18%) per 4 anni (salario mensile).È stata inoltre prevista, per lo stesso periodo di tempo, una contribuzione aziendale in previdenza complementare pari al 4%.

Previdenza di Settore: Le Segreterie Nazionale hanno individuato in PREVIBANK il Fondo di riferimento per i lavoratori del nostro Settore. Tale scelta, che valorizza sempre più il tema del welfare in una fase di forti cambiamenti delle normative previdenziali, ci consente di dare un riferimento certo valido per tutte le Aziende prive di fondi pensione aziendali negoziali.

Trattamento economico: previsto un aumento contrattuale complessivo per la figura professionale media di 170 euro, sotto forma di Elemento Distinto di Retribuzione (Edr: non incide fino a giugno 2014 sulle voci indirette legate alla retribuzione). L’incremento non concorrerà al calcolo del Tfr per 3 anni. Gli aumenti avranno la seguente decorrenza: 46 euro dal 1° giugno 2012, 47 euro dal 1° giugno 2013 e 77 euro dal 1° giugno 2014 (4° Livello – 3° Area Professionale). A fronte di questo incremento economico vi sarà il blocco degli scatti di anzianità per un anno e mezzo, dal 1° gennaio 2013 al 1° giugno 2014 e saranno sterilizzate alcune voci che concorrono al Tfr. Le misure inerenti l’aumento economico andranno quindi a regime da luglio 2014.

Area Contrattuale: conferma e consolidamento dell’Area Contrattuale, anche attraverso l’applicazione di Contratti Complementari (già presenti nel Contatto Nazionale e mai attuati) a lavoratori neo assunti. I Contratti Complementari prevedono un orario settimanale di 40 ore e un trattamento economico ridotto del 20%. Allo scopo di consolidare i livelli occupazionali, le attività già esternalizzate – che non applichino il CCNL Credito - oggetto di insourcing vedranno un’applicazione graduale in 4 anni della parte economica del Contratto del Credito, con approdo ai Contratti Complementari. Tale previsione riguarda solo l’ingresso nel nostro Contratto di imprese/attività che non applichino ai lavoratori il CCNL Credito.

Contrattazione di 2° livello/Contrattazione Integrativa: i temi dell’Orario di Lavoro, dell’Organizzazione del Lavoro e delle Prestazioni di Lavoro saranno trattati anche a livello aziendale, come da Protocollo del 24 ottobre 2011.

Long Term Care: incremento del contributo aziendale pro capite da 50 a 100 euro.

Orario di Sportello: le aziende potranno procedere a un’apertura degli sportelli, dal lunedì al venerdì, con una formulazione oraria dalle 8 alle 20, dopo un confronto con le Organizzazioni Sindacali della durata massima di 10 giorni. Una eventuale apertura degli sportelli dalle 20 alle 22 potrà effettuarsi solo con specifico accordo sindacale.
Queste modulazioni prevedono in ogni caso l’invarianza dell’orario individuale giornaliero di lavoro e dell’adibizione allo sportello, senza spezzare l’orario. Accolta la richiesta sindacale che le banche raccolgano in via preventiva la volontarietà dei lavoratori. Verrà monitorata ogni 6 mesi la coincidenza tra gli orari di fatto e gli orari previsti dal Contratto Nazionale, in riferimento all’andamento di ferie, ex festività e straordinari, con l’ottica di valutarne l’impatto in termini di livelli occupazionali.

Quadri Direttivi: in via eccezionale, per la durata del Contratto Nazionale, è prevista la fungibilità per l’intera categoria dei Quadri Direttivi. Ottenuta la copertura anche delle sanzioni pecuniarie relative ai  rischi professionali (civili, penali e amministrativi) per le posizioni di lavoro maggiormente esposte e per i Quadri Direttivi. Abbiamo sollecitato Formazione in aula per materie che comportano particolari rischi professionali (es: Mifid, Privacy, Antiriciclaggio, Isvap ecc…).

Sistema Incentivante e Premio Aziendale (articoli 43 e 46): attribuita pari dignità ai due temi “nell’ottica di costruire un unico Premio Variabile di Risultato”, con il richiamo alle indicazioni di Banca d’Italia sulla valutazione dei risultati nel lungo periodo e alla nostra richiesta di considerare un rapporto quantitativo tra Premio Aziendale e Incentivante e specifiche  clausole di esclusione.

Commissioni: immediato insediamento delle Commissioni su Inquadramenti, Armonizzazione Orari, Coordinamento Norme Apprendistato, Semplificazione Normativa, Salute e Sicurezza (comprensiva dell’accordo sugli Rls), Conciliazione di tempi di vita e tempi di lavoro (recependo l’Avviso Comune del 7 marzo 2011 sottoscritto dall’Abi) e dell’Osservatorio sulla Responsabilità Sociale d’Impresa. Questo processo è funzionale a inserire le determinazioni delle Commissioni nel testo del nuovo Contratto Nazionale.

Mezzogiorno: nell’ambito del Fondo per l’Occupazione si deciderà in merito all’incremento del contributo alle aziende per lei assunzioni effettuate al Sud.


L’accordo sarà sottoposto all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori, nelle assemblee che saranno indette nelle prossime settimane.
 

Comunicato Stampa

Firmato l’accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale del Credito Definite condizioni per assunzioni stabili, superamento della precarietà, consolidamento dell’Area Contrattuale e recupero dell’inflazione L’accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale del Credito.
Sottoscritto nella tarda serata di giovedì 19 gennaio, dopo diversigiorni di trattativa, rappresenta un segnale di grande importanza sociale per le condizioni che definisce, in termini di crescita dell’occupazione stabile nel settore e di difesa della categoria. In un contesto di eccezionale difficoltà economica per il settore e per il Paese, abbiamo condiviso la costituzione di un Fondo per l’Occupazione della durata di 5 anni, che permetterà oltre 5mila assunzioni a tempo indeterminato all’anno; si è ottenuto un incremento economico che garantisce a regime, al termine della vigenza contrattuale (30 giugno 2014), il recupero inflattivo, con un incremento di 170 euro per la figura professionale media; si è difesa e consolidata l’Area Contrattuale, prevedendo anche condizioni favorevoli per l’insourcing di attività oggi esternalizzate. In un ambito di tale difficoltà, abbiamo dimostrato senso di responsabilità e spirito costruttivo, definendo condizioni che consentono ai lavoratori e alle aziende di confrontarsi con uno scenario estremamente competitivo, in ottica di un miglior servizio alla clientela e di mantenimento dei livelli occupazionali. Lo spirito unitario di grande collaborazione che ha caratterizzato la nostra azione, dalla presentazione della piattaforma e durante tutto il confronto, è stato determinante per il raggiungimento di questo risultato.
Roma, 19 gennaio 2012
Segreterie Nazionali
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

GRUPPO UNICREDIT – IL PUNTO SU UBIS

In coerenza con gli impegni assunti la scorsa settimana, l’intersindacale di Gruppo UniCredit si è riunita il 17 e 18 c.m. per predisporre una proposta unitaria complessiva in merito alla trattativa UBIS, con l’obiettivo di giungere ad un accordo che tuteli adeguatamente i lavoratori interessati, tenuto conto del contesto generale e del nuovo scenario aziendale (vedi progetto Newton).
Preso atto della impercorribilità, ribadita per l’ennesima volta dall’azienda nei giorni scorsi, anche ai Segretari Nazionali, della richiesta del cd. collegamento societario, la proposta sindacale si prefigge, in alternativa, un significativo rafforzamento delle garanzie occupazionali derivanti dall’accordo di integrazione di Capitalia Informatica in Ugis e Upa del febbraio 2008.
Nello specifico i principi generali della proposta unitaria sono così sintetizzabili:
1) dichiarazione aziendale di strategicità delle attività e dei dipendenti di UBIS e piena assunzione di responsabilità da parte del Gruppo rispetto alla salvaguardia e alla valorizzazione nel tempo del patrimonio professionale dei lavoratori coinvolti;
2) estensione delle tutele occupazionali:
a) in caso di cessioni, anche parziali, di attività oggi presenti in UBIS;
b) in caso di cessioni a soggetti esterni, bancari e non;
c) in caso di tensioni occupazionali comunque determinatesi, compreso il rientro dei lavoratori interessati in caso di re-insourcing di lavorazioni precedentemente cedute;
d) a tutti i lavoratori presenti in UBIS alla data dell’accordo (esteso anche ai colleghi entrati nelle singole società successivamente al 31 dic. 2010) e a quelli che vi entreranno provenienti da altre aziende del Gruppo;
3) significativa estensione, fino a 15 anni, delle garanzie occupazionali, a decorrere dall’evento;
4) concreto e verificabile impegno aziendale al contenimento dei costi attraverso una semplificazione delle strutture di governo di UBIS, oggi assolutamente e incomprensibilmente ridondanti e in contraddizione rispetto al Piano Strategico, la riduzione delle consulenze, la razionalizzazione nell’utilizzo delle trasferte e degli appalti;
5) salvaguardia del valore della multipolarità attraverso il mantenimento degli attuali Poli/distaccamenti;
6) salvaguardia dei percorsi professionali e degli inquadramenti, delle flessibilità di orario in essere, compresi i part-time e il telelavoro;
7) stabilizzazione dei lavoratori precari in servizio nelle aziende del perimetro UBIS;
8) ultrattività degli RLS, delle strutture sindacali, delle Commissioni Pari Opportunità e Formazione;
9) accoglimento delle richieste giacenti di trasferimento da UBIS verso la rete.
Si precisa che, in presenza di future procedure di cessioni di trasferimento di ramo d’azienda, il complesso delle sopra citate garanzie sarà oggetto di migliorative ulteriori negoziazioni in particolare per quanto attiene le tutele occupazionali.
Tale proposta complessiva sarà oggetto di confronto con l’azienda che al momento ha avanzato proposte del tutto impercorribili.
Il raggiungimento di un positivo accordo porterà al superamento di fatto delle unilaterali interpretazioni aziendali relative all’applicazione dell’art.2112 c.c.
Sulla base delle proposte sopra descritte si terranno assemblee unitarie in tutte le realtà interessate.

NEWS RINNOVO CONTRATTUALE

 

Testo riportato dal " IL SOLE 24 ORE"

 

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Economia
ANSA.it > Economia > News
banche: slitta firma contratto Causa del blocco differenze tra testo abi e il pre-accordo
19 gennaio, 09:19

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - E' saltata questa notte la firma per il rinnovo del contratto dei bancari. Lo riferiscono fonti sindacali secondo cui le trattative riprenderanno ora intorno alle 9.30. Causa del blocco sono state le differenze sostanziali, secondo quanto riferito, fra il testo presentato dall'Abi e il preaccordo che era stato raggiunto. Ieri nel pomeriggio erano circolate alcune bozze e sembrava che la firma fosse vicina ma le commissioni al lavoro avevano poi individuato alcuni problemi nel testo definitivo

 

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COMUNICATO STAMPA


Le Segreterie Nazionali Fabi, Fiba-CISL, Fisac-CGIL, Uilca, Dircredito, SINFUB, Ugl Credito esprimono apprezzamento per l'ispirazione ed il contenuto della lettera inviata dal Presidente dell'ABI Giuseppe Mussari alle figure apicali, ai top manager e ai dirigenti del sistema bancario italiano, in particolare per l'invito a non procedere ad aumenti delle loro retribuzioni complessive per il prossimo triennio, in una fase crisi e di emergenza occupazionale, a contribuire, personalmente, al Fondo di solidarietà per le assunzioni
di giovani del quale auspica la costituzione. L'iniziativa del Presidente dell'ABI va ben oltre le, pur rilevanti e condivisibili, elaborazioni e proposte del Financial Stability Board e della Banca D'Italia in materia di remunerazione dell'Alta Dirigenza bancaria. Si tratta di un atto politico di profonda e nitida discontinuità che si appella alla personale responsabilità etica di ognuno e che auspichiamo contribuisca a consegnare, definitivamente, al passato la stagione della crescita esponenziale dei differenziali retributivi tra Top Management e restante personale, poiché bisogna costatare che nella crisi più pesante del dopoguerra le diseguaglianze sono cresciute. Per questo l’invito rappresenta un fatto, straordinario nella sua novità, all' assunzione di responsabilità solidale, in prima persona, da parte dell'alta dirigenza bancaria nei confronti dell'universo delle giovani generazioni che subiscono l'accanimento della crisi nelle forme drammatiche della privazione del diritto ad un futuro dignitoso. Disposizione solidale che i Gruppi dirigenti del nostro Paese, ad ogni livello, politico, economico, finanziario, dovrebbero far propria in una congiuntura tra le più difficili della nostra storia, ridando valore all’equità, all’etica, alla trasparenza. Le Segreterie Nazionali esprimono la certezza che l'Alta Dirigenza bancaria saprà rispondere, con convinzione, all'invito del Presidente dell'ABI, offrendo pieno sostegno al Fondo di solidarietà per le assunzioni di giovani che le Parti Sociali intendono realizzare. Si tratterebbe di un'importante, comune convergenza sui valori di solidarietà e di equità che contribuirebbe, altresì, ad orientare ad un'auspicabile, positiva conclusione il rinnovo del CCNL, ben sapendo che la comune ispirazione alla solidarietà e alla responsabilità sociale non risolve, di per sé, le persistenti distanze negoziali tra le Parti, ma può creare le condizioni per riprendere la trattativa nella giornata di domani avendo l’obbiettivo di realizzare una sintesi equilibrata che ci porti con successo al rinnovo del contratto di lavoro.

UBIS: NOTA ALLE STRUTTURE SINDACALI


Nelle giornate dell’ 11 e 12 gennaio è proseguito il confronto tra le Delegazioni Sindacali di Gruppo, affiancate dai Segretari Nazionali, e la Capogruppo, nell’ambito della trattativa concernente la costituzione del Consorzio UBIS.Le posizioni aziendali, rappresentate nelle scorse settimane, erano state valutate dalle OO.SS. assolutamente insoddisfacenti. Pertanto, anche in questi ultimi incontri, abbiamo ribadito la necessità imprescindibile di prevedere un forte potenziamento delle garanzie occupazionali a tutela dei/delle Lavoratori/trici, ritenuto assolutamente necessario a seguito di uno scenario aziendale diverso dal passato, che potrebbe portare, attraverso il progetto “Newton”, a possibili future cessioni di attività e Lavoratori/trici all’esterno del Gruppo. Per questo abbiamo ribadito, assieme ai Segretari Nazionali, l’esigenza di prevedere, all’interno dell’accordo, il c.d. collegamento societario. L’azienda si è dimostrata irremovibile, riconfermando per l’ennesima volta una indisponibilità assoluta, per l’oggi e per il domani, ad accedere a tale previsione rendendosi tuttavia disponibile ad affrontare il negoziato, anche definendo miglioramenti dell’attuale assetto di garanzie. Preso atto, unitariamente, dell’impercorribilità della proposta del collegamento societario, abbiamo, nel contempo, rigettato con fermezza le ipotesi alternative che l’azienda ha messo in campo. A questo punto, al fine di consentire la ripresa del confronto e pervenire alla definizione delle migliori tutele possibili per i lavoratori interessati, tutte le OO.SS. hanno unanimemente deciso di non considerare più in termini pregiudiziali la questione del collegamento societario, e di procedere, già dalla prossima settimana, alla elaborazione di una proposta che rafforzi comunque le garanzie occupazionali, per adeguarle al contesto generale e al nuovo scenario aziendale. Tale proposta riguarderà, oltre al tema centrale delle garanzie occupazionali, anche le tematiche della salvaguardia di tutti i Poli presenti in UBIS , della tutela della professionalità e degli inquadramenti esistenti oltre che di tutti i trattamenti economici in essere, del mantenimento delle attuali articolazioni e flessibilità d’orario.
All’interno dell’eve ntuale Accordo dovrà prevedersi, inoltre, un esigibile impegno aziendale ad un forte ridimensionamento degli appalti e delle consulenze. Vi terremo informati sullo sviluppo del confronto.

   Le Delegazioni Sindacali di Gruppo SINFUB

PIANO SPORTELLI GRUPPO UBI: NUOVO STRAVOLGIMENTO DEL PIANO INDUSTRIALE 2011-2015!


Come avevamo già denunciato il piano industriale presentatoci nel giugno 2011 non esiste più. La conferma arriva dalla procedura sul piano sportelli presentato il 4 gennaio scorso dall’azienda alle organizzazioni sindacali. Il piano originario prevedeva la chiusura di 40 sportelli e contestualmente l’apertura di 50 filiali: quindi con un saldo positivo di +10. I fatti dicono ben altro: con la nuova procedura verranno chiuse 85 filiali e trasformate 38 filiali in minisportelli, scomparso ogni riferimento alle nuove aperture annunciate a giugno. Anche se nella procedura l’Azienda formalmente esclude che vi siano problemi di “tensioni occupazionali”, si preannunciano comunque “riflessi” sulla mobilità e sui processi di riconversione professionale del personale (leggi demansionamenti). Il momento che stiamo vivendo è certo tra i più complicati: nel mondo del credito le tensioni restano alte, non si vedono soluzioni chiare per il rinnovo del Contratto Nazionale, non migliorano le prospettive del paese nonostante i pesanti interventi sui costi, che come lavoratori stiamo già pagando, e sulle pensioni che come lavoratori pagheremo. Detto ciò, nel nostro Gruppo gli unici segnali che pervengono sono quelli del taglio dei costi, politica apprezzabile se coinvolgesse tutti (dirigenti e consulenti compresi) e se, insieme ai tagli, proponesse anche politiche di crescita e proposte di adeguati prodotti attraverso il sostegno di adeguate procedure. Di questo, al momento, nella procedura aziendale non c’è traccia, mentre appare chiaro che, se per alcune aziende si può anche parlare di riorganizzazione, per altre, in particolare la Carime, si tratta di un vero e proprio abbandono del territorio.

In questo contesto chiederemo all’Azienda l’apertura di un confronto a 360° sulla situazione del GRUPPO UBI solo così vedremo se c’è da parte della Banca la consapevolezza del momento.

DIRCREDITO - FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL - UILCA/UIL - SINFUB - UGL
GRUPPO UBI

Il 5 Gennaio scorso le Segreterie del Coordinamento Nazionale del Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub e Uilca hanno incontrato la Delegazione Aziendale che ha fornito l’informativa sul sistema incentivante, come previsto dall’art 46 del CCNL. L’Azienda ha illustrato i risultati della incentivazione relativa all’anno 2010, sintetizzati nel riquadro sottostante:
Consuntivazione 2010 Mercato Retail :  premi erogati per un totale di euro 7,9 milioni; n. 4.047 dipendenti premiati, pari al 61% della platea complessiva cui era diretto il sistema premiante.Mercato Corporate :  premi erogati per euro 1,9 milioni;  n. 587 dipendenti premiati, pari al 53% della platea complessiva cui era diretto il sistema incentivante. Recupero Crediti (centro e rete)  premi erogati per 288 mila euro;
 n. 69 dipendenti premiati, pari al 53,5% delle risorse coinvolte. Successivamente la delegazione aziendale ha esposto le principali caratteristiche del sistema incentivante per l’anno 2012 che sarà caratterizzato dal contenimento delle risorseeconomiche dedicate, i ruoli coinvolti, i criteri e gli indicatori adottati, i tecnicismi messi in piedi per determinare i premi individuali che verranno prossimamente esposti nei relativi regolamenti che saranno a breve pubblicati su Echo’Net. Il  Sindacato ha ribadito le motivazioni di fondo che inducono anche quest’annoad esprimere un giudizio fortemente critico, individuando i limiti e le contraddizioni del sistema d’incentivazione utilizzato in BNL che, anche in questa edizione, prevede
l’ingiusta ed ingiustificata esclusione dei lavoratori e lavoratrici del PAC nonostante i buoni risultati raggiunti negli ultimi anni in termini di incremento di produttività. E’ stato inoltre sottolineato come la platea destinataria del sistema incentivante negli anni sia andata diminuendo anche all’interno dei singoli mercati coinvolgendo, come nel caso della Direzione Rischi, solo il 25% degli addetti. Le indicazioni suggerite dalle Organizzazioni Sindacali quali il riconoscimento dell’apporto della “squadra”, o il coinvolgimento di alcuni ruoli come quello degli addetti al CRC, che solo dal 2012 si vedranno destinatari di una qualche forma d’incentivazione, sono state recepite dall’Azienda in misura ancora troppo contenuta.
Pertanto, non condividendo la logica sottostante, la valutazione espressa dalle scriventi OO.SS. risulta complessivamente negativa, nonostante la condivisibile iniziativa di destinare il 30% del premio maturato dalle singole risorse sulla rispettiva posizione presso il Fondo Pensioni BNL.  Il sistema per il 2012 avrà come “paletti d’accesso” alcuni indicatori come il CVE (la capacità di ottimizzare il ritorno economico del capitale associata all’evoluzione dei rischi) ed il “famoso” BNF (Bisogno Netto Finanziario); oltre ad altri parametri già utilizzati, come il Minter al netto del costo del Rischio (con un leggero innalzamento
rispetto al 2011), mentre nel solo caso del mercato Retail, altri quali l’applicazione del modello di servizio tramite la SWS.  In pratica verrà correlata la “gestione” delle OC e del PTF Investimenti al conseguimento del premio incentivante. Inoltre verranno eliminati gli indicatori di “migrazione” per trasformarli in indicatori di “conformità e qualità del credito” con la relativa misurazione ai fini della riduzione del premio.
 Il processo a monte, relativo al percorso di determinazione ed assegnazione dei budgets – su cui verranno valutate le performance dei colleghi e delle colleghe – non terrà conto né del contesto economico generale né di quello a livello territoriale a cui saranno riferiti, né dei tempi di assenza relativi a corsi di formazione, malattie, spostamenti per sostituzione di colleghi assenti, ecc..ecc... La politica perseguita dalla Banca in tema di incentivazione, evidenzia la sottovalutazione di realtà operative considerate troppo spesso marginali e residuali, nonostante la presenza di professionalità e competenze che rappresentano a pieno diritto il motore operativo dell’intera azienda, senza la quale i tanto ostentati obiettivi non potranno essere realizzati. In assenza, quindi, di un radicale cambiamento del sistema incentivante che, proprio in un momento come quello attuale dovrebbe essere un segnale di vicinanza alla realtà economica ed alle difficoltà che incontrano i colleghi e le colleghe nel raggiungere gli obiettivi prefissati, le Segreterie del Coordinamento Nazionale devono esprimere il loro completo dissenso.
Roma, 5 gennaio 2012
Segreterie di Coordinamento Nazionale
DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL    SINFUB     UILCA
Banca Nazionale del Lavoro

QUESTIONARIO DEL BANCO POPOLARE AL PERSONALE FEMMINILE

Una iniziativa unilaterale non condivisa


Nel settore creditizio e finanziario la presenza femminile negli ultimi anni è fortemente aumentata senza che ciò abbia avuto riscontri nelle fasce più alte degli inquadramenti, nonostante dichiarazioni e iniziative delle aziende che, a parole, riconoscono la necessità di valorizzare le donne. In questi giorni alcune lavoratrici - circa 1500 a quanto sostiene l’azienda - stanno ricevendo un questionario “PARI OPPORTUNITA’ “ con preghiera di compilarlo e restituirlo entro il 15.1. 2012. Tale iniziativa è assolutamente unilaterale poichè sui contenuti non vi è stato alcun confronto, né con le organizzazioni sindacali, né – tanto più grave – con i/le componenti della Commissione Pari Opportunità, (CPO) nonostante precise richieste in tal senso. La CPO – organismo paritetico composto da esponenti sindacali e aziendali - opera all’interno del gruppo in forza di accordi sindacali, fin dalla sua costituzione nel 2007. Dopo un inizio faticoso, negli ultimi tempi si era riusciti ad avviare un programma di lavori per l’analisi della situazione del personale femminile all’interno del gruppo, partendo da:

• interviste individuali a 12 manager e a un gruppo di 50 donne, provenienti per il 65% dalla rete e per il 35% da strutture di sede centrale
• focus group su 44 donne, suddiviso in 4 moduli in aree diverse per condizioni sociali e aziendali • momenti formativi destinati anche ai gestori del personale, quali esponenti della struttura aziendale fortemente interessati alla tematica della valorizzazione del personale femminile. Sarebbe quindi stato logico e coerente continuare con modalità condivisa ed elaborare il questionario anche col contributo della Commissione. Assistiamo invece ad una iniziativa unilaterale, maldestra, dove le domande sono spesso oscure e si prestano a interpretazioni personali ( es. sul significato di percorso professionale lineare e continuativo o casuale e discontinuo ) quando non ambigue sull’ambito di indagine ( ad es. sulla valorizzazione delle competenze : in senso stretto o collegate a discriminazione di genere ?). L’obiettivo del questionario è ascoltare e raccogliere il punto di vista delle intervistate su 4 aree di indagine: sviluppo e crescita professionale, soddisfazione/motivazione, equità e conciliazione vita professionale e familiare. L’occasione sarebbe stata utile anche per raccogliere dati oggettivi sulla condizione femminile nel Banco Popolare, che legassero anche meglio le risposte a situazioni specifiche professionali: collocazione (sede/rete), ruolo professionale (addetto/professional/ responsabile) ecc. Infatti, al di là della dichiarata casualità nella scelta del bacino delle destinatarie, andrebbe attentamente esaminata la sua composizione, al fine di verificare che una concentrazione di risposte in un senso o nell’altro non sia il frutto di campione sbilanciato numericamente su alcune figure ( ad es. donne giovani senza figli, ben posizionate professionalmente, potrebbero fornire risposte fuorvianti ed eccessivamente positive rispetto alla situazione mediamente percepita nel gruppo). Insomma, un’occasione mancata per valorizzare dei momenti concertativi di comune lavoro, al di là dei rigidi ruoli azienda/sindacato, che non può che condizionare tutto il resto del percorso. Concludiamo ricordando alle colleghe che hanno ricevuto o riceveranno il questionario che la sua compilazione non è affatto obbligatoria e che, anzi, alla luce di quanto sopra esposto, risulta nei fatti quanto mai inopportuna.
COORD.  DIRCREDITO FABI FIBA FISAC   SINFUB  UGL UILCA   GRUPPO BANCO POPOLARE

COPERTURE ASSICURATIVE 2012


Portiamo a vostra conoscenza che sono state rinnovate le convenzioni con la RELA BROKER s.r.l. - PIAZZA DELLA VITTORIA, 12/15 - 16121 GENOVA – FAX: 010/5764810 - 010/543036 - Telefono 010/5761990 (r.a.) - e-mail: rela@relabroker.it, relative alle seguenti polizze:

RESPONSABILITA' CIVILE AMMANCHI DI CASSA

RESPONSABILITA' CIVILE PATRIMONIALE

RESPONSABILITA' CIVILE PATRIMONIALE CONSULENTI E QUADRI DIRETTIVI

RESPONSABILITA' CIVILE CAPOFAMIGLIA

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Segreterie di Gruppo BPER

 

BPER TANTI AUGURI…… AL MONTE DEI PASCHI DI SIENA


La notizia, anticipata dalla stampa il 31.12.2011, delle improvvise e inaspettate dimissioni dal Gruppo BPER del dott. Viola e il suo passaggio al Monte dei Paschi di Siena avvalora le tesi sindacali che uno dei punti di debolezza delle aziende bancarie sono i managers che, nonostante i lauti stipendi, non si sentono veramente impegnati nei confronti delle aziende che li pagano. La vicenda del Gruppo BPER indica chiaramente quale è il vero valore aggiunto del Gruppo: i dipendenti. Sono loro infatti l’unica vera forza presente, leale e interessata al futuro dell'azienda che anche in questo momento di crisi economica si impegneranno e si faranno carico di sostenere il loro istituto. Riteniamo che questo fattivo impegno debba essere riconosciuto nelle sedi opportune a partire dalla valorizzazione del personale fino a risposte coerenti nelle rivendicazioni salariali. Ci aspettiamo che il Consiglio di Amministrazione che si terrà il 10 gennaio sia in grado di dare tempi certi alla presentazione del piano industriale e scelga un nuovo Amministratore Delegato, che può essere anche esterno al Gruppo, purchè sia legato al territorio, conosca le prerogative e le peculiarità del sistema banche popolari, abbia indiscusse capacità manageriali e possa riscuotere l’apprezzamento dei soci, degli operatori economici e dei dipendenti. Chiediamo fin da ora un incontro urgente, successivo al Consiglio di Amministrazione, con i vertici, per conoscere le future strategie del Gruppo BPER

Modena, 03.01.2012
Dircredito Fabi Fiba-Cisl Fisac-Cgil  SINFUB   Ugl Uilca

Il 2011 si chiude… non i problemi in UGIS


Fino alla costituzione ufficiale di UBIS,prevista per il primo Gennaio 2012, le scriventi OOSS ritengono di esercitare a pieno titolo il loro ruolo, senza protervia ma con la giusta determinazione.
Le problematiche aziendali, per quanto offuscate dalle contrattazioni di Gruppo, non possono essere procrastinate o peggio dilazionate all’infinito.
La loro specificità impone di ricercare soluzioni all’interno del tavolo aziendale e non possiamo pensare che si butti la palla in tribuna aspettando che mutino le condizioni del campo da gioco.
La prima criticità riguarda il SOC, da tempo siamo impegnati a rappresentare le difficoltà di questo CC e le richieste emerse nelle assemblee dei lavoratori coinvolti.
Il cronico sotto dimensionamento ha portato al collasso la struttura che paradossalmente ha ampliato il RANGE di attività e il carico di responsabilità. Le risorse sono in numero insufficiente persino per le previsioni aziendali e la piena operatività si regge su un uso improprio della reperibilità e delle prestazioni straordinarie in antitesi con le elementari norme operative di un ufficio organizzato su turni giornalieri. A questa richiesta l’azienda ha risposto cercando sui siti delle società interinali personale altamente qualificato con conoscenze linguistiche di tedesco ed inglese offrendo un contratto della durata di 9 mesi.
Nelle scorsa settimana sono iniziati colloqui per la valutazione delle candidature, ma riteniamo che vista la specificità della materia, sia difficile trovare personale esterno già in grado di essere subito operativo, ricordiamo che il personale interno ha effettuato un periodo di formazione di 6 mesi tra formazione in aula e training on the job.
Questa ricerca di nuove risorse andava perseguita già nella scorsa estate, come suggerivamo, e non come ora in una situazione di grande emergenza.
La scelta di dare una risposta “temporanea” ad una questione strutturale ripropone dubbi ed incertezze sul futuro di questo ufficio, che tra l’altro ha visto un avvicendarsi di responsabili nel corso della sua relativamente breve vita.
Non certo un segnale di stabilità. Altre richieste di adeguamenti normativi ed economici per uniformare i “turnisti” che operano all’interno di UGIS e che riteniamo siano utili per rendere più facile l’approdo di personale, anche interno, sono stati disattesi o accolti in piccola parte.
Per questi motivi, sulla base del mandato dei lavoratori, si è dichiarato per il SOC il blocco degli straordinari e della reperibilità.
Cambiamo latitudine da Roma a Verona, vogliamo sottolineare la vicenda dei lavoratori e delle lavoratrici interinali prima in Quercia e ora dopo l’accordo estivo di fusione in UGIS.
All’interno degli accordi intercorsi per costituire la nuova Quercia (dicembre 2010) con il contratto bancario e per far confluire successivamente la neo nata azienda in UGIS è stato sottoscritto l’impegno di stabilizzare gli 80 interinali presenti.
Tuttavia una prima tranche di 32 lavoratori interinali hanno il contratto in scadenza (dopo quasi 4 anni) nel corrente mese di Dicembre,inutile sottolineare le aspettative di questi/e ragazzi/e in questo momento dove il precariato giovanile è la vera piaga del nostro paese.
Sebbene nelle more dei tempi e dell’accordo sopra citato, il termine entro il quale stabilizzare tutti i contratti atipici è stato individuato per la fine 2012, denunciamo come questi primi contratti siano stati procrastinati a fine Gennaio del prossimo anno. Se non li assumiamo quando i contratti scadono e alla presenza di un accordo… che anche questa partita sia collegata alla trattativa UBIS risulta tanto palese quanto sgradevole per usare un eufemismo.
Nel contempo la situazione dal punto di vista normativo, proprio in quel ufficio è disastrosa, non sono state messe a regime tutte le necessarie articolazioni su orari, pause e intervalli e riteniamo opportuno un incontro, anche in sede locale, con le OOSS per fare chiarezza. Ricordiamo che i lavoratori interinali sono soggetti alle normative del contratto di categoria ed equiparati nei diritti e nei doveri. Chi ha orecchie per intendere intenda.
E per concludere le scriventi OOSS chiedono che venga riaperta la discussione sul TIME REPORTING, strumento che ormai, a nostro avviso, ha perso ogni credibilità funzionale, statistica e gestionale.
E’ quanto ci sentiamo di dire, dopo aver appreso che è stata richiesta la rendicontazione anticipata delle ultime due settimane del dicembre 2011 entro il 15 dello stesso mese, cercando di intuire quali attività avrebbero svolto dal 16 in avanti. Segnaliamo per l’ennesima volta, le pressioni che molti responsabili fanno nella compilazione del time sheet, indicando e non suggerendo dove aumentare le ore e dove diminuirle in quale progetto inserirle e dove no.
Se consideriamo che le statistiche che escono dal TIME REPORTING, possono essere prese (e noi speriamo vivamente di NO) come base per delle scelte strategiche che riguardano UBIS (ex UGIS) o questo strumento viene utilizzato correttamente o è forse giunto il momento che l’azienda rifletta su questa esperienza e guardi oltre.
Milano 30 dicembre 2011 Segreterie Organo di Coordinamento UGIS
DIRCREDITO – FABI – FIBA/CISL -FISAC/CGIL – SINFUB – UGL – UIL.CA

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Il Natale, è una festa per tutti: grandi e piccini. E' fatta per stare insieme, per aspettare l'arrivo di un evento eccezzionale ! Il Natale è per chi è ricco e chi è povero per chi è forte e per chi è debole; Questo magico momento, non vuole distinzioni, non vuole litigi e non vuole ne la guerra e tanto meno l'odio. Non arrendiamoci all'idea del Natale del regalo dato e ricevuto..., cerchiamo sempre rendere felici noi e le persone che amiamo.

Dal profondo del cuore Auguri di buon Natale a Tutti Voi.....

 

Si sono chiusi oggi gli incontri tra le Organizzazioni Sindacali e la Delegazione Aziendale relativi alla prima procedura sul Piano Industriale 2011-2015 inerente alla realizzazione della struttura a clessidra, della Mass Market Team e degli Sviluppatori senza raggiungere alcuna intesa.

Il Gruppo UBI è stato assolutamente incapace di motivare in modo esaustivo i progetti in discussione e le azioni che ha messo in campo stanno dimostrandola precarietà delle soluzioni adottate. Verificheremo l'applicazione del nuovo modello organizzativo delle Banche Rete, monitorando ogni fase operativa e le effettive ricadute sugli organici. Contestiamo, inoltre, l'efficacia del Piano Industriale nel suo complesso: la significativa quantità di uscite previste, la mancanza di un chiaro progetto di sviluppo commerciale e l'assenza di una strategia con la quale affrontare questa pesantissima situazione di crisi. Sarebbe stato necessario affrontare tutte le problematiche di questo Gruppo: gli esuberi dichiarati, i costi delle consulenze, i compensi del management, la mancata applicazione degli accordi e, non ultime, le motivazioni che hanno portato alle operazioni societarie straordinarie recentemente annunciate. La Delegazione Aziendale ha preferito invece sorvolare su queste tematiche non chiarendo i motivi per cui Banca 24/7, Centrobanca e Banco San Giorgio saranno oggetto nel 2012 di fusioni per incorporazione che sino a pochi mesi fa non erano nemmeno previste. Soprattutto il Gruppo non ha voluto dissipare i
dubbi sulle possibili conseguenze che si potranno verificare, rinviando la discussione alle singole trattative che di volta in volta si apriranno.

Le Delegazioni Trattanti GRUPPO UBI


Dircredito – Fabi – Fiba Cisl – Fisac Cgil – SINFUB – Ugl – Uilca Uil
 

COMUNICATO STAMPA

Ministra Fornero,  perché discrimina i lavoratori bancari?


Gli accordi sindacali nel settore credito stipulati entro il 31/10/2011 hanno individuato nominalmente, circa 20.000 lavoratori che accederanno, secondo tempi programmati, al Fondo di Solidarietà o alle prestazioni pensionistiche.Il D.L. 210 del 6/12/2011 perpetuando una tradizione di barbarie giuridica ampiamente praticata dal precedente Governo  sembra aver annullato, con effetto retroattivo, per i lavoratori non ancora nel Fondo o in quiescenza, i diritti acquisiti in materia di accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà, di maturazione delle prestazioni pensionistiche, di modalità di calcolo della pensione.Tutti i piani industriali del settore, in questa ipotesi, subirebbero radicali cambiamenti con nuove gravissime tensioni occupazionali ed il rischio di attuazione della Legge nr. 223/91 sui licenziamenti collettivi.

Il Fondo di Solidarietà di settore, interamente autofinanziato e comparabile alla mobilità lunga verrebbe così totalmente discriminato rispetto agli ammortizzatori sociali degli altri settori produttivi.Ministra Fornero, per queste ragioni,  le chiediamo un gesto di radicale discontinuità con  una strategia del Governo precedente che nonostante l’apparente valorizzazione irrideva, invece,  gli accordi liberamente sottoscritti dalle Parti Sociali che sono sempre stati realizzati  nell’assoluto rispetto delle normative vigenti, ed i conseguenti diritti acquisiti.Le chiediamo, perentoriamente, un intervento eticamente giusto, giuridicamente corretto, politicamente responsabile in sintonia con i principi programmatici enunciati dal Governo Monti.Se così non fosse non esiteremmo a denunciare ai lavoratori bancari ed all’opinione pubblica gli effetti di devastazione sociale conseguenti a condotte politiche incuranti al bene comune.


LE SEGRETERIE NAZIONALI


DIRCREDITO -FABI-FIBA/CISL-FISAC CGIL-SINFUB-UGL-UILCA

sciopero  per l’intero pomeriggio della giornata lavorativa del 16 dicembre 2011
 

Adesione allo sciopero generale del 16 dicembre 2011 A integrazione della nostra precedente del 6 dicembre u.s., le scriventi OO.SS. confermano l’adesione allo sciopero generale proclamato dalle Confederazioni per il giorno 16 dicembre 2011. Lo sciopero sarà per l’intero pomeriggio della giornata lavorativa. Per i lavoratori in turno si devono intendere le ultime 2 ore e 15. Le Organizzazioni Sindacali garantiranno, a livello di ciascuna impresa il rispetto della disciplina vigente in materia di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, come previsto dagli accordi e dalle provvisorie regolamentazioni di settore.
Distinti saluti.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
DIRCREDITO – FABI – FIBA/CISL – FISAC/CGIL – SINFUB – UGL - UILCA

INPS

Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito


Messaggio n. 22673


OGGETTO: Prolungamento dell’intervento di tutela del reddito di cui all’art. 12 co. 5bis del decreto legge del 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e integrato dall’art. 1 comma 37, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.


L’articolo 12, comma 5, del decreto-legge31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge30 luglio 2010, n. 122 e integrato dall’articolo 1, comma 37, della legge13 dicembre 2010, n. 220 stabilisce che le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della entrata in vigore del decreto legge , continuano ad applicarsi, nel limite di 10.000 soggetti che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, alle seguenti categorie di lavoratori di cui alle lettere a), b) e c) del citato comma 5.  a. lavoratori collocati in mobilità ordinaria, su tutto il territorio nazionale, sulla base di
accordi stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b. ai lavoratori collocati in mobilità lunga, ai sensi delle leggi n.176/1998, n.81/2003 e n.296/2006, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010; c. ai lavoratori che al 31 maggio 2010 - data di entrata in vigore del decreto legge n.78 del 2010 - risultavano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà disettore. Relativamente alla lett. b), nel computo dei potenziali beneficiari vanno considerati anche i
lavoratori ultracinquantenni di cui all’art. 1 del Decreto legge 6 marzo 2006, n. 68 convertito, con modificazioni dalla legge 24 marzo 2006, n.127. Il successivo comma 5 bis dell’art. 12 della legge in argomento, introdotto dall’articolo 1, comma 37, della legge 13 dicembre 2010 n. 220, stabilisce che il Ministro del Lavoro e delle
Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, co.1, lett. a), del D. L. n. 185 del 2008, convertito in Legge n. 2 del 2009, può disporre, in deroga alla normativa vigente, in via alternativa a quanto previsto dal citato comma 5, per le medesime categorie di lavoratori la concessione del prolungamento dell'intervento di tutela del reddito. In tal senso sarà concesso il prolungamento dell’ intervento di tutela del reddito, con esclusione della contribuzione figurativa, in favore dei lavoratori che non rientrano nel
contingente delle 10.000 unità di cui all’art.12 comma 5 del citato decreto legge n.78 del 2010, ancorché maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011 e comunque entro il periodo di fruizione delle prestazioni di tutela del reddito . In particolare, il prolungamento sarà concesso per un numero di mensilità non superiore al periodo di tempo intercorrente tra la data computata con riferimento alle disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore
del citato decreto Legge n.78 del 2010 e la data della decorrenza del trattamento pensionistico computata sulla base di quanto stabilitodall’articolo 12 del medesimo decreto legge. Al riguardo, visti i dati del monitoraggio effettuato dall’Istituto, ai sensi dell’art. 12 co. 6, sulla base della data di cessazione del rapporto lavoro, delle domande di pensione dei lavoratori che intendono avvalersi della salvaguardia, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con decreto in corso di emanazione, concederà il prolungamento dell’intervento di tutela del reddito a tutti i lavoratori che si stima nell’anno 2011 non rientrino nel contingente di 10.000 unità di cui all’art. 12, comma 5. A seguito dell’individuazione nominativa dei lavoratori beneficiari, che è in corso di elaborazione, seguirà a breve apposito messaggio contenente istruzioni operative sulle modalità di pagamento.

Il Direttore Generale
Nori

News da Gruppo INTESA :Riforma pensioni: richiesta tutela per adesioni accordo 29 luglio
pubblicata da Sinfub il giorno venerdì 9 dicembre 2011 alle ore 13.28

Nell’incontro di martedì 6 dicembre abbiamo evidenziato la situazione di grave incertezza, che si è determinata per le uscite di personale previste dall’accordo del 29 luglio a seguito dell’annunciata riforma pensionistica dal Governo.

In tal senso si è avanzata alla Banca richiesta di garanzie rispetto alla validità dell’accordo o di affrontare con urgenza la questione, al fine di trovare le opportune soluzioni qualora gli effetti della riforma impattassero sulle condizioni economiche e sui requisiti in base ai quali i lavoratori hanno aderito al processo di uscita dal servizio. La Banca ha dichiarato che l’attuale indisponibilità del testo definitivo del Decreto impedisce di sapere se esiste una salvaguardia per accordi sottoscritti prima della riforma. L’Azienda si è comunque dimostrata disponibile a un incontro in tempi ristretti, al

massimo la prossima settimana, per affrontare la questione.La situazione di incertezza in cui si trovano i lavoratori che hanno avanzato domanda di uscita dal servizio è aggravata dall’attuale difficile situazione economica che investe il

Paese e il nostro settore, quindi riteniamo che debba essere posta particolare attenzione alla loro situazione da parte della Banca e delle Istituzioni. Ci stiamo impegnando a ogni livello, unitamente alle Segreterie Nazionali, per ottenere

le più ampie garanzie a favore delle lavoratrici e dei lavoratori, sottolineando come la riforma è stata presentata successivamente alla sottoscrizione e alla presentazione delle domande.L’Azienda ha manifestato l’intenzione di porre in atto analoga azione di sensibilizzazione nelle sedi opportune.

Milano, 6 dicembre 2011

DELEGAZIONI TRATTANTI

Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - SINFUB - Ugl – Uilca

Accordo per la confluenza degli/delle aderenti al «Fondo Pensione F.A.P.A.» nel “Fondo Pensione di Gruppo UniCredit”

Informiamo i Colleghi e le Colleghe aderenti al Fondo F.A.P.A. che, venerdì scorso, 2 dicembre 2011, la Delegazione delle OO.SS. di Gruppo ha raggiungo con le Aziende di UniCredit l’accordo per il trasferimento di tutte le posizioni previdenziali maturate dagli iscritti al F.A.P.A. - Fondo Aggiuntivo di Previdenza Aziendale per il Personale dipendente di UC.C.M.B. e di altre società facenti parte del Gruppo nella Sezione II del Fondo Pensione di Gruppo UniCredit. Tale accordo scaturisce da una specifica formale richiesta del 3 novembre scorso pervenutaci dal Presidente del Fondo F.A.P.A. e supportata dal parere favorevole dell’Assemblea dei soci dello stesso Fondo, svoltasi il 25 ottobre 2011. L’elemento fondamentale che caratterizza tale confluenza è la sostanziale conferma, a livello di singolo/a aderente, di tutte le previsioni e caratteristiche individuali già in essere presso il Fondo F.A.P.A., sia in termini di qualifiche (iscritto “ante” o “post”), che di diritti, di contribuzioni e di prestazioni, ma con l’aggiunta – per un terzo degli iscritti - di concreti miglioramenti (aumento dal 2 al 3% del contributo a carico del datore di lavoro in favore degli iscritti “post”, ancorché contemperato dalla modifica neicosti/prestazioni riguardanti la copertura per premorienza ed invalidità). Nei prossimi giorni provvederemo a convocare in assemblea i Lavoratori e le Lavoratrici interessati all’accordo per discutere sui contenuti della stessa.

I contenuti dell’Intesa 2 dicembre 2011: A partire dall’1.01.2012, a favore di ciascun iscritto/a al Fondo F.A.P.A. (tutti i

Lavoratori in servizio, gli “esodati” ed i pensionati che hanno mantenuto attiva la loro posizione nel Fondo) sarà aperta una specifica posizione personale previdenziale a capitalizzazione individuale nella Sezione II del Fondo Pensione di Gruppo UniCredit. Al riguardo, tenendo presente che nel Fondo Pensione di Gruppo è operativa la possibilità di allocare la propria posizione personale in diversi comparti, ciascun iscritto/a potrà scegliere come collocare la propria posizione previdenziale individuale, suddividendola in non più di due comparti, optando fra quello cosiddetto “garantito”, di tipo

assicurativo ed uno dei tre previsti dalla “Gestione Multicomparto (a 3, 10 e 15 anni) del Fondo di Gruppo (nel caso di scelta per un mix di due comparti, si deve considerare che lo zainetto accumulato al 31.12.2011 dovrà essere destinato al comparto “garanzia”, di tipo assicurativo per evitare negative conseguenze di tipo fiscale e che solo i futuri flussi

potranno essere collocati in un comparto di tipo diverso). Nella nuova posizione individuale accesa presso il Fondo Pensione di Gruppo affluirà, a partire da gennaio 2012, quanto segue:

· CONTRIBUZIONE DEL DATORE DI LAVORO = riconosciuta nelle stesse misure e modalità di quanto già previsto nel Fondo F.A.P.A. per gli iscritti “ante” (aliquota del 2,30%); aumentata, con decorrenza dall’1.01.2012, dal 2 al 3% a favore degli iscritti “post” (vale a dire di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici che risultano aderenti ad una forma di previdenza complementare solo dopo il 28.04.1993).

· CONTRIBUZIONE DEL LAVORATORE/LAVORATRICE = nelle misure già previste presso il Fondo F.A.P.A. (tenendo conto della possibilità di variare il proprio contributo per l’anno 2012 con le modalità consuete).

· T.F.R. MATURANDO DA 1.01.2012 = nelle stesse misure e modalità già destinate presso il Fondo F.A.P.A., ferme le previsioni di legge per coloro che non avessero ancora conferito, anche parzialmente, il TFR a previdenza complementare. Il trasferimento dello “zainetto” accumulato al 31.12.2011 presso il Fondo F.A.P.A. sarà effettuato nel comparto “garantito”, di tipo assicurativo, del Fondo Pensione di Gruppo (operazione che si realizzerà previa liquidazione, a dicembre 2011, delle quote F.A.P.A. collegate alla Polizza Fondiaria-SAI e riacquisto, a gennaio 2012, di

quote del «comparto garantito» del Fondo di Gruppo, gestito attraverso una convenzione assicurativa con Allianz S.p.A.). Per quanto concerne la regolamentazione delle PRESTAZIONI (compresa la possibilità per gli iscritti “ante” di farsi liquidare alla cessazione dal lavoro con diritto alla pensione l’intera prestazione sotto forma di rendita o di capitale), delle ANTICIPAZIONI sulla posizione previdenziale maturata (compresa la possibilità di ripristino delle stesse) e dei RISCATTI, sottolineiamo che, a norma di legge, nulla verrà a cambiare con la confluenza nel Fondo Pensione di Gruppo: tutto rimane negli stessi termini di quanto già previsto nel Fondo F.A.P.A. Nota Bene sull’assicurazione in caso di Premorienza / Invalidità. gli iscritti “ante” verrà mantenuta anche nel Fondo Pensione di Gruppo la copertura già in atto presso il Fondo F.A.P.A. in materia di premorienza ed invalidità permanente (il cui onere è a carico del datore di lavoro e la copertura fino alla data della maturazione del diritto alla pensione). ? Agli iscritti ”post” si applicherà, invece, in caso di premorienza per qualsiasi causa e d’invalidità permanente che pregiudichi la possibilità di continuare a lavorare, la copertura

assicurativa T.C.M. presente nel Fondo di Gruppo per tutti gli iscritti “post” alla Sezione II (che copre solo fino al 20° anno di contribuzione ed il cui onere è a carico di ogni singolo/a partecipante, con un costo massimo di circa lo 0,20%).

Nel considerare l’Accordo di confluenza 2.12.2011 la soluzione più valida ed idonea per continuare a garantire agli iscritti/e al Fondo F.A.P.A. la migliore tutela previdenziale possibile, restiamo impegnati - ai vari livelli - per fornire, non solo in assemblea, ogni informazione ed indicazione ritenuta utile ed opportuna a far sì che ciascun/a aderente al

Fondo F.A.P.A. sia in grado di effettuare - nella fase di passaggio - una scelta trasparente e consapevole.

Milano, 5 dicembre 2011

Le Segreterie di Gruppo UniCredit

Dircredito - FABI - Fiba/CISL - Fisac/CCGIL - SINFUB - UGL/Credito - UILCA

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Fondo di Previdenza “Gino Caccianiga”: ripristinata la “governance” e adeguate le “fonti istitutive”.

 

Informiamo i Colleghi e le Colleghe aderenti al Fondo di Previdenza “Gino Caccianiga” che, venerdì scorso, 2 dicembre 2011, la Delegazione delle OO.SS. di   Gruppo ha sottoscritto con le Aziende di UniCredit un Verbale d’Accordo che sblocca la situazione di stallo in cui si trovava il Fondo Pensione dei Lavoratori ex-Cassamarca, adeguando le fonti istitutive alla modificata struttura aziendale, realizzatasi da S3 in poi. Facendo riferimento ai contenuti della lettera della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) del 28.10.2011 al Fondo di Previdenza “Gino Caccianiga”

(resa nota ad UniCredit ed alle OO.SS. di Gruppo con comunicazione del 9.11.2011 ed allegata al Verbale 2.12.2011, quale parte integrante dell’accordo), le Parti - restando impregiudicate le rispettive posizioni nel merito delle modifiche statutarie ritenute più opportune - si sono limitate a recepire quanto disposto dall’Organismo regolatore e di vigilanza in materia di previdenza complementare relativamente alle “fonti istitutive di cui all’art.4 dello Statuto del Fondo”.

Poiché sulla materia le delibere e le comunicazioni della COVIP hanno forza di legge, il recepimento della delibera era ormai imprescindibile e non più rinviabile. In tal senso, l’art.2 del Verbale d’Accordo riporta la nuova formulazione degli art.4, 7, lettera m) e 14, ultimo comma, dello Statuto del Fondo, che individua le nuove fonti istitutive con “UniCredit S.p.A. e le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori del Gruppo, l’Associazione Pensionati Cassamarca e la Commissione Amministratrice del Fondo”. L’art.4 del Verbale d’Accordo sottolinea la volontà delle Parti di proseguire i lavori

della Commissione Tecnica Centrale sulla Previdenza Complementare al fine di predisporre le ulteriori modifiche statutarie da proporre agli Organismi del Fondo. Con la dichiarazione finale inserita nel testo dell’accordo, l’Azienda si è

impegnata al ripristino dell’assetto originario della “governance” del Fondo. Riteniamo che, in una situazione in cui i rapporti fra le Parti si erano fortemente deteriorati (ricordiamo, ad es. la minaccia aziendale di recesso dagli accordi istitutivi in mancanza della sottoscrizione integrale di tutte le modifiche statutarie da lei proposte), l’intesa raggiunta venerdì scorso costituisca un risultato molto positivo.

Milano, 5 dicembre 2011

Le Segreterie di Gruppo UniCredit

Dircredito - FABI - Fiba/CISL - Fisac/CGIL - SINFUB - UGL/Credito - UILCA

In quali tempi si prescrive il diritto alla qualifica superiore?

Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il periodo previsto dalla legge; così stabilisce il codice civile. Recentemente la Corte di Cassazione si è pronunciata in ordine alla prescrizione del diritto alla qualifica superiore.

Sempre il codice civile prevede infatti che, in caso di svolgimento, per un periodo di oltre tre mesi, di mansioni superiori rispetto a quelle per cui il lavoratore è stato assunto (o a lui successivamente assegnate), il lavoratore acquisisce, in via definitiva, il diritto allo svolgimento di tali mansioni superiori ed al relativo trattamento economico, sempre che tale assegnazione non sia dovuta alla necessità di sostituire un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto (ad esempio perché malato, o in ferie).

Può però accadere che il lavoratore, pur adibito per oltre tre mesi a mansioni superiori, venga poi nuovamente assegnato alla mansione (inferiore) che aveva prima. In questo caso, il lavoratore avrebbe diritto a rivendicare il suo diritto a mantenere, in via definitiva, la mansione superiore, cui spesso si accompagna anche un miglior trattamento economico.

Ma cosa accade se, per quieto vivere o per altri motivi il lavoratore dovesse decidere, temporaneamente, di tacere, salvo poi avanzare successivamente tali rivendicazioni, magari ad anni di distanza?

Secondo il più recente insegnamento della Suprema Corte (sentenza n. 10832 del 19 ottobre 1998), non esiste un <> soggetto ai termini di prescrizione. Infatti, una volta che il lavoratore abbia svolto per oltre tre mesi mansioni di carattere superiore, lo stesso acquisisce, in via definitiva, il diritto a continuare a svolgere tali mansioni, diritto che quindi permane anche se, di fatto, negli anni successivi al lavoratore stesso non venga consentito l’esercizio di tali mansioni (superiori). In particolare, il fatto che al lavoratore vengano nuovamente assegnate mansioni inferiori, non può essere considerato come un tacito accordo, tra lavoratore e datore di lavoro, con cui venga stabilita la rinuncia al diritto allo svolgimento di mansioni superiori; più precisamente, un simile patto, se anche vi fosse, non avrebbe alcun valore, dal momento che l’ultimo comma dell’art. 2103 c.c. precisa che ogni accordo contrario a quanto previsto da tale norma di legge è nullo.

In definitiva, il lavoratore che abbia maturato, per il decorso del termine legale, il diritto allo svolgimento di mansioni superiori, può agire in giudizio per rivendicare tale diritto in qualsiasi momento.

Ne consegue, dunque, che una volta che l’esistenza di tale diritto sia stata accertata, al lavoratore dovranno essere attribuite, per il futuro, le mansioni a lui spettanti ed il relativo trattamento economico.

Per quanto riguarda, invece, il passato, il lavoratore potrà rivendicare le differenze retributive a lui spettanti (ovvero la differenza tra quanto da lui percepito a tutolo di retribuzione e quanto avrebbe dovuto essergli corrisposto se avesse svolto le mansioni superiori), ma con il limite della prescrizione quinquennale.

La legge stabilisce, infatti, che i crediti per lavoro subordinato si prescrivono in cinque anni, e tale regola è applicabile anche al caso in esame. Quindi, una tardiva rivendicazione del diritto alla qualifica superiore avrà, come effetto, quello di comportare, di fatto, una rinuncia alle differenze retributive maturate nel periodo antecedente all’ultimo quinquennio.

La Segreteria Provinciale di Foggia è Tua disposizione per assistenza sul riconoscimento di mansioni superiori attraverso il nostro servizio di tutela legale Gratuito per gli iscritti SINFUB.Contattaci a questo indirizzo      sinfubpuglia@gmail.com

Mille esuberi per ridurre il personale a 13mila unita' entro il 2014 e stop all'apertura di 40 delle 50 nuove filiali previste entro il 2013. Questi numeri, secondo i sindacati, del piano di ristrutturazione presentato oggi dalla Bnl la banca del gruppo Bnp Paribas. Un progetto, affermano le segreterie aziendali dei sindacati Fabi, Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca, Dircredito e Sinfub, che "contraddice" il piano 2010-2012 della banca di via Veneto e "le rassicurazioni fornite pubblicamente dai vertici aziendali sulla stabilita' della banca e sulle sue prospettive di sviluppo". Contenimento dei costi, presidio del rischio e focalizzazione delle strutture di business della banca nel quadro di un peggioramento delle aspettative economiche sono le indicazioni date dall'istituto che pensa di intervenire con pensionamenti e un piano di esodi e con un menu' che prevede anche mobilita' geografica e funzionale. La trattativa che si dovra' chiudere entro meta' gennaio si apre dal punto di vista dei sindacati su una base di "profonda distanza" con la banca.

Dipartimento Prevenzione SPESAL ASL FG CentroPrevenzione, Diagnosi, Cura Malattie da Stress e Disadattamento Lavorativo

 

P.zza Pavoncelli, 11 71100 Foggia

0881732943

Lunedì, Mercoledì e Venerdì 9.00 - 12.00 Segreteria: 0881732915

Responsabile : Dr. Ottavio Sacco , neurol.-psicoterapeuta-med.del lav.comp. Collaboratori : Dr.ssa Marisa Cristino, psicologa Dr.ssa D. Cataldo

 

Segreteria : ass. san. Antonella De Biase

 

Il Centro (dipartimentale per tutta l'asl/FG) è all'interno del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell'ASLFG; svolge interventi di prevenzione, diagnosi e trattamento del disagio psicosociale lavorativo.

Il Centro riceve pazienti provenienti da tutta Italia. Tempo di attesa per il primo appuntamento: al massimo un mese. Si accede tramite impegnativa del medico di base

In data 24 novembre u.s., dopo un lungo e travagliato confronto, è stato raggiunto un accordo con Equitalia Holding mirato a modificare l’attuale regolamento del Fondo di previdenza esattoriali. Il Fondo di settore, allo stato attuale ancora in vigore, è gestito in forma separata dall’INPS e dovrebbe garantire prestazioni integrative – in forma di rendita e di capitale – a quelle previste dall’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria). Il Fondo è finanziato con una contribuzion obbligatoria complessiva del 5.5% della retribuzione annua (di cui il 3.3% a carico dell’azienda e il 2.2% a carico del lavoratori). Di fatto, ormai da molto tempo, a seguito delle varie riforme pensionistiche dell’AGO, l’integrazione prevista dal Fondo nazionale di settore viene riconosciuta  a pochissimi iscritti, e tutti e solamente di grado molto elevato.

Il progetto di riforma previsto dall’accordo firmato venerdì scorso intende superare il sistema di determinazione delle prestazioni secondo il modello tecnico finanziario della prestazione definita della ripartizione, fissando nuove regole secondo il sistema tecnico finanziario della contribuzione definita e della capitalizzazione dei contributi versati dagli iscritti, così come previsto dal nuovo meccanismo attualmente vigente (C.d. sistema contributivo), in maniera da assicurare a tutti gli iscritti una prestazione esclusivamente in forma di erogazione di una pensione aggiuntiva a quella

dell’AGO. Altro obiettivo sindacale raggiunto con l’accordo è l’obbligatorietà di iscrizione al fondo di tutti coloro che esercitano l’attività lavorativa all’interno del settore della riscossione. Ne consegue che dovranno essere iscritti anche i lavoratori di Equitalia servizi, di Equitalia giustizia, e di Equitalia Holding oggi esclusi. Le OO.SS., unitamente a controparte, hanno redatto un verbale, insieme ad una bozza di articolato contenente le principali linee guida del progetto di riforma che intendono inviare agli attori istituzionali interessati (MEF, Ministero del Lavoro, Ragioneria dello Stato, INPS) affinché i medesimi attori possano sottoporle alle eventuali necessarie revisioni. Ciò al fine di

pervenire alla definitiva approvazione della riforma da parte del legislatore; ricordiamo a tutti i lavoratori che infatti le regole del Fondo, essendo esso stato istituito per legge, potranno essere modificate solamente tramite lo strumento legislativo. Comunichiamo altresì che gli articolati, che comunque inviamo allegati alla presente comunicazione, sono consultabili dai colleghi sui siti internet delle OO.SS. Nel corso della riunione Equitalia Holding ha anche dichiarato di essere pronta a discutere il nuovo sistema incentivante e di volere affrontare il problema dei fondi esuberi in occasione del prossimo incontro che avverrà il 30 novembre c.m. Vi terremo informati sugli ulteriori sviluppi.

SNALEC SINFUB

UNICREDIT GROUP PIANO INDUSTRIALE 2010-2015

Nei giorni 23 e 24 novembre i Segretari Generali, le Segreterie Nazionali e le Delegazioni di  gruppo delle scriventi OO.SS. hanno incontrato l’Amministratore Delegato Ghizzoni, il Responsabile delle attività italiane Piccini, e il Capo del Personale Cornetta, per un approfondimento in merito al nuovo Piano Industriale approvato nei giorni scorsi dal CDA, con particolare riferimento a quanto previsto per il perimetro Italia. L’azienda ha prima illustrato il negativo andamento del bilancio del gruppo (in particolare per le attività italiane), nonché le ragioni dell’aumento di capitale. Successivamente ha precisato quali siano le iniziative e gli investimenti previsti per rilanciare le attività italiane, dichiarando la volontà di svilupparsi essenzialmente come banca commerciale. Infine ha esplicitato l’esigenza di procedere ad una ulteriore riduzione dei costi, rispetto a quanto già previsto dai precedenti piani, intervenendo sia sui costi generali (- 440 milioni di euro a termine Piano) che sui costi del personale. A tale riguardo è prevista la fuoriuscita di 3.500 persone, da

realizzarsi entro il 2015 (aggiuntivi a quanto previsto dai precedenti piani); la platea comprende esclusivamente dipendenti che hanno già maturato, o matureranno entro tale scadenza, il diritto alla pensione. Le OOSS hanno evidenziato come il negativo andamento dei conti aziendali sia da ascriversi non solo alla crisi economica e dei mercati da tempo in atto, ma anche a scelte manageriali sbagliate effettuate negli anni scorsi, scelte che le OOSS avevano ripetutamente criticato, pur rimanendo tale critica inascoltata. Le responsabilità del management rispetto a questa situazione sono quindi particolarmente rilevanti e, dunque, non possono solo essere i lavoratori e le lavoratrici a pagare i costi del necessario aggiustamento dei conti aziendali. I piani di rilancio che sono stati annunciati dovranno essere effettivamente realizzati, dando sostegno alle imprese meritevoli, e le sinergie e le efficienze previste dovranno diventare operative. La riduzione dei costi dovrà avvenire intervenendo in primo luogo:

- sui numeri e sui trattamenti economici/ benefit del top management; - sulla spropositata e inefficiente struttura di governo, a vantaggio delle realtà a contatto con il cliente; - sui sistemi incentivanti; - sull’esorbitante numero delle consulenze; - sugli appalti. Le decisioni che saranno adottate dovranno essere improntate ad equità e rigore, che

consideriamo pre-requisiti rispetto all’ apertura del confronto sul Piano Industriale. Tali criteri dovranno poi trovare concreta realizzazione attraverso la definizione di norme certe, trasparenti ed esigibili. La riduzione del personale non potrà che avvenire su base volontaria, in linea con quanto è sempre accaduto all’interno di UniCredit, e dovrà accompagnarsi ad un congruo numero di assunzioni di giovani, nonché alla stabilizzazione dei molti precari. Ciò a sostegno sia della ripresa delle attività del gruppo che come necessario contributo alla riduzione della enorme disoccupazione giovanile oggi presente nel paese. Inoltre, l’impegno dei colleghi dovrà trovare – a breve - significativi riconoscimenti, attraverso la previsione del premio aziendale per tutti i lavoratori del gruppo, e la definizione di una coerente struttura degli inquadramenti all’interno di UniCredit Spa. Le OOSS hanno nuovamente espresso netta contrarietà ai processi di esternalizzazione che possano riguardare attività e dipendenti del gruppo. A questo

proposito, l’Amministratore Delegato ha comunicato il rinvio a febbraio 2012 dell’operazione riguardante HR SSC garantendo a tutti (compresi i neo assunti) l’applicazione del CCNL del Credito. Abbiamo poi rimarcato la complessità del momento, segnata dall’incertezza circa l’evoluzione del sistema previdenziale e dai possibili sviluppi della trattativa per il rinnovo del CCNL. Nei prossimi giorni faremo gli approfondimenti necessari sul Piano Industriale che ci è stato

illustrato, al fine di individuare le modalità di prosecuzione del confronto, aperto formalmente il 24 novembre, con l’avvio della procedura contrattualmente prevista.

Le Delegazioni Sindacali di Gruppo UNICREDIT

SINFUB

Era il 10 giugno scorso quando il GRUPPO UBI presentava ai mercati ed alle parti sindacali il Piano Industriale 2011-2015, da allora si è sviluppata la prevista procedura di legge con le OO.SS., oggi ancora aperta. Dopo nemmeno cinque mesi tutto cambia e lo scenario per il GRUPPO UBI varia in modo considerevole. Il 14 novembre l’azienda ufficializza quattro importanti novità:

1. BANCA 24/7 verrà fusa per incorporazione in UBI Banca mentre le attività relative alla “cessione del quinto” verranno conferite a Prestitalia. Colleghi coinvolti: circa 300. Tempistica: secondo trimestre 2012.2. BANCA SAN GIORGIO verrà fusa per incorporazione in BRE creando un “polo nord occidentale”. Colleghi coinvolti: circa 400. Tempistica: luglio 2012.3. CENTROBANCA verrà fusa per incorporazione in UBI Banca. Colleghi coinvolti: circa 300. Tempistica: fine 2012/inizio 2013.4. “LARGE CORPORATE e INVESTMENT BANKING” verrà creata una nuova Divisione in Ubi Banca per la gestione della clientela corporate di grandi dimensioni. Colleghi coinvolti e tempistiche: tutte da chiarire.

Nonostante non si sia ancora entrati nel merito della discussione sui temi caldi del Piano presentato a giugno (Mass Market Team, Sviluppatori, 1.000 esuberi, ecc…) le prospettive organizzative per il Gruppo vengono completamente riviste. Perché dopo nemmeno 5 mesi il Piano Industriale è stato stravolto? Colpa di una palese incapacità di programmazione oppure le recenti “visite” di Bankitalia hanno lasciato il segno? E’ ovvio che alla ripresa della trattativa, prevista per inizio dicembre, la discussione dovrà essere impostata a 360° in merito a tutte le questioni che caratterizzano il GRUPPO UBI.

DIRCREDITO – FABI – FIBA/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL – SINFUB – UGL

 

Bnl: prevede 1000 esuberi in due anni, stop apertura 40 nuove filiali


 Mille esuberi per ridurre il personale a 13mila unita' entro il 2014 e stop all'apertura di 40 delle 50 nuove filiali previste entro il 2013. Questi numeri, del piano di ristrutturazione presentato oggi dalla Bnl la banca del gruppo Bnp Paribas. Un progetto, affermano le segreterie aziendali dei sindacati   Fabi, Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca, Dircredito e SINFUB, che "contraddice" il piano 2010-2012 della banca di via Veneto e "le rassicurazioni fornite pubblicamente dai vertici aziendali sulla stabilita' della banca e sulle sue prospettive di sviluppo". Contenimento dei costi, presidio del rischio e focalizzazione delle strutture di business della banca nel quadro di un peggioramento delle aspettative economiche sono le indicazioni date dall'istituto che pensa di intervenire con pensionamenti e un piano di esodi e con un menu' che prevede anche mobilita' geografica e funzionale. La trattativa che si dovra' chiudere entro meta' gennaio si apre dal punto di vista dei sindacati su una base di "profonda distanza" con la banca.

CASSA SANITARIA BNL : ANCORA STRUMENTALIZZAZIONI

Continua, soprattutto sulla piazza di Roma una campagna di mistificazione, disinformazione, discredito e sfrenato populismo. Si tratta di un’attività che in occasione di particolari scadenze diventa frenetica, e mascherandosi maldestramente da informazione, rende un pessimo servizio a tutti. Anche questa volta sono stati disseminati furtivamente comunicati anonimi, senza avere il coraggio di “metterci la faccia”. In questo contesto troviamo originale parlare di fughe di notizie, avvalersene e poi vantarsene. Le “gole profonde” hanno sempre interessi che difficilmente corrispondono con quelli della collettività Non rispondiamo a questa girandola di comunicati che, con sospetto tempismo diffondono notizie abilmente selezionate, travestite da obiettività che, al contrario, sono sfacciatamente di parte, forniamo, invece, alcuni elementi su cui tutte le lavoratrici ed i lavoratori possono riflettere e farsi una propria autonoma opinione.Comitato di Gestione In base allo Statuto della Cassa Sanitaria, approvato dagli iscritti tramite referendum, il Comitato di Gestione, composto pariteticamente da Consiglieri democraticamente eletti e da Consiglieri nominati dalla Banca, è l’unico Organo che ha le competenze e la prerogativa di deliberare sulla polizza sanitaria, con la maggioranza qualificata di 3/4 del Comitato stesso. In questa delicata fase, i Consiglieri eletti hanno il compito di orientare le scelte dell’intero Comitato per fare prevalere gli interessi collettivi a tutela di tutti i lavoratori, evitando logiche corporative e di parte. Unisalute ed RBM Forniamo alcuni dati rilevati dal “rapporto Ania raccolta premi 2010” sulle due società che hanno presentato offerta, al fine di facilitare una valutazione sullo standing delle due controparti: • Unisalute fa parte del Gruppo Unipol ed è il secondo player nazionale del settore Salute con una raccolta premi di oltre 332 milioni di euro. • RBM Salute, che è stata venduta dalla DKV circa 2 anni fa ad alcuni investitori privati, ha una raccolta premi di circa 37 milioni di euro ed è al diciottesimo posto delle società nazionali operanti nel ramo Salute. Fonti IstitutiveLe Fonti Istitutive non devono e non possono sponsorizzare polizze e “schierarsi” in maniera preconcetta a favore dell’uno o dell’altro dei 2 concorrenti. Meraviglia l’affaticarsi degli estensori dei suddetti comunicati intorno all’unica alternativa che si è proposta in sede di ricerca di mercato (con tempi e orari definiti). Spetta, invece, alle Fonti Istitutive individuare e perseguire le opzioni strategiche di fondo su cui la Cassa è stata costituita, verificare che la gestione sia in sintonia con i valori condivisi, nel rispetto delle autonomie degli organismi democratici regolarmente eletti. Rispetto del c.d. Decreto Sacconi L’attuale Polizza, inserendo le cure dentarie anche nell’opzione “Base” ha rispettato la normativa a margine che ha imposto di destinare il 20% dei propri fondi all’erogazione di prestazioni prestabilite (odontoiatria, assistenza ai non autosufficienti). Ciò ha consentito di mantenere il trattamento fiscale agevolato, previsto per i premi versati sia dal datore di lavoro che dagli assicurati che altrimenti sarebbero stati assimilati al reddito da lavoro e conseguentemente tassati. Le scelte che il Comitato è chiamato ad effettuare dovranno consentire il rispetto del suddetto vincolo di destinazione.Franchigie, plafonature e sottomassimali Sono strumenti che le Assicurazioni usano per ridurre i premi e limitare i rimborsi e, quindi, rendere meno onerose le prestazioni assicurative. Stranamente gli estensori dei suddetti comunicati non hanno mai citato o preso in considerazione questo aspetto. La presenza di tali meccanismi per i ricoveri e per gli interventi chirurgici più comuni sia in rete che fuori rete, trasformerebbe la nostra polizza, che attualmente copre una vasta gamma di interventi senza l’applicazione di sotto limiti differenziati, in una polizza che copre nella sostanza solo i “grandi rischi”. Le ultime vergognose illazioni distribuite questa mattina saranno oggetto di valutazione da parte della Cassa Sanitaria al fine di dare mandato ai propri legali per sporgere querela contro ignoti. Dal punto di vista politico, registriamo la solita attività torbida che certifica l’assenza di statura morale e di ruolo politico chi scrive queste nefandezze. D’altra parte se questi “scribacchini da strapazzo” avessero elementi di valore penale, allora abbiano il coraggio di denunciare i fatti nelle sedi giuridiche opportune, altrimenti rientrino in un più dignitoso silenzio. La strategia dell’anonimato fa parte di una strategia vigliacca a cui abbiamo già assistito in passato ed a cui la Cassa Sanitaria ha risposto con una denuncia per diffamazione nei confronti di due sindacalisti della Falcri. Le valutazioni sulle futura Polizza, di pertinenza del Comitato, saranno effettuate con competenza e senza alcuno spirito di parte. Partigianeria che, invece, ha animato i 249 colleghi ad intentare una causa contro la Cassa e contro la Banca. Ci è giunta notizia che il giudice ha valutato prive di fondamento le pretese di chi ha strumentalizzato la buona fede dei suddetti colleghi. Ovviamente, i ben informati di cui sopra hanno accuratamente evitato di renderlo noto !! Siamo fiduciosi che il Comitato di Gestione della Cassa, nonostante la confusione e le pressioni artatamente sollevate, stia svolgendo il suo lavoro con imparzialità e serenità.

Roma, 21 novembre 2011

Segreterie di Coordinamento Nazionale

DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL    SINFUB    UILCA

Banca Nazionale del Lavoro

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Il 17 novembre il Comitato Aziendale Europeo (CAE) di BNP Paribas, riunito a Bruxelles in sessione plenaria ha incontrato il CEO, Baudouin Prot ed il Responsabile Risorse Umane del Gruppo, Frédéric Lavenir. Durante la riunione i vertici di BNPP hanno comunicato il nuovo piano di ristrutturazione delle Divisioni Investment Partners (IP) e Corporate & Investment

Banking (CIB) che prevede una riduzione di personale di circa 1.700 risorse, di cui 950 in Europa, e 750 nel resto del mondo. Il piano di riduzione di personale in CIB è conseguente alla contrazione del 40% dei ricavi registrata nel terzo trimestre 2011. In Europa i Paesi maggiormente coinvolti sono Francia, Regno Unito e Grecia; in quest’ultimo Paese BNPP intende chiudere definitivamente alcune attività e licenziare oltre 100 dipendenti. Il CAE ha espresso la ferma condanna delle decisioni annunciate dai vertici del Gruppo, in particolare della dismissione delle attività in Grecia, tenuto conto delle forti tensioni sociali e delle difficoltà in cui versa il Paese. Il Comitato Aziendale Europeo ha voluto, inoltre, testimoniare la

propria solidarietà ai colleghi greci ed il sostegno nella trattativa che si aprirà con i vertici aziendali locali eleggendo il rappresentante sindacale della Grecia nell’esecutivo dello stesso CAE. Le preannunciate ristrutturazioni di IP e CIB riguarderanno anche l’Italia, anche se al momento non sono stati precisati né in quali società dovrebbero realizzarsi (BNPP Milano e/o BNL), né il numero di lavoratori coinvolti. Nel tentativo di fronteggiare le pesanti difficoltà prodotte dalla grave crisi finanziaria, infatti, tutte le principali banche nazionali stanno rivedendo i propri piani al fine di riposizionare le strategie aziendali. Anche BNL ha oggi formalmente comunicato alle sottoscritte OO.SS., avviando la procedura contrattualmente prevista, la volontà di realizzare un programma di riorganizzazione incentrato soprattutto sul contenimento dei costi con conseguente riduzione di personale. L’obiettivo dichiarato della Banca è quello di garantire il “rigoroso contenimento dei costi”, un’efficace presidio del rischio e la focalizzazione delle strutture operative e di business, in un deteriorato quadro generale, caratterizzato da un repentino peggioramento delle aspettative economiche. La riorganizzazione prevista dalla Banca ridimensiona il piano di aperture di nuove agenzie, investe tutti gli ambiti sia di rete (Retail, Corporate, Pac e Rischi) che di DG (IT e Functions) con una conseguente, non ancora quantificata, “eccedenza di personale su tutto il territorio nazionale”. Per contenere gli effetti negativi sull’occupazione l’Azienda ritiene indispensabile predisporre anche un piano di mobilità territoriale e di riqualificazione professionale, accompagnata dai necessari interventi formativi. Le Segreterie dell’Intersas nazionale, consapevoli delle ricadute che la grave crisi economico-finanziaria sta producendo nel mondo del lavoro, nell’affrontare un serrato confronto con l’Azienda intendono:

1) richiedere garanzie in ordine agli investimenti del Gruppo BNPP in Italia che consentano di realizzare adeguati piani di sviluppo, necessario presupposto per affrontare e superare l’attuale fase di crisi;

2) definire un concreto e reale piano di eliminazione degli sprechi ai quali stiamo assistendo anche in questo difficile momento e che vanno dalle inutili, talvolta dannose, ma sempre costosissime consulenze esterne, al contenimento di consistenti premi e super bonus ai Manager;

3) garantire la valorizzazione delle professionalità già presenti in BNL, senza dover ricorrere alla spasmodica ricerca di risorse c.d. “esperenziate” dall’esterno;

4) verificare le compatibilità sociali degli interventi individuati dall’Azienda;

5) proporre strumenti e soluzioni che riducano al minimo gli impatti occupazionali e le conseguenze che il piano presentato produrrebbe sui lavoratori e sulle lavoratrici. L’ Intersas Nazionale, che inizierà un difficile e complesso confronto con

l’Azienda a partire dal prossimo 22 novembre, assicura il massimo impegno a garanzia della tutela della dignità e della professionalità di tutti i lavoratori e le lavoratrici BNL. Pertanto tutti i colleghi e le colleghe sono invitati a seguire con la massima attenzione e partecipazione l’andamento della trattativa sulla quale le scriventi OO.SS. forniranno tempestiva e adeguata informazione.

Segreterie di Coordinamento Nazionale

DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL SINFUB UILCA

Banca Nazionale del Lavoro

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Da alcuni giorni si stanno rincorrendo confusamente notizie circa eventuali nuovi assetti organizzativi dell’azienda. Sono notizie provenienti da ambiti aziendali e che creano nelle colleghe e nei colleghi incertezza, apprensione e disorientamento. In un contesto economico di grande complessità e nella fase più delicata che il mondo del credito abbia mai conosciuto, il Sindacato ritiene che in BNL non ci sia
bisogno, anzi siano da evitare, voci incontrollate. Le scriventi OO.SS sono state informate sul contesto nel quale il gruppo BNPP si sta muovendo e sugli scenari di riposizionamento nei vari paesi europei dove il gruppo è presente, in occasione della recente riunione del Comitato Esecutivo del CAE e lo saranno in maniera ancora più dettagliata nella sessione plenaria che si svolgerà giovedì prossimo,17 novembre a Bruxelles. Le scriventi OO.SS seguiranno l’evolversi della situazione, impegneranno l’azienda in un serrato confronto sull’evoluzione del modello organizzativo e provvederanno ad informare tempestivamente tutti i colleghi e le colleghe sulle ricadute che potrebbero prodursi sulla vita del personale di BNL.


Roma, 11 novembre 2011
Segreterie di Coordinamento Nazionale
DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL   SINFUB   UILCA
Banca Nazionale del Lavoro

ACCENTRARE LAVORAZIONI MANTENERE OCCUPAZIONE E RADICAMENTO NEL TERRITORIO E’ UNA STRADA POSSIBILE


L’8 novembre 2011 è stato sottoscritto l’accordo sul Progetto di razionalizzazione dei back office del Gruppo Bper riguardante:
· Il processo di accentramento di attività da Meliorbanca e dalla Banca Popolare del Mezzogiorno in Bper Services; · La creazione di nuove unità organizzative di Bper sulla piazza di Milano e di una nuova Filiale di Bper Services a Matera; · L’esternalizzazione di attività (lavorazione assegni esteri e incassi elettronici dell’Ufficio Merci, lavorazioni esecutive e di data entry dell’ufficio centro incassi). Il progetto coinvolgerà 21 colleghi della Banca Popolare del Mezzogiorno,16 colleghi di Meliorbanca e 10 colleghi di BPER SERVICES, per i quali è previsto o il distacco in BPER e in BPER SERVICES o la riqualificazione professionale nelle aziende di provenienza. L’accordo è stato possibile grazie alla eliminazione dalla procedura dell’esternalizzazione di parti di lavorazioni dei mutui (in contrasto col CCNL) e per il raggiungimento dei seguenti risultati: · mantenimento dei livelli occupazionali; · assenza di mobilità territoriale; · formazione professionale (in aula e on line) per i lavoratori chiamati a svolgere nuove attività lavorative; · apertura di una nuova Filiale di Bper Services a Matera, cui saranno distaccati 10 colleghi della Popolare del Mezzogiorno, al servizio dell’intero Gruppo; · aperture di nuove unità organizzative BPER a Milano cui saranno distaccati 10 colleghi di Meliorbanca; · possibilità di stabilizzazione in Bper di lavoratori Meliorbanca distaccati da verificare tra le parti entro novembre 2012.In seguito all’accordo siglato in data odierna la società consortile sarà formata da 57 lavoratori dipendenti di BPER Services e da 668 lavoratori distaccati di cui:
· 617 lavoratori distaccati da BPER;
· 31 lavoratori distaccati dal Banco di Sardegna S.p.A.;
· 9 lavoratori distaccati da Carispaq – Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila S.p.A;
· 10 lavoratori distaccati da Banca Popolare del Mezzogiorno;
· 1 lavoratore distaccato da Banca di Sassari .

Le scriventi OO.SS esprimono soddisfazione sull’accordo raggiunto, in particolare in ordine sia alla conferma che le esternalizzazioni (non presenti nel Piano Industriale) non sono strategiche ai progetti fin qui presentati e sono circoscritte a casi specifici (fra quelli previsti nel CCNL), in una logica di efficienza dei servizi offerti in ordine non solo al costo ma prevalentemente alla qualità; sia alla decisione strategica della Capogruppo di aprire una Filiale di Bper Services nel Mezzogiorno. Questi punti sono stati convintamene sostenuti anche dall’A.D. Dr. Fabrizio Viola nell’incontro del 9 novembre. Vengono così accolte le tesi sindacali, più volte sostenute, di tenere all’interno del Gruppo le lavorazioni, di non dare ai processi di accentramento una precisa connotazione geografica e di confermare stabilmente il modello federale del Gruppo Bper.
Dircredito Fabi Fiba-Cisl Fisac-Cgil SINFUB Ugl Uilca

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CONFRONTO A RISCHIO ROTTURA


Oggi 10 novembre, a Milano, si è tenuto il 4° incontro della procedura di confronto sindacale con Intesa Sanpaolo, per la riorganizzazione di Banca Monte Parma e per la sua integrazione nel Gruppo.
Intesa Sanpaolo ha consegnato un primo testo con cui ha confermato le sue pesanti richieste di taglio del costo del lavoro e di uscita obbligatoria con licenziamento di Personale, riproponendo delle posizioni inaccettabili, tali da pregiudicare il confronto.
Come Organizzazioni Sindacali Unitarie, Delegazione Sindacale trattante di Intesa Sanpaolo e Rappresentanze Sindacali Aziendali di Banca Monte Parma, dopo aver analizzato il testo aziendale, abbiamo replicato, rifiutando qualsiasi logica di licenziamento e proponendo un percorso basato sulla riduzione del numero delle uscite e del risparmio di costi proposti dall’azienda, con il presupposto, su quelle basi, della salvaguardia del principio prioritario di volontarietà per le uscite.
E’ evidente che le criticità della situazione e le enormi difficoltà del confronto permangono immodificate rispetto agli incontri precedenti, con forti possibilità di rottura e di conclusione della procedura senza accordo sindacale.
Al termine della giornata, le Parti hanno deciso di aggiornare il confronto al giorno 15 novembre p.v..
Milano, 10 novembre 2011
Delegazione Trattante Intesa Sanpaolo Rappresentanze Sindacali Aziendali
DIRCREDITO-FABI–FIBA/CISL–FISAC/CGIL– FABI - FIBA/CISL- FISAC/CGIL - UILCA
SINFUB – UGL – UILCA   Banca Monte Parma

INCONTRO SUL CODICE DI CONDOTTA


Lo scorso 8 novembre si è tenuto, su richiesta delle OO.SS., l’incontro con l’Azienda sul CODICE DI CONDOTTA, alla presenza dei colleghi di Compliance – in parte estensori del medesimo -, al fine di chiarire i dubbi di merito e interpretativi del contenuto dello stesso. Abbiamo posto numerose e significative questioni, anche sulla base delle segnalazioni pervenute dai colleghi/e, che richiedono necessariamente un chiarimento. L’azienda ha dichiarato, in premessa, che nessun fine vessatorio sottende alla scelta di redigere un Codice di Condotta: ha preso nota delle nostre molte domande ed ha chiesto tempo per poter fornire risposte precise e dettagliate. Come OO.SS. abbiamo ribadito che resta valida la lettera di manleva sul Codice di Condotta, da noi inviata il 28 ottobre 2011, con la quale, ricordiamo, abbiamo sollevato da ogni responsabilità disciplinare e patrimoniale i Lavoratori e le Lavoratrici, ed abbiamo chiesto all’Azienda di astenersi dall’assumere qualsivoglia provvedimento sulla base del Codice stesso.
Le Segreterie di UniCredit Group
Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil   SINFUB   Ugl Credito UilCa



ALLE LAVORATRICI ED AI LAVORATORI DEL SETTORE RISCOSSIONE TRIBUTI


Nel pomeriggio di ieri nella sede di Equitalia Holding è ripreso il confronto avente per oggetto la proposta di riforma del regolamento del Fondo Pensioni del settore, con la finalità di istituire una forma di previdenza aggiuntiva tesa a garantire una prestazione a tutti gli iscritti nel momento in cui verrà raggiunto il traguardo pensionistico. Sono stati esaminati i testi emendati dalle Segreterie Nazionali e sono stati discussi alcuni elementi importanti del progetto. Il prossimo incontro, fissato per il giorno 24 del corrente mese, potrebbe essere quello della formale sottoscrizione dell'accordo. In mattinata era stato affrontato il tema del sistema incentivante 2011. In considerazione delle particolari condizioni in cui si è svolto il lavoro nel corso dell'anno, e più specificamente del blocco imposto alle procedure ormai sei mesi or sono, e tutt'ora in atto, le Segreterie Nazionali, anche considerando che la parte variabile della retribuzione legata agli obiettivi non è soggetta alle limitazioni imposte dalla legge, hanno chiesto di rivedere sia gli obiettivi, decisamente troppo “sfidanti”, sia la percentuale di raggiungimento degli stessi necessaria per ottenere il premio. E' stata inoltre espressa con forza la richiesta di riconoscere il premio ai lavoratori dell’unica realtà nella quale non è stato corrisposto (Trentino Alto Adige) e che, tuttavia, hanno svolto il loro lavoro con costante impegno e professionalità. Il confronto proseguirà il giorno 24. A richiesta delle OO.SS. controparte ha affermato che è avvenuta la proclamazione formale del soggetto aggiudicatario della gara per la polizza sanitaria. Si tratta della società R.B.M. Salute, con la quale sarà pertanto sottoscritto il contratto di servizio che decorrerà dal 1° febbraio 2012 e che conterrà le medesime prestazioni erogate dall’attuale forma di assistenza integrativa.

Le Segreterie Nazionali
Roma, 11 novembre 2011

Il momento che sta attraversando il Paese è tra i più difficili della nostra storia. Dal 2008 ad oggi, la crisi che sembrava doversi limitare ai mercati finanziari ha invece travolto tutto il mondo economico ed insieme a questo sta avendo effetti devastanti sull’intera società. Se da una parte un liberismo senza regole, per anni propagandato come la panacea di ogni male e garanzia per un futuro luminoso, ha mostrato fino in fondo tutta la propria inaffidabilità, dall’altra è a causa della mancanza di una direzione politica in seno alla Comunità Europera che permangono tutte le incertezze su una ripresa stabile in grado di coinvolgere i settori più vasti delle economie produttive.Certamente ogni previsione economica ed ogni speranza di ripresa dipende anchedalla credibilità della classe politica e di governo, dall’etica cui si ispira ogni sua articolazione pubblica o privata, dalla efficacia delle scelte nel ritessere la teladella crescita del Paese sulla base di un nuovo modello di sviluppo e di consumi.Per questo l’Italia paga un prezzo più alto. Infatti gli indicatori economici dimostrano che ci troviamo in una situazione di estrema debolezza e maggiormente critica rispetto agli altri principali Paesi europei.In un contesto così grave a livello internazionale il Governo italiano, dopo aver a lungo negato la realtà di una crisi gravissima riconosciuta a livello mondiale, nel colpevole tentativo di tranquillizzare i cittadini, ha mostrato la propria incapacità proponendo alla BCE una serie di interventi che non contengono alcun progetto di sviluppo e di crescita. Al contempo è in atto il tentativo di convincere il Paese che il superamento della crisi dipende da una maggiore flessibilità del lavoro la cui conseguenza è la crescita di una precarietà che ruba il futuro ai giovani, cancella risorse, moltiplica il debito e l’abbattimento di ogni speranza di giustizia sociale. L’incapacità del Governo ad assumere le iniziative che il momento impone e le conseguenze della crisi che coinvolge le aziende producono forti e diffuse tensioni sociali alle quali il sindacato dovrà rispondere proponendo iniziative di coesione sociale per la difesa del diritto al lavoro e alla dignità. Una difesa che impone di non abbassare la guardia in alcun ambito in quanto la crisi coinvolge tutti i settori e investe pesantemente anche il mondo del credito. L’accelerazione repentina degli eventi, da agosto a settembre, rende necessario che i piani redatti dalle Banche in epoca antecedente al precipitare della situazione vadano rivisti. E mentre è in corso la delicata trattativa di rinnovo contrattuale, alcuni Istituti di Credito tentano una riduzione del perimetro delle attività alle quali applicare il CCNL. Quello di Unicredit, per ora sospeso grazie alla forte opposizione delle OOSS e alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, è forse il più noto, ma non è il solo. Anche il Gruppo BNPP è stato coinvolto dalla crisi finanziaria europea e già da tempo ha annunciato di voler effettuare una manovra di assestamento ed un “ridimensionamento” del proprio bilancio che dovrebbe consentire di adeguarsi, in anticipo rispetto ai tempi stabiliti, ai parametri di Basilea III. Questa politica di rifocalizzazione degli obiettivi commerciali, annunciata dai vertici del Gruppo ai rappresentanti dei lavoratori durante la sessione straordinaria del bureau del CAE (Comitato Aziendale Europeo) che coinvolgerà tutti i settori di attività e tutti gli ambiti geografici in cui opera BNPP, dovrebbe consentire il raggiungimento degli obiettivi di liquidità e solvibilità imposti dall’Autorità Bancaria Europea (EBA), e non sarà priva di conseguenze anche per le società del Gruppo che operano in Italia. Il rischio che le Banche mirino ad affrontare questa delicata e complessa fase di continui mutamenti di scenario che richiedono immediate e rapide decisioni ignorando o sottovalutando le conseguenze sociali connesse alle scelte imprenditoriali, è concreto e reale. Al contrario le scriventi OOSS ritengono che la strada da percorrere per uscire dalla crisi debba fondarsi sulla sostenibilità sociale delle soluzioni e, quindi, sul reciproco riconoscimento dei soggetti coinvolti. Le lavoratrici e i lavoratori della BNL hanno sempre partecipato attivamente alla vita della propria azienda, operando, assieme al sindacato che li rappresenta, anche per impedire scelte non funzionali alla crescita e allo sviluppo aziendale. Pertanto, in una fase particolarmente difficile come quella che stiamo vivendo, le OOSS continueranno a perseguire con fermezza, rivendicandolo in ogni sede, un ruolo attivo attraverso il costante confronto con l’Azienda teso a creare le dovute garanzie per le lavoratrici ed i lavoratori di BNL, a salvaguardia della coesione sociale in azienda.

Roma, 7.11.2011

 

 

 

 

                                     AVVIO RIORGANIZZAZIONE 7 NOVEMBRE 2011

 

L’azienda ha comunicato che in occasione della partenza della riorganizzazione rete F&SME sono previste le attività di testing, programmate come segue:

Domenica 6.11

presidio di n. 26 colleghi della Direzione Network Piemonte (individuati tra coloro che hanno partecipato alle precedenti sessioni di test), i quali effettueranno due sessioni di prova presso gli uffici di Torino, Via Nizza 150, con le seguenti modalità:

 1^ sessione: dalle ore 14.30 alle ore 15.30 (circa)

 2^ sessione: dalle ore 15.30 alle ore 16.30 (circa)

 presidio HR presso le Direzioni Network per check di controllo operativo (dalle ore 14,30)

Lunedì 7.11

 ingresso anticipato alle ore 8.00; per ogni struttura (agenzia, filiale capofila, distretto) sarà coinvolta almeno una persona per ogni ruolo. Ricordiamo che: Per l’attività prestata di domenica saranno riconosciuti i seguenti trattamenti: o Per le Aree Professionali il pagamento dello straordinario con maggiorazione festiva oltre al riposo compensativo di una giornata intera, indipendentemente dalle ore di effettivo lavoro prestato. o Per i Quadri Direttivi il riposo compensativo di un intera giornata.  Per l’attività prestata il lunedì i trattamenti riconosciuti saranno i seguenti: o Le Aree Professionali potranno avvalersi del recupero con il meccanismo della banca delle ore previsto per le prestazioni aggiuntive. o I Quadri Direttivi si avvarranno dell’autogestione secondo quanto previsto dal vigente CCNL.

Precisiamo che, come nelle precedenti occasioni, verranno salvaguardate le esigenze di carattere personale e familiare.

Le Segreterie di Coordinamento

Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil SINFUB  Ugl UilCa

Milano, 3 novembre 2011

 

E’ stata lanciata ufficialmente il 20 Ottobre scorso da PROSOLIDAR, il Fondo nazionale del settore del Credito per progetti di solidarietà, la campagna: “L’ultima lira”, PROSOLIDAR, il primo Fondo di Solidarietà istituito dalle parti sociali (Sindacati del credito e ABI), ha invitato importanti organizzazioni umanitarie e istituzioni a collaborare per poter, insieme, realizzare questa iniziativa. UNHCR, l’organizzazione dell’ONU per i rifugiati, EMERGENCY, che offre assistenza medico chirurgica alle vittime delle guerre , TERRE DES HOMMES, in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento, la BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA, in cui da secoli vengono conservati i più preziosi tesori dell’umanità riguardanti le diverse discipline del sapere umano. Il Comitato esecutivo dell’ABI ha dato la propria disponibilità a sostenere l’iniziativa, invitando le proprie associate ad aderire.

Le Banche che, al momento, aderiscono all’iniziativa sono otto:

• BANCA DEL PIEMONTE

• BANCA POPOLARE DI SONDRIO

• BANCO POPOLARE

• BNL-BNP Paribas

• INTESA SANPAOLO

• MONTE DEI PASCHI DI SIENA

• UBI BANCA

• UNICREDIT GROUP

Con i proventi della raccolta saranno finanziati cinque importanti progetti:

• UNHCR li destinerà per l’emergenza Somalia;

• TdH, per le Case del Sole in Africa, America Latina ed Asia, dove sono accolti bambini

abbandonati o poverissimi;

• la Biblioteca Apostolica Vaticana, per riaprire e rendere disponibile il Salone Sistino agli

studiosi di tutto il mondo;

• Emergency, per sostenere il centro Pediatrico dell’Ospedale di Bangui in Repubblica Centro

Africana;

• Prosolidar, per restituire alla città di Napoli una villa sequestrata alla camorra e sostenere un

progetto di legalità e riconversione ecologica, in collaborazione con Libera e l’Orsa Maggiore.

La campagna intende sollecitare il pubblico a portare in una busta intestata a Prosolidar le lire che

sono state dimenticate in un cassetto, o conservate per ricordo. Ce ne sono in circolazione ancora

2.500 Miliardi! Le Segreterie Nazionali delle OO.SS. invitano le lavoratrici ed i lavoratori a farsi parte attiva presso la

clientela per sostenere la campagna e a collaborare con le Aziende che hanno aderito per la migliore

riuscita della stessa. La raccolta terminerà il 31 gennaio 2012; Altre notizie le troverete sul sito www.lultimalira.it, predisposto da Prosolidar per sostenere la campagna.

Le Segreterie Nazionali

FABI FIBA/CISL FISAC/CGIL DIRCREDITO SINFUB UGL UILCA UNISIN

Roma 24 Ottobre 2011

GLI ACCORDI VANNO RISPETTATI


Nel pomeriggio del 20 ottobre u.s. si è tenuto un incontro tra le OO. SS. del cd. "primo tavolo" ed una delegazione aziendale, guidata dall'ing. De Bustis e composta dal dr. Del Monaco e dal dr. Lovero, coadiuvatidal consulente romano dr. Pentassuglio.
E' stata l'occasione per conoscere, per grandi linee, la visione della Banca Popolare di Bari nei progetti del D.G.: una Banca che si fa "istituzione", si radica sempre più nel territorio meridionale, rafforza significativamente il suo patrimonio, punta alla professionalità e alla professionalizzazione della sua forza lavoro - mantenendo i livelli occupazionali e investendo sulla formazione -, che crea opportunità di fatturato per le imprese e guarda ai mercati dell'Est e del Mediterraneo. Un progetto suggestivo ed ambizioso la cui messa in opera attendiamo, prima di esprimere un qualsivoglia giudizio di merito. Siamo certi che nessun "ponte" tra la Banca così come l'abbiamo conosciuta e la Banca a venire sarà mai costruito senza il rispetto ed il consenso dei/lle lavoratori/trici della BPB e dei loro rappresentanti. E' per questo che, con estrema schiettezza, abbiamo elencato al Direttore Generale tutto quello che non va bene in BPB: dalle disfunzioni di una inapplicabile portafogliazione alle vessazioni subite dai colleghi della "rete", dalla quantità irrisoria di "vera" formazione, alla gestione frammentata del personale, dalla mancanza di un'organizzazione efficiente per tutta la Banca alla opacità - e spesso anche incongruenza - dei meccanismi di promozione e premi, dall'interpretazione arbitraria e difforme di norme e accordi da parte del cd. "middlemanagement" alla mancata supervisione delle “anomalie” da parte del Servizio del Personale. L’ultimo punto è senz'altro uno dei principali nodi da sciogliere: in BPB il reale rispetto delle regole, condivise e sottoscritte, è cosa troppo spesso aleatoria. Non si può affidare il riconoscimento di diritti, aspettative ai capricci di questo o quel capo; così si generano solo malcontento e scetticismo e si alimentano clientelismo e servilismo. Può un'Azienda che si pone obiettivi sempre più ambiziosi, tollerare questi modi di agire? Lo abbiamo riaffermato con forza: " gli accordi vanno rispettati" e l’ing. De Bustis non ha potuto che convenire, con convinzione, su questo principio. A cominciare dall'accordo sugli esodi incentivati del 14.01.2011 che va rispettato in ogni sua parte ( la formazione, il part-time, il blocco del turn-over almeno sino a verifica nel giugno 2012...), non solo in quella delle uscite.
In chiusura il Direttore Generale ha dato mandato al dr. Del Monaco di avviare un serrato ciclo di incontri con le OO. SS. al fine di portare a definitiva soluzione tutte le problematiche giacenti.  el mentre, manteniamo lo stato di agitazione in attesa di sviluppi concreti. Sarà nostra cura tenervi costantemente informati.
Bari, 21 ottobre 2011
Le Segreterie di Coordinamento

DIRCREDITO - FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL - SINFUB - UILCA

Si e’ svolto ieri 25 ottobre 2011 un’incontro aziendale con all’ordine del giorno l’informativa inerente a:

- EVOLUZIONE MODELLO OPERATIVO BOC
- ACCENTRAMENTO PROCESSO MUTUI CASA  AI PRIVATI
Tali progetti rientrano nella cornice del Piano Strategico 2011/2014 e sono finalizzati    al recupero di efficienza e produttività.

Evoluzione modello operativo Boc:
Verrà realizzata attraverso un incremento dei volumi  delle attività date  in outsourcing , che l’Azienda sostiene da sempre  essere solamente di data entry.  Contemporaneamente e’ previsto un aumento dei processi di automazione di alcune operazioni  (es. pagamento Ri.ba), che permetterà di recuperare risorse che verranno destinate alle nuove Strutture Centralizzate o alla  Rete/ Direzioni Centrali.
Abbiamo ancora una volta chiesto all’Azienda che ci venga fornito il dettaglio delle attività esternalizzate e la corrispondente percentuale così come previsto dal vigente CCNL.

Accentramento del processo di lavorazione mutui casa a privati
In contemporanea all’evoluzione dei BOC sarà avviato  il progetto di accentramento dei mutui casa ai privati, finalizzato a :
- raggiungimento di un migliore TIME TO MARKET (tempestività nelle risposte alla clientela);
- riduzione operatività filiale,  permettendo cosi’ la progressiva focalizzazione su attività commerciali;
- efficientamento dei  costi di processo.
Il processo: la filiale continuerà a gestire il rapporto con il cliente nella fase di vendita del prodotto, pre-istruttoria e raccolta documentazione. La pratica sarà  inoltrata al  nuovo ufficio” B.O. Mutui” di Milano per l’istruttoria e successivamente  al nuovo “Ufficio Deliberante” anch’esso con sede a Milano.
L’operatività di post delibera verrà  seguita dal Nucleo distaccato B.O.M. di  Piacenza,  mentre la successiva  gestione della vita del mutuo sarà in carico al Servizio Crediti Speciali di Parma, che dovrà essere pertanto potenziato.
Il B.O. Mutui e l’Ufficio Deliberante saranno ubicati a Cernusco sul Naviglio.  L’Azienda ha  comunque dichiarato di essere già alla ricerca di una diversa ” location”  più agevole   per tutti gli uffici ivi presenti.
Per quanto riguarda le 59 persone che oggi svolgono attivita’ inerenti ai mutui  nelle Aree, ci e’ stato comunicato che:
- 10 rimarranno in Area  come addetti mutui , per la gestione delle restanti tipologie di mutuo;
- 17 saranno coinvolte nella nuova attività dei B.O.M. di Milano e Piacenza:
- 2/5 saranno destinati  al  Servizio Crediti Speciali di Parma,
- 14/15  saranno destinati all’Ufficio Deliberante di Milano,
- 12/16  saranno destinati alla Rete/Direzione Centrale.
Lo sviluppo temporale del progetto vede una fase pilota su Milano che avrà  inizio prima della fine di gennaio 2012, entro il 31 marzo 2012 si andrà a regime su tutta l’Azienda. Il processo sarà supportato da una nuova piattaforma informatica che  consentirà la tracciatura delle pratiche a tutti i livelli.
    A seguito delle informative ricevute,  le sottoscritte OO.SS.LL.  hanno immediatamente attivato le procedure previste dagli art. 15 e 17 del vigente CCNL,   in tema di ristrutturazioni e/o riorganizzazioni e  di appalti/esternalizzazioni,  al fine di valutare le eventuali ricadute sulle condizioni di lavoro del personale coinvolto.


                                Le Segreterie O.D.C. Cariparma
 

Segreterie di Gruppo BPER SOSPESA L’ESTERNALIZZAZIONE DELLA LAVORAZIONE DEI MUTUI

Modena, 21.10.2011

In data 21 ottobre è ripreso il confronto sul Progetto di razionalizzazione dei back office del Gruppo Banca Popolare dell’Emilia Romagna ed evoluzione di BPER Services s.c.p.a. Il confronto è stato avviato in seguito alla disponibilità aziendale di stralciare, dalla procedura in discussione, l’esternalizzazione delle attività rientranti nelle fasi di istruttoria, post delibera, e post stipula dei mutui ipotecari a privati e alla conseguente interruzione di tutte le relative attività propedeutiche. In apertura dell’incontro le OO.SS. hanno manifestato apprezzamento per l’approccio pragmatico adottato dall’azienda, sulla problematica rappresentata dal sindacato nel corso della riunione precedente, ma hanno altresì ribadito la loro indisponibilità, anche per il futuro, a discutere di esternalizzazioni attinenti lavorazioni di data entry relative ad attività di back office provenienti da spezzettamenti di processi produttivi. Le OO.SS. hanno inoltre espresso la propria disponibilità ad affrontare con spirito costruttivo i restanti temi relativi al Progetto di razionalizzazione. La riunione è proseguita con l’illustrazione complessiva del progetto e con le
richieste, da parte sindacale, di ulteriori chiarimenti.

La riunione è stata aggiornata al 7 novembre p.v.


Dircredito Fabi Fiba-Cisl Fisac-Cgil   Sinfub   Ugl Uil.Ca.


Nella serata di lunedì 24 ottobre è stato sottoscritto con Abi l’Accordo Quadro sugli Assetti Contrattuali che costituisce il primo passo importante verso il rinnovo del Contratto Nazionale. Tale risultato si è reso possibile grazie al forte impegno dimostrato nella tenuta unitaria del tavolo ed al percorso costruito in questi mesi a partire dalla presentazione della piattaforma e dagli impegni sulle regole unitarie sottoscritti fra i Segretari Generali nel marzo e nel settembre di quest’anno. I punti centrali dell’accordo riguardano:


gli assetti della contrattazione collettiva, che regoleranno decorrenze, tempi e modalità relative al rinnovo dei contratti stessi; in particolare le organizzazioni sindacali sono impegnate al rispetto dell’accordo qualora il rinnovo raccolga il consenso delle organizzazioni sindacali che rappresentino il 55% dei lavoratori iscritti destinatari del medesimo contratto. Viene riaffermata l’attuale consuetudine, oggi tradotti in norma, di sottoporre al vaglio delle assemblee dei lavoratori le ipotesi di piattaforma e i successivi accordi sul rinnovo del CCNL, per l’espressione dei lavoratori attraverso voto certificato;


la conferma del ruolo del Contratto Nazionale come fonte primaria regolatoria di tutte le materie negoziabili sul secondo livello;

la conferma della contrattazione di secondo livello sulle materie delegate e su eventuali specifiche regolamentazioni finalizzate a favorire lo sviluppo economico ed occupazionale o contenere gli effetti di crisi secondo le modalità e gli ambiti disciplinati dal CCNL stesso

l’adozione per gli aumenti salariali dell’ indice inflattivo utilizzato dalla maggioranza dei settori che avranno rinnovato il CCNL;

la definizione della base di calcolo, che viene sostanzialmente rinviata alla negoziazione da realizzare tempo per tempo, rappresenta un punto di svolta nelle modalità adottate nei rinnovi contrattuali;


la conferma della necessità di un forte impegno comune per il rilancio della bilateralità nel settore valorizzando le iniziative già presenti (osservatorio nazionale sull’andamento del sistema, osservatorio sulla Responsabilità Sociale Impresa, Cassa nazionale assistenza sanitaria, commissione nazionale pari opportunità, fondazione Prosolidar). Riteniamo che l’accordo rimetta giustamente al centro della nostra contrattazione di categoria il Contratto Nazionale ed esprimiamo pertanto soddisfazione per i positivi risultati raggiunti.

Roma, 25 ottobre 2011
Le Segreterie Nazionali

Associazione Bancana Italiana Accordo quadro sugli assetti contrattuali Regole per un contratto sostenibile

 

ABI DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL SINFUB UGLCREDITO UILCA PREMESSA

Il 24 ottobre 2011, in Roma tra e Gli assetti contrattuali regolati dai contratti collettivi nazionali di categoria del settore bancario hanno formato nel tempo un sistema di relazioni coerente con le esigenze delle Parti sociali, delle lavoratrici e dei lavoratori.Detto sistema, basato su un modello di relazioni sindacali concertativo, ha contribuito in modo determinante al rinnovamento e al rilancio del settore bancario caratterizzato, nell'ultimo decennio, da complesse e delicate fasi di concentrazione e privatizzazione degli assetti proprietari, di riorganizzazione e di ristrutturazione, che hanno interessato la gran parte degli operatori nazionali. In tale quadro, importanti e numerosi accordi, anche in materia di innovazione diprocesso, di prodotto e di canale distributivo, sia a livello nazionale che a livello di gruppo e/ o aziendale, hanno contribuito significativamente, anche attraverso un più rigoroso controllo dei costi, al riposizionamento strategico ed al riequilibrio competitivo del sistema bancario italiano, e alla modernizzazione delle relazioni sindacali.Il necessario governo delle inevitabili tensioni occupazionali, soprattutto per mezzo del Fondo di solidarietà del settore, la tutela del potere di acquisto delle retribuzioni, l'attenzione alle attese di sviluppo professionale dei lavoratori e la costante ricerca delle Parti della migliore sintesi possibile tra obiettivi competitivi ed istanze di coesione sociale, hanno costituito tratto distintivo e qualificante anche per le relazioni sindacali del Paese. La capacità di innovazione dei modelli di servizio alla clientela e di semplificazione dell'operatività aziendale, la valorizzazione delle professionalità, delle competenze e del merito delle persone nell'ambito di un modello di relazione concertativo,possono dunque costituire rilevanti elementi di differenziazione competitiva da rafforzare ulteriormente e sui quali basare la crescita e lo sviluppo del settore.A questo patrimonio comune le Parti responsabilmente non intendono rinunciare soprattutto nella prospettiva di consentire alle imprese creditizie, sostanzialmente estranee ai fenomeni che hanno determinato l'attuale crisi finanziaria internazionale ed ai massicci interventi di ricapitalizzazione a carico dello Stato che hanno caratterizzato gli USA e molti Paesi Europei, di affrontare efficacemente le sfide di un quadro macroeconomico, regolamentare e competitivo di riferimento che richiede scelte strategiche e comportamenti adeguati alla complessità del momento. L'attuale andamento dell'economia e dei mercati finanziari, richiede infatti un profondo impegno delle Parti verso obiettivi comuni che, fermi restando i rispettivi ruoli e le diverse conseguenti responsabilità, realizzino le opportune convergenze per la crescita, per una rinnovata competitività e per l'occupazione attraverso un modello di relazioni sindacali e contrattuali regolato che crei condizioni di efficienza, flessibilità e produttività, per il rafforzamento del sistema bancario, per lo sviluppo dei fattori per l'occupazione stabile e tutelata, e per la salvaguardia delle retribuzioni reali dei lavoratori. Va in questa direzione l'iniziativa intrapresa dalle Parti di realizzare un Master in "Relazioni industriali e gestione delle risorse umane nelle aziende del comparto creditizio e finanziario", nella convinzione che lo sviluppo delle competenze professionali in materia, sulla base di valori condivisi, sia un fattore di competitività utile a imprese e lavoratori. Le Parti, attesa l'autonoma determinazione delle stesse in materia di relazioni sindacali e di contrattazione, e considerata la specificità del settore del credito e comunque nella prospettiva di favorire la diffusione e lo sviluppo della contrattazione collettiva di secondo livello convengono di fissare come segue le regole in materia di assetti contrattuali e di rappresentatività delle organizzazionisindacali dei lavoratori, anche ai fini del rinnovo dei ccnl 8 dicembre 2007 e 1 O gennaio 2008 e di quelli successivi, in coerenza e continuità con il percorso negoziate finora intrapreso dalle Parti. Quanto convenuto nel presente Accordo, sostituisce le regole di cui al paragrafo "2. Assetti contrattuali" del Protocollo sottoscritto dal Governo e dalle Parti sociali il 23 luglio 1993 in materia di ''Politica dei redditi e dell'occupazione, assetti contrattuali, politiche del lavoro e sostegno al sistema produttivo", nonché gli artt. 5 (comma 1 e 3), 6, 7, 26 (commi da 1 a 3) del ccnl8 dicembre 2007 e gli artt. 34, 35, 37 (comma 1 e 3) del ceni 10 gennaio 2008 e quant'altro comunque incompatibile con quanto contenuto nel presente Accordo.Tutto ciò premesso, le Parti convengono che:ART. 1 (ASSETTI DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA)Gli assetti contrattuali del settore prevedono:un primo livello di contrattazione con il contratto collettivo nazionale dicategoria, di durata triennale per la parte normativa e per quella economica,che ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici enormativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nelterritorio nazionale. N elle more della definizione dei criteri di rappresentatività per l'ammissionealla contrattazione collettiva nazionale sono ammesse alla predettacontrattazione le Organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo neimodi e nei termini di cui al contratto 8 dicembre 2007 e 10 gennaio 2008.un secondo livello di contrattazione con il contratto aziendale o di gruppo,alle condizioni convenute tra le Parti, per le materie delegate, in tutto o inparte, dal contratto collettivo o dalla legge, secondo le modalità e gli ambiti diapplicazione definiti da detto ceni.I contratti collettivi aziendali o di gruppo, stipulati con gli organismi sindacalidi cui all'accordo 7 luglio 2010, possono in particolare prevedere norme e/ oarticolazioni contrattuali volte ad assicurare l'adattabilità delle normativevigenti alle esigenze degli specifici contesti produttivi. I contratti collettiviaziendali o di gruppo possono pertanto definire, anche in via sperimentale etemporanea, al fine di favorire lo sviluppo economico ed occupazionale,ovvero per contenere gli effetti economici e occupazionali derivanti dasituazioni di crisi aziendale o di gruppo o da rilevanti ristrutturazioni e/ oriorganizzazioni, specifiche intese modificative di regolamemazioni anchedisciplinate dal ccnl di categoria, secondo le modalità e gli ambiti disciplinatidal ceni stesso.Il contratto collettivo nazionale di lavoro si intenderà tacitamente rinnovato per untriennio, qualora non venga disdettato almeno 6 mesi prima della scadenza.ART. 2 (INDICE INFLATTIVO E VERIFICA DEGLI SCOSTAMENTI)Per la dinamica degli effetti economici del ceni, le Parti adotteranno, tempo pertempo, l'indice previsionale relativo all'andamento dei prezzi al consumo che saràstato utilizzato dalla maggioranza dei settori che avranno rinnovato il relativo ccnl.Al termine del triennio di valenza contrattuale, le Parti stipulanti procederanno allaverifica degli eventuali scostamenti, valutandone la relativa significatività, tral'inflazione prevista di cui al comma che precede e quella effettivamente osservatanel triennio, tenendo conto dei criteri seguiti per la definizione della dinamica deglieffetti economici del ccnl. L'eventuale recupero di detti significativi scostamenti sarà effettuato con effetto dal1° gennaio dell'anno successivo a quello di scadenza del contratto collettivonazionale di lavoro.ART. 3 (BASE DI CALCOLO)Le Parti, ai fini dell'adeguamento delle retribuzioni all'inflazione, definiranno,tempo per tempo, in base agli specifici andamenti del settore, sia quando espansivi,sia quando caratterizzati da difficoltà produttive e reddituali, ed al raffrontocompetitivo, la base da prendere a riferimento per la definizione degli incrementi ela misura dell'applicazione dell'indice previsionale alle componenti dellaretribuzione.ART. 4 (PROCEDURE PER IL RINNOVO DEL CCNL)Le organizzazioni sindacali si impegnano a presentare la piattaforma ad ABI intempo utile per consentire l'apertura delle trattative sei mesi prima della scadenza delcontratto stesso, allo scopo di evitare situazioni di eccessivo prolungamento delletrattative di rinnovo del contratto nazionale e favorire, tramite il rispetto delleregole, la "saldatura" tra un ceni in scadenza e quello successivo.Durante i sei mesi antecedenti e nel mese successivo alla scadenza del ccnl ecomunque per un periodo complessivamente pari a sette mesi dalla data dipresentazione delle proposte di rinnovo, le Parti non assumeranno iniziativeunilaterali né procederanno ad azioni dirette.In caso di mancato rispetto della tregua sindacale di cui sopra, si può esercitare ildiritto di chiedere la revoca o la sospensione dell'azione messa in atto.Qualora l'inadempienza sia da parte sindacale, il mancato rispetto degli impegni dicui sopra determinerà - a carico dei Sindacati responsabili della violazione e previadisamina della situazione tra le Parti nazionali - l'applicazione delle misure previstedall'art. 4, comma 2, della L. 12.6.1990 n. 146 in materia di contributi sindacali. Al rispetto dei tempi e delle procedw:e definite è condizionata l'applicazione delmeccanismo che segue: in caso di mancato accordo, dopo 3 mesi dalla data discadenza del contratto verrà corrisposto ai lavoratori un apposito elemento dellaretribuzione pari al30% del tasso di inflazione previsto applicato alla voce stipendio.Detto elemento non sarà più erogato dalla data di decorrenza dell'accordo dirinnovo del contratto nazionale.Tutte le Organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo quadro siimpegnano al rispetto, ad ogni livello, del contratto collettivo nazionale di lavoro,qualora il relativo accordo di rinnovo sia sottoscritto da organizzazioni sindacali cherappresentano il 55% dei lavoratori iscritti, destinatari del ceni medesimo.La rappresentatività di ciascuna Organizzazione sindacale si determina considerandoil numero dei lavoratori iscritti rilevati ai sensi dell'art. 4 dell'accordo 7 luglio 2010.Le OO.SS. firmatarie del presente accordo dichiarano che intendono sottoporre adun percorso di Assemblee dei lavoratori, chiamate ad esprimersi con votocertificato, le ipotesi di piattaforma e l'accordo per il rinnovo del ceni.ART. 5 (SECONDO LIVELLO DI CONTRATTAZIONE)I contratti di secondo livello di cui all'art. l, secondo alinea, primo comma hannodw:ata triennale, sono rinnovabili nel rispetto del principio dell'autonomia dei ciclinegoziati al fine di evitare sovrapposizioni con i tempi di rinnovo del contrattocollettivo nazionale di lavoro e intervengono a livello aziendale o di gruppo nelrispetto delle disposizioni contrattuali e di legge in materia.Le OO.SS. firmatarie del presente accordo dichiarano che intendono sottoporre adun percorso di Assemblee dei lavoratori, chiamate ad esprimersi con votocertificato, le ipotesi di piattaforma e i contratti di cui al comma che precede.I contratti di secondo livello esplicano efficacia nei confronti di tutto il personaledipendente dell'azienda/ e interessata/ e e vincolano tutte le Organizzazioni sindacali,ad ogni livello, presenti aziendalmente se gli Organismi sindacali - legittimati a trattare ai sensi delle norme vigenti - che li sottoscrivono rappresentano lamaggioranza dei lavoratori ivi iscritti.La rappresentatività di ciascuna Organizzazione sindacale si determina considerandoil numero dei lavoratori iscritti presso l'azienda/ e interessata/ e rilevati ai sensidell'art. 4 dell'accordo 7 luglio 2010.Le richieste di rinnovo dei contratti di cui all'art. 1, secondo alinea, primo comma,devono essere presentate in tempo utile a consentire l'apertura delle trattative 2 mesiprima della scadenza dei contratti stessi.Durante 2 mesi dalla data di presentazione della piattaforma per i contratti di cuiall'alinea che precede e per il mese successivo alla scadenza dei contratti di secondolivello e, comunque, per un periodo complessivamente pari a 3 mesi dalla data dipresentazione delle richieste di rinnovo, le Parti non assumeranno iniziativeunilaterali né procederanno ad azioni dirette.Per le ipotesi in cui il contratto di cui sopra non sia stato ancora rinnovato dopocinque mesi dalla scadenza dello stesso, o dopo cinque mesi dalla data dipresentazione della piattaforma se successiva, ABI e le Segreterie nazionali deisindacati interessati si incontreranno entro il mese successivo, in presenza deirappresentanti dell'impresa interessata e delle relative strutture sindacali, per laricerca di soluzioni condivise.Per quanto concerne la Delegazione sindacale per la contrattazione di secondolivello resta fermo quanto previsto nell'accordo 7 luglio 201 O in materia di libertàsindacali.In sede di rinnovo del contratto nazionale di lavoro potrà stabilirsi il riconoscimentodi un importo, nella misura ed alle condizioni concordate nel medesimo contrattocon particolare riguardo per le situazioni di difficoltà economico-produttiva, a titolodi elemento di garanzia retributiva, a favore dei lavoratori dipendenti da aziendeprive di contrattazione di secondo livello e che non percepiscono altri trattamentieconom1c1 collettivi oltre a quanto spettante per contratto collettivo nazionale dicategoria. L'adozione di premi aziendali di produttività effettivamente correlati ai risultatidell'impresa in termini di reali incrementi di produttività e/ o redditività, risultato,efficienza, qualità riscontrabili oggettivamente sulla base di risultanze di bilancio e/ oorganizzative, deve permanere e la predetta correlazione deve essere ulteriormenterafforzata.Le Parti confermano espressamente il proprio impegno affinché il premio aziendalesia di prioritario riferimento per la misura della produttività aziendale, riassumendole caratteristiche di elemento realmente variabile della retribuzione, in strettacorrelazione con i risultati conseguiti in sede aziendale.Le Parti ribadiscono la necessità che tutti 1 soggetti coinvolti siano richiamati alrispetto delle regole ed in particolare dei demandi alla contrattazione di secondolivello previsti dal contratto nazionale.Le Parti confermano la necessità che il Governo decida di incrementare, renderestrutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure volte ad incentivare, intermini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello checollega aumenti di retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività,redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini delmiglioramento della competitività nonché ai risultati legati all'andamento economicodelle imprese, concordati fra le Parti.Conseguentemente, le Parti auspicano che sia data pronta attuazione all'art. 26 delDL n. 98 del2011.ART. 6 (FORME DI BILATERALITÀ)Le Parti si danno atto che il contratto già definisce diverse forme di bilateralitàregolate, all'insegna dell'etica, del rigore e della trasparenza, dal ccnl stesso o daaccordi specifici, anche allo scopo di favorire un quadro normativa che assicuri ibenefici fiscali o contributivi ad incentivazione del funzionamento di serviziintegrativi di welfare (assistenza sanitaria e previdenza complementare).Più in dettaglio, nei ccnl in vigore le Parti hanno condiviso, e qui riconfermano, lanecessità di un forte impegno comune per il rilancio della bilateralità e, inparticolare, degli attuali organismi (Osservatorio nazionale sull'andamento del sistema, Osservatorio sulla CSR, Enbicredito, Cassa Nazionale di AssistenzaSanitaria per il Personale Dipendente del Settore del Credito - CASDIC,Commissione nazionale pari opportunità, Fondazione Prosolidar) che debbonoeffettivamente operare con efficacia sulle materie ad essi demandate.ART. 7 (RISPETTO DELLE REGOLE)Le Parti si danno atto che le normative contrattuali saranno ispirate a criteri disemplificazione e razionalizzazione.In tale ambito, saranno anche riesarninate le procedure sindacali nonché leprevisioni contrattuali in tema di controversie collettive aziendali rivenienti daquestioni interpretative o da lamentate violazioni di norme del contratto, allo scopodi rafforzare il ruolo conciliativo delle Parti nazionali.Le Parti assumono il comune impegno a rispettare ed a far rispettare ad ogoi livelloed in tutte le sedi tutte le regole che, nella loro autonoma determinazione, hannodefinito in materia di contrattazione collettiva e di relazioni sindacali.Accordo 7 luglio 2010Art. 15* * *All'art. 15 (Rappresentanze sindacali aziendali) è aggiunto il seguente 4°comma4. Le rappresentanze sindacali aziendali durano in carica il tempo previsto dagliStatuti delle rispettive Organizzazioni sindacali - e comunque per un massimo diquattro anni - trascorso il quale la comunicazione di cui al comma precedente deve essere rinnovata

PIANO INDUSTRIALE E BANCA UNICA: INIZIA LA TRATTATIVA


Nei giorni scorsi, con la consegna dell’informativa alle Organizzazioni Sindacali, è ufficialmente iniziato il percorso della trattativa che porterà il Gruppo Banco Popolare verso il nuovo assetto. Il Piano Industriale 2011 – 2013/2015, integrato dal progetto di Grande Banca Popolare, con l’obiettivo di migliorare la capacità reddituale e commerciale del Gruppo, prevede l’inserimento in rete di numerose risorse destinate a supportare lo sviluppo, ridimensionando nel contempo le strutture di sede. Tale fase sarà accompagnata dalla migrazione entro il 30/06/2012 - dei sistemi informativi delle singole banche verso il Sistema Informativo unico secondo il seguente calendario: 25/02 BP Crema, 31/03 BPV, 28/04 BPN, 12/05 BP Cremona, 02/06 CRLuPiLi, 30/06 BPL. Nel 2° semestre 2012 verrà poi effettuata la chiusura di circa 140 filiali nonché il previsto swap di alcuni sportelli dal Credito Bergamasco verso il Banco Popolare. Questi processi di trasformazione porteranno a ricadute sul personale di tutte le Società del Gruppo. L’azienda prevede la riduzione dell’organico di 300 persone nel 2012 e di ulteriori 450 persone nel 2013, che porterà a determinare inevitabili interventi di mobilità territoriale e di mobilità professionale. Il progetto Grande Banca Popolare comporterà inoltre la necessità di armonizzare gran parte della contrattazione aziendale esistente nel gruppo, a partire, appunto, dalle banche in fusione, ed è per questo, secondo l’azienda, che è stata formalizzata la disdetta dei contratti integrativi nonché di tutti gli accordi in essere a tempo indeterminato. Tutti questi accordi scadranno pertanto il 31/12/2011 e dovranno essere rinegoziati, per poter definire – parole dell’azienda – una applicazione serena del Piano Industriale. L’informativa dell’azienda è parziale, in continuo divenire e non consente di valutare appieno le ricadute sul personale, tanto meno a regime; per questo sarà necessario monitorare il progetto nel tempo, anche nell’ambito di un Accordo Quadro che stabilisca le linee guida, come già è stato fatto nella fusione che nel 2007 ha portato alla nascita del Gruppo Banco Popolare. Un nuovo accordo di mobilità, inoltre, è elemento indispensabile per gestire le ricadute su lavoratori e lavoratrici, così come un nuovo sistema di relazioni sindacali; entro l’anno dovrà essere sottoscritto pure l’accordo sul premio aziendale 2011 e affrontato il tema dei distacchi in essere. E’ necessario anche affrontare la previsione di riduzione degli organici, contenuta sia nel piano industriale che nella creazione della grande banca utilizzando – questa è l’intenzione dell’azienda - sia il ricorso ad esodi incentivati che l’accesso al fondo di solidarietà. Le OOSS sono disponibili ad affrontare tali argomenti, a condizione che il quadro di riferimento sia chiaro e che il tutto venga sempre vincolato alla VOLONTARIETA’ dei diretti interessati e che, soprattutto, il risultato della contrattazione su tutti i temi e gli aspetti sia soddisfacente. Riguardo al part-time, strumento prioritario per il CCNL in caso di ristrutturazioni e riorganizzazioni, l’azienda ha confermato l’integrale validità dell’accordo in essere, già prorogato lo scorso anno fino al 31/12/2012. Rimangono invece lontane le posizioni riguardo a IGB e la cessione del ramo d’azienda compresi i 19 colleghi che vi lavorano, per i quali le OO.SS hanno chiesto la permanenza nel gruppo. Sono stati confermati dall’azienda il rapido esaurimento delle attività di Italease all’interno del gruppo Banco Popolare e l’estraneità delle attività di IGB al mondo del credito ( si vorrebbe applicare il contratto del commercio presso l’azienda di destinazione). L’incontro per questa trattativa è aggiornato al 24 ottobre prossimo in sede aziendale Invece sul Piano industriale e Banca unica già dalla prossima settimana verificheremo al tavolo di trattativa le intenzioni dell’azienda; il nostro obiettivo rimane quello di tutelare i diritti e le aspettative dei colleghi/e anche durante questa difficile transizione nella vita del Gruppo.


COORD. DIRCREDITO FABI FIBA FISAC SINFUB UGL UILCA – Gruppo BANCO POPOLARE

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LO SCIOPERO E’ SOLO SOSPESO


Aspettiamo l’azienda alla prova dei fatti


Lo sciopero del 10 ottobre è stato revocato, le assemblee del personale, proseguite anche dopo la revoca, sono terminate. Abbiamo ritenuto necessario andare a verificare le disponibilità manifestate dai massimi vertici del Gruppo, primo fra tutti l’A.D., in merito ad alcune importanti problematiche al centro della vertenza. Abbiamo valutato che fosse necessario riprendere le trattative, nella speranza che tali aperture possano rappresentare le basi per una ripresa proficua del confronto. I lavoratori e le lavoratrici hanno partecipato, numerosi e convinti come non mai, alle assemblee, ed hanno confermato quanto l’azienda sia lontana dai problemi veri che opprimono la realtà quotidiana. Altrettanto numerosi e convinti avrebbero aderito allo
sciopero: di questo siamo assolutamente certi. Le problematiche alla base della proclamazione dello sciopero per tutti i lavoratori del gruppo sono, infatti, ancora sul tavolo. A partire dalla prossima settimana riprenderanno gli incontri con l’azienda, secondo un fitto calendario che ci vedrà impegnati, con la massima determinazione, a dare positiva soluzione alle molte questioni sospese. Come è stato ampiamente chiarito – e condiviso - nelle assemblee, anche se dal punto di vista tecnico si è trattato di una revoca, nei fatti lo sciopero è stato solamente sospeso. E’ indispensabile ora pervenire a soluzioni positive e condivise, per quanto riguarda l’operazione SSC e la costituzione del “consorzione”, e per le numerose problematiche che affliggono la banca (organici, inquadramenti, part-time, pressioni commerciali,
riorganizzazione/disorganizzazione). Ci aspettiamo che l’azienda al tavolo di trattativa assuma un atteggiamento di vera apertura e che le importanti dichiarazioni dei vertici del gruppo si traducano in disponibilità concreta. Se così non fosse, e non dovrà passare troppo tempo prima che lo si possa verificare, la strada sarebbe obbligata, e non potrebbe che riaprirsi una fase conflittuale. L’azienda sbaglierebbe a sottovalutare il diffuso e fondato malcontento espresso dai colleghi. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: senza personale motivato, UniCredit non va da nessuna parte!

Milano 18/10/2011
Le Segreterie di Gruppo Le Segreterie degli Organi di Coordinamento delle Aziende del Gruppo
Dircredito Fabi Fiba-Cisl Fisac-Cgil  Sinfub  Ugl Credito Uilca

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Nella giornata di ieri si e’ svolto presso il Ministero del Lavoro, l’incontro richiesto congiuntamente dalle OO.SS. ed ABI per affrontare nel merito le problematiche , ad oggi ancora aperte, relative all’applicazione del Fondo di Solidarietà.

Nello specifico , il confronto ha riguardato:

• l’emanazione del Decreto definitivo relativo all’introduzione della Sezione Emergenziale;

• il recepimento delle modifiche al DM. 158/2000 introdotte dall’intesa dell’8 luglio 2011;

• il problema relativo alle conseguenze, per i lavoratori iscritti alla Sezione straordinaria del Fondo di Solidarietà, degli effetti del D.M. 78/ 2010 che ha introdotto le cosiddette finestre “ mobili”. Relativamente al primo punto, il Ministero ha chiarito che il Decreto definitivo e’ stato da tempo firmato dal Ministro Sacconi e che , allo stato attuale, e’ in attesa della firma del Ministro dell’Economia che dovrebbe sottoscriverlo in tempi brevissimi. Per quanto riguarda le modifiche introdotte dall’accordo dell’8 luglio u.s. il Ministero ha posto una serie di eccezioni relative all’introduzione dei contratti di solidarietà che gli uffici legislativi del Ministero del Lavoro, del MEF e dell’INPS hanno valutato non applicabili nel nostro settore. Secondo l’interpretazione del Ministero infatti, la legge 236/93, istitutiva dei contratti di solidarietà difensivi, sarebbe applicabile esclusivamente ai settori privi di qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale. Ne’ sarebbero immediatamente applicabili al nostro settore le disposizioni di legge relative ai contratti di solidarietà di tipo “espansivo” che, per essere recepite nel D.M 158/2000 hanno bisogno di un’integrazione legislativa che sarà inserita nella

Legge di stabilità o nel Decreto Sviluppo di prossima emanazione. Sul delicato tema della copertura relativa al periodo di raggiungimento della finestra da parte dei percettori dell’assegno straordinario, il Ministero ha ribadito quanto dichiarato nell’ambito dell’incontro del 2 febbraio 2011 circa l’applicazione della clausola di salvaguardia per coloro

che non sarebbero rientrati nel contingente previsto (10.000 unità) a carico del Fondo per l’occupazione. Ha inoltre anticipato che, avendo l’INPS terminato la fase di verifica delle posizioni rientranti nella deroga, provvederà nei prossimi giorni a dare avvio alle procedure per l’erogazione del trattamento pensionistico o alla copertura dei periodi “scoperti”.

E’ utile ricordare che:

• la L. 122/2010 ha previsto la deroga dalle nuove disposizioni nel limite massimo delle 10.000 unità per i lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi stipulati al 30.4.2010 e che maturano i requisiti entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità; per i lavoratori collocati in mobilità lunga sulla base di accordi stipulati al 30.4.2010 e per i lavoratori che , al 31.5.2010 (data di entrata in vigore del decreto), siano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore (ad. esempio, i titolari di assegno straordinario del settore credito)

• la stessa legge ha assegnato la verifica dei lavoratori rientranti nella deroga all’INPS che deve stabilire, stilando un’apposita graduatoria, se il lavoratore rientra nel limite delle 10.000 unità e, pertanto, deve beneficiare delle finestre precedentemente in vigore.

• e’ stata garantita la concessione, per coloro che non rientrano nei 10.000, del prolungamento dell’intervento di tutela del reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento del trattamento con onere a carico del Fondo sociale per l’occupazione e formazione. A fonte di alcune riflessioni espresse dai rappresentanti del Ministero sull’eventualità che gli

importi erogati dal Fondo per l’occupazione possano essere plafonati , le OO.SS. hanno espresso la più viva contrarietà e vigileranno affinchè gli impegni presi dal Governo siano rispettati. Nei prossimi giorni e’ previsto un nuovo incontro per chiarire alcuni profili tecnici.

Le Segreterie Nazionali

Sinfub

Roma, 14/10/2011

 

Invito all' ABI ad intervenire presso le associate per trovare soluzioni condivise e globali di maggiore interesse rispetto al riproporsi di singole situazioni di sicura forte vertenzialità

Le scriventi Segreterie Nazionali intendono rappresentare ad ABI l’intensificarsi di processi organizzativi , presso alcune aziende del settore, che comportano l’uscita di attività bancarie dall’area contrattuale e dal settore del Credito. Le procedure aziendali avviate con il coinvolgimento delle strutture sindacali aziendali e nazionali , riguardano attività e lavorazioni diverse , l’illustrazione di progetti organizzativi differenti, ma comportano tutte per i lavoratori interessati, l’applicazione di un diverso contratto collettivo nazionale di
riferimento. Ora ben consci della delicatezza del momento , le scriventi Segreterie ritengono che le iniziative assunte da tali aziende non siano da ricondurre ad una casuale concomitanza di indirizzi organizzativi o gestionali sia in termini temporali che di contenuto e che soprattutto non ci sia coerenza e rispetto degli affidamenti scambiati al tavolo negoziale circa gli importanti obiettivi che la nostra piattaforma di rinnovo del ccnl, già in discussione al tavolo nazionale, si propone di condividere con ABI in tema di competitività,
produttività,garanzie occupazionali del settore. Anche in quest’ottica ad oggi queste OOSS non hanno sottoscritto e non sottoscriveranno le ipotesi di accordo proposte in queste aziende su queste
tematiche, peraltro sottolineandone anche alcune significative non rispondenze alla normativa vigente .
In alcune aziende sono già state aperte fasi di vertenzialità, ed ovunque è stato evidenziato alla controparte aziendale quanto la problematica portata al tavolo negoziale, rappresentasse un aspetto di estrema delicatezza proprio per le significative proposte di innovazioni contenute nella piattaforma di rinnovo del CCNL che , ancor prima di essere discusse, ricevevano in questo modo, un inaccettabile ed incomprensibile rifiuto. Di conseguenza, l’invito che presentiamo ad ABI è quello di intervenire presso le associate per sottolineare la priorità che riveste il negoziato nazionale su queste tematiche, nella certezza che soluzioni condivise e globali forniranno risposte organizzative alle aziende interessate di sicuro
maggiore interesse rispetto al riproporsi di singole situazioni di sicura forte vertenzialità con un conseguente generalizzato criticizzarsi dello stato delle relazioni sindacali nel settore.


SEGRETERIE NAZIONALI

 

Sinfub

LA LAVORAZIONE DEI MUTUI   DEVE RESTARE NELLE BANCHE DEL GRUPPO


In data 10 e 11 ottobre la Delegazione sindacale di Gruppo e la Delegazione Aziendale si sono incontrate al fine di esaminare i contenuti dell’informativa riguardante:
un processo di accentramento di attività da Meliorbanca e dalla Banca Popolare del Mezzogiorno in BPER SERVICES;
la creazione di nuove unità organizzative di BPER sulla piazza di Milano e di una nuova filiale di BPER SERVICES a Matera;
l’esternalizzazione di attività (lavorazione assegni esteri e incassi elettronici dell’Ufficio Merci, lavorazioni esecutive e di data entry dell’Ufficio Centro Incassi, attività rientranti nelle fasi di istruttoria, post delibera, e post stipula dei mutui ipotecari a privati).
In apertura di riunione le OO.SS. hanno prospettato all’azienda l’impossibilità di avviare un confronto su una procedura che contiene iniziative in aperto contrasto con le norme contrattuali vigenti e con le richieste della piattaforma per il rinnovo del CCNL, attualmente oggetto di confronto a livello nazionale.
Il riferimento è alle attività rientranti nei mutui ipotecari, che il contratto nazionale non annovera tra quelle appaltabili, e che l’azienda ha invece inserito nelle esternalizzazioni progettate, rendendo di fatto nulla la procedura. Pertanto le OO.SS. hanno richiesto, ai fini dell’avvio del confronto, lo stralcio del suddetto progetto. L’azienda, nel dichiarare la convinzione sulla correttezza del proprio operato, ha richiesto un aggiornamento del tavolo in attesa di evoluzioni sulla trattativa del CCNL . Le OO.SS hanno confermato la validità della propria impostazione, in una lettera consegnata alla delegazione aziendale, e si sono altresì dichiarate disponibili a dare avvio alla procedura ed entrare nel merito del confronto a condizione che
l’azienda escluda, con un atto formale, il capitolo relativo all’esternalizzazione dei mutui.

Segreterie di Gruppo BPER

Dircredito Fabi Fiba-Cisl Fisac-Cgil    Sinfub     Ugl Uil.Ca.

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Snalec SINFUB

L'iniziativa giudiziaria contro l'applicazione della legge 122 e la conseguente negazione ai lavoratori di riconoscimenti economici contrattualmente previsti (oltre che della possibilità di contrattare miglioramenti economici in sede aziendale e nazionale) verrà coordinata a livello centrale dal gruppo di legali scelti dalle Segreterie Nazionali. La linea d'azione individuata, e definitivamente unitariamente confermata in occasione della riunione svoltasi ieri, mercoledì 5 ottobre scorso, con i legali incaricati di impostare e seguire la problematica prevede di procedere con decreti ingiuntivi prima di avviare il procedimento giudiziario ordinario; si tratta di un percorso che, seppure non consenta di affrontare immediatamente la questione di fondo nel suo insieme, risulta però decisamente più celere del procedimento giudiziario ordinario stesso. Con il decreto ingiuntivo, disciplinato dal Codice di procedura civile ( artt. 633 e seg.) il giudice, qualora accolga l'istanza del lavoratore, invita controparte ad adempiere l'obbligazione (ad erogare le somme in discussione...). Questo strumento può consentire un risultato positivo in tempi brevi ed insieme, nel caso di decisione positiva del Giudice, offre il vantaggio di conoscere e potere tenere conto, nella costruzione della nostra difesa rispetto all'immancabile ricorso di controparte, delle argomentazioni dei legali di parte aziendale. Al fine di avviare concretamente al più presto tale percorso occorre che tutti i dirigenti sindacali, unitamente ai lavoratori che hanno manifestato la volontà di unirsi al ricorso e che si trovano nella condizione di potere chiedere il riconoscimento di una somma spettante e non erogata dall'azienda (scatto d'anzianità o premio di anzianità maturato, contributo previsto per la previdenza

aziendale....) facciano presente alla propria struttura nazionale, possibilmente entro mercoledì della prossima settimana – 12 ottobre - , il proprio nominativo, il comune ove ha sede l'ufficio ove prestano servizio, la tipologia del diritto non riconosciuto e l'importo dovuto e non riconosciuto in busta paga e che si chiede venga erogato. A prova dell'esistenza del diritto non riconosciuto e del suo mancato riconoscimento (mancata erogazione della somma spettante) sarà utile allegare, o fare seguire nei giorni immediatamente successivi, l'ultima busta paga e copia del contratto (uno solo per ogni azienda) da cui discende il diritto all'erogazione della somma che si richiede. Si coglie l'occasione per segnalare che all'indomani degli incontri tenuti recentemente per affrontare la prima fase del processo di riassetto organizzativo di Equitalia l'informativa ai colleghi, in taluni casi, è risultata parziale e non coerente con l'impostazione unitaria. Rammentiamo alle strutture che l'importanza della comunicazione e dell'informativa ai colleghi non

è di minore significato rispetto al confronto con controparte, e che l'attività sindacale deve essere svolta unitariamente anche in quella importante fase. La forza dei lavoratori e delle nostre organizzazioni che li rappresentano poggia principalmente sulla nostra unità. I lavoratori stessi non raramente ce lo ricordano.

Le Segreterie Nazionali OO.SS

Snalec SINFUB

MINISTRO SACCONI: IL MINISTERO E' LATITANTE!

Il 16 dicembre 2009 le Parti Sociali del settore credito firmarono un Accordo relativo al Fondo di solidarietà (l’ammortizzatore autofinanziato del sistema) che introdusse la “Sezione emergenziale” finalizzata a tutelare i lavoratori licenziati da aziende in crisi o in liquidazione, privi dei requisiti per accedere al prepensionamento, garantendo, per due anni, l’80% dell’ultima retribuzione ,per le fasce di reddito sino a 38.000 euro di reddito annuo, con ripartizione dell’onere al 50% tra aziende interessate e “Sezione emergenziale”. L’Accordo fu recepito dal D.M. 26 aprile 2010 n. 51635 che decadrà il 31 dicembre 2011. Non c’è traccia del Decreto definitivo, senza il quale i lavoratori licenziati non potranno fruire del sostegno economico, dei percorsi di riconversione e di riqualificazione professionale a carico dell’Ente bilaterale “ Fondo Banche ed Assicurazioni”, dei processi di outplacement previsti dall’Accordo.
C’è un costo per il bilancio dello Stato? No, nessun costo. Soltanto l’insipienza, l’indifferenza, l’estenuazione burocratica del Ministero evidentemente immunizzato, a dispetto della sua missione, contro  i drammi sociali di migliaia di famiglie! Non è l’unico esempio di latitanza. Il D.L. n.78 del 2010 ha prolungato con effetto retroattivo le “finestre” pensionistiche, creando gravi problemi ai lavoratori in prepensionamento (Sezione straordinaria del Fondo di solidarietà) che incorrono nell’allungamento delle finestre. In un incontro svoltosi il 2 febbraio 2011 tra Rappresentanti del Ministero, A.B.I. ed OO.SS. si concordò che la copertura economica sarebbe stata garantita con onere a carico del Fondo Sociale per l’occupazione e la formazione. Oggi gli stessi Rappresentanti del Ministero ci dicono che quella garanzia è scomparsa! Migliaia di lavoratori si troverebbero, così, per un anno senza assegno di accompagnamento alla pensione e senza pensione! C’è un costo per il bilancio statale? Si. Ma sarebbe stato sufficiente che il Decreto non avesse effetto retroattivo (una mostruosità giuridica ricorrente) e salvaguardasse, come sempre avvenuto, gli Accordi stipulati prima della sua emissione per azzerare qualsiasi costo. Da ultimo, in ordine di tempo, in data 8 luglio 2011 le Parti sociali del credito, preoccupate per l’andamento della crisi internazionale e per gli effetti sul sistema bancario italiano, hanno stipulato un nuovo Accordo di riordino e di potenziamento della strumentazione del Fondo di solidarietà riducendo, altresì, il valore dell’assegno di accompagnamento alla pensione percepito dai lavoratori per consentire al fondo di sostenere i maggiori oneri fiscali intervenuti. Sono stati introdotti, inoltre, i Contratti di solidarietà difensiva ed espansiva. Del Decreto di recepimento nessuna traccia! C’è un costo per il bilancio statale? Nessun costo. Ogni anno viene stanziato un plafond per i Contratti di solidarietà; se ci saranno i fondi anche i  lavoratori bancari potranno fruirne; se non ci saranno, no. Ministro Sacconi l’inconcludenza apatica del Ministero di fronte all’urgenza di dar corso immediato alle tutele sociali concordate dalle Parti, senza scaricare oneri sul bilancio statale, osteggia e logora la fiducia e la volontà collaborativa che, ostinatamente, continuiamo a nutrire verso le Istituzioni. Le chiediamo, pertanto, un incontro urgente ed un impegno personale diretto. Lei ha seguito il settore da un ventennio, dai tempi della Legge Amato-Carli. Conosce, perfettamente, la ristrutturazione ed il riposizionamento competitivo, in condizioni di equilibrio sociale, grazie al Fondo di solidarietà, e senza oneri per il bilancio pubblico, ai quali la Concertazione tra le Parti sociali ha offerto un contributo decisivo facendo del sistema bancario italiano uno dei più solidi del mondo. Ed uno dei più sindacalizzati del mondo con il 75% dei lavoratori iscritti alle nostre Organizzazioni sindacali. Sappia, altresì, che la Categoria e le sue Rappresentanze sindacali continueranno a fare il loro dovere con grande impegno e responsabilità nei confronti delle aziende, dei clienti, delle economie e delle comunità di riferimento, del nostro Paese. Ma si opporranno, con assoluta determinazione in tutte le sedi, allo sconvolgimento delle tutele fondamentali, costruite in faticosi e fecondi anni di negoziati tra le Parti, rivendicando perentoriamente , nell’unità solidale con tutti i lavoratori, il proprio diritto al futuro.

Roma 6 ottobre 2011
LE SEGRETERIE NAZIONALI
DIRCREDITO – FABI – FIBA/CISL – FISAC/CGIL – SINFUB – UGL - UILCA


Nell’incontro di giovedì 6 ottobre l’Azienda ha comunicato i seguenti dati in riferimento all’adesione volontaria da parte dei lavoratori al processo di uscite dal servizio previsti dall’accordo del 29 luglio sulle ricadute del Piano d’Impresa del Gruppo Intesa Sanpaolo Ad oggi le richieste sono:


- circa 2.450 per quanto riguarda la Parte A dell’accordo;
- circa 1.500 riferite alla parte B dell’accordo per l’adesione al Fondo Esuberi (in questo caso i termini scadono il 20 ottobre).
Le domande pervenute saranno ora attentamente verificate per certificarne la correttezza formale e che i lavoratori siano realmente in possesso dei requisiti per poter lasciare il servizio, secondo le modalità previste dall’accordo.


Milano, 6 ottobre 2011


LE DELEGAZIONI TRATTANTI DI GRUPPO INTESA SANPAOLO
DIRCREDITO – FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL – SINFUB – UGL - UILCA

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L'ARROGANZA DEL POTERE LA FORZA DELL'INDIGNAZIONE


Il 14 gennaio scorso queste Organizzazioni Sindacali, con il grande senso di responsabilità e realismo, che le ha sempre contraddistinte, sottoscrivevano, con la Banca Popolare di Bari, un accordo, non privo di sacrifici per i lavoratori, che prevedeva l’”esodo incentivato” di 120 colleghi nel triennio 2011-2013.
Questo accordo, fortemente voluto dalla Banca, tanto da attivare le procedure ex artt. 15 e 18 del vigente CCNL ha, come cardine, “il conseguimento del riequilibrio strutturale del complesso dei costi aziendali in rapporto alle mutate condizioni economico-sociali di riferimento” ed il conseguimento di “condizioni di operatività/produttività in grado di generare indicatori di natura economico-finanziaria in linea con i dati di sistema”. Ebbene, nella tornata consiliare del 28 settembre 2011, questa Banca, in spregio ai principi dettati dall’accordo sottoscritto ed alle più elementari norme di corrette relazioni industriali, ha deciso proditoriamente, di nominare numerosi nuovi dirigenti, alla faccia del sacrificio dei colleghi già “esodati” e di quelli prossimi. Nel mentre, continuano, con rinnovata brutalità e virulenza, comitati filiali, partecipe
anche il nuovo Direttore Generale, nei quali minacce personali si sommano a richiami a licenziamenti collettivi. E' questo il nuovo corso della BPB? E' nei soliti, triti atteggiamenti vessatori la chiave per il rilancio della Banca? E' in questo clima che si intende cercare condivisione e nuove ricette? Queste Organizzazioni Sindacali, troppe volte costrette a sorbire le omissioni e le bugie propinate dalla delegazione aziendale nel corso dei numerosi incontri che si sono succeduti fino ad ora, ritengono molto grave quanto avvenuto e si attiveranno in tutte le sedi e con ogni mezzo per riportare questa Banca in un solco di credibilità e correttezza, obbligandola al rispetto dello spirito degli accordi sottoscritti e degli impegni presi con ogni lavoratore e lavoratrice. Il sindacato tutto sarà sempre al fianco delle donne e degli uomini che con il loro costante lavoro, professionalità e dignità hanno contribuito alla crescita di questa Banca.
All'arroganza del potere dei pochi opporremo la forza dell'indignazione dei molti.

Bari, 29 settembre 2011
Le Segreterie di Coordinamento Banca Popolare di Bari
DIRCREDITO – FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL – SINFUB - UILCA

               

                            SHARED SERVICE CENTER: rinviata l’esternalizzazione!


In data odierna la Direzione del Gruppo Unicredito ha informato le Organizzazioni Sindacali della decisione assunta dall’Amministratore Delegato, dal Direttore Generale e dal COO di sospendere l’attuazione dei progetti di esternalizzazione dello Shared Service Center e di costituzione del cd. Consorzione, rinviandole al 1° gennaio 2012, ciò anche al fine di favorire il dialogo tra le parti su questo importante argomento e la ripresa delle relazioni sindacali. Consideriamo tale decisione un importante evento nel contesto della vertenza in atto, perché consente innanzitutto lo sviluppo del tema dell’area contrattuale nella trattativa avviata sul rinnovo del CCNL, da noi considerata imprescindibile per la ripresa del confronto sullo SSC.
La mobilitazione messa in atto dalle OOSS, unita all’intervento delle Segreterie Nazionali nel corso della trattativa per il rinnovo del CCNL, ha consentito di raggiungere questo primo importante risultato e dopo la decisione aziendale

riteniamo di REVOCARE la dichiarazione di SCIOPERO

confermando lo stato di agitazione in atto e le assemblee programmate.

Nei prossimi giorni riprenderemo il confronto con l’azienda su tutti gli argomenti all’origine dello sciopero, comprese le tematiche riguardanti il bancone quali inquadramenti, organici, part time, pressioni commerciali e valuteremo nei fatti le disponibilità aziendali circa la positiva soluzione di problemi da noi sollevati.

Milano 03/10/2011
Le Segreterie di Gruppo
Le Segreterie degli Organi di Coordinamento delle Aziende del Gruppo

Dircredito Fabi Fiba-Cisl Fisac-Cgil Sinfub Ugl Credito Uilca

 

 

 

 

OGGI A TE, DOMANI A ME

Questo è il motivo principale per cui, come lavoratori e lavoratrici siciliani del gruppo Unicredit,
dobbiamo partecipare compatti allo sciopero di lunedì 10 ottobre, che per la prima volta coinvolge l’intero gruppo in Italia


PERCHE’:


- Lo scorporo e l’esternalizzazione delle attività di SSC (gestione pratiche amministrative del
personale) a Roma e Milano comporta che questi colleghi finiscono in una società di cui Unicredit è socio di minoranza, con la certezza di uscire dal settore del credito.
- Si tratta di una scelta sbagliata e irresponsabile, ma può essere solo l’inizio di un processo: presto, dopo SSC, potrebbe - per esempio - essere la volta dei cassieri divenuti superflui dopo la diffusione dei bancomat evoluti (quando funzionano!), come pure di altre figure oggi inquadrate in ruoli commerciali.
- Dobbiamo avere chiare le ricadute di questo scenario in Sicilia: in un territorio che soffre la crisi più di altre aree d’Italia, Unicredit non sostiene il tessuto socio-economico, attua dopo alcuni mesi un’ennesima ristrutturazione della rete e delle strutture di governo, non assume giovani ed accentua i demansionamenti e lo svilimento delle competenze professionali. In più, così come già avvenuto per il polo ex Ucfin, anche per altre strutture di multipolarità presenti su Palermo c’è il rischio concreto che siano ridimensionate o private di lavorazioni da delocalizzare altrove.
- L’assurdo rifiuto dell’azienda di procedere nella trattativa sugli inquadramenti nel “bancone” ha mortificato le legittime aspettative dei colleghi provenienti dal perimetro ex Capitalia, presenti massicciamente in Sicilia.
Dobbiamo avere chiaro che:


1) nessuno può ritenersi al sicuro, in Lombardia come in Sicilia;


2) solo dalla partecipazione massiccia dei colleghi potrà arrivare un segnale forte e chiaro al
management che pensa di procedere nei propri progetti contro i lavoratori;


3) in questa battaglia ci giochiamo la possibilità di continuare ad avere un’area contrattuale del
credito che offra tutele, garanzia del posto di lavoro e percorsi professionali.
Esortiamo dunque tutti a partecipare allo sciopero, valutando che i 100 e più euro che mancheranno alla
busta paga di fine mese sono certamente un grosso sacrificio, necessario se vogliamo far cambiare rotta a un'azienda insensibile alla dialettica sindacale.

Le OO.SS.
 

Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil  Sinfub   Ugl Credito UILCA    UniCredit Group


UNICREDIT DAY


…ovvero la grande distanza tra principi e realtà. Anche per questo motivo scioperiamo il 10 ottobre


L’UniCredit Day, che lo scorso 22 settembre ha coinvolto tutti i lavoratori del Gruppo, è stato concepito dall’azienda come un’occasione “per riflettere insieme su come la sostenibilità sia già parte integrante di ciò che facciamo ogni giorno, e sia ciò che ci permette di fare la differenza”. Difficile dire se questa affermazione sia più supponente o più autoreferenziale. Può una giornata di (auto) celebrazione fare di UniCredit un’azienda sostenibile? Assolutamente NO! Questo appuntamento, a cui siamo chiamati ormai ogni anno, appare del tutto rituale, perché, ormai è chiaro, l’ascolto “vero” delle opinioni del
personale è solo sulla carta. In particolare, la parola “sostenibilità”, tanto usata dal management quanto
lontana dalla vita di tutti i giorni, risulta vuota, talmente tanti sono, in UniCredit, gli elementi di insostenibilità:
• l’estromissione, dal gruppo e dal settore, di attività e lavoratori, senza alcuna prospettiva certa per il futuro;
• le continue riorganizzazioni che non evidenziano un chiaro progetto di rilancio, ma rispondono all’unico obiettivo di tagliare i costi;

• le numerose consulenze esterne, che rappresentano pesanti oneri per l’azienda e mortificano le professionalità interne;
• l’azzeramento, da parte dell’azienda, del sistema inquadramentale della rete;
• le condizioni in cui versano le agenzie, chiamate a fare i conti con una carenza di organico sempre più intollerabile e una disorganizzazione crescente, che sembra senza via d’uscita;
• una struttura organizzativa “a piramide rovesciata”, particolarmente pesante nei livelli manageriali, che vede molti dare ordini e controllare, e troppo pochi – rispetto alle reali esigenze – lavorare;
• le continue e pressanti richieste di risultato, a prescindere dalle condizioni di mercato, da parte di un gruppo dirigente che pretende tanto ma poco o nulla sa del lavoro delle filiali; • le responsabilità sempre più spesso scaricate dall’alto verso il basso; • i privilegi del top management, a partire dagli emolumenti, per passare poi ad auto aziendali e benefits vari. In un momento di grave crisi del Paese, di cui siamo perfettamente consapevoli e che chiama tutti alla responsabilità, assistiamo purtroppo ad un
attacco da parte dell’azienda alle tutele e alle garanzie di chi sta più in basso e regge, quasi da solo, le sorti del Gruppo, mentre sarebbe necessario ricercare, anche all’interno dell’azienda, una forte coesione sociale. Non è accettabile! Con lo sciopero di tutti i lavoratori del Gruppo, già fissato per il prossimo 10
ottobre, e le altre iniziative di mobilitazione previste, vogliamo ribadire la nostra forte contrarietà ad una politica che impoverisce il patrimonio professionale e umano dell’azienda. Basta con i proclami sulla sostenibilità! UniCredit farà la differenza solo se saprà tradurre le dichiarazioni e i principi in comportamenti concreti e virtuosi, dimostrando di essere capace di creare nella quotidianità reali condizioni di sostenibilità.
Milano, 27 settembre 2011
Segreterie di Coordinamento
Segreterie di Gruppo


Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil     Sinfub    Ugl Credito UILCA

Coordinamenti RSA - Banca Monte dei Paschi Siena Spa


PIANO INDUSTRIALE 2011-2015



Nella precedente comunicazione, riguardante le tematiche del Piano Industriale 2011/2015 – cfr. Documento Unitario del 7 settembre – le scriventi OO.SS. hanno posto l’accento sulla necessità di continuare a concretizzare, senza indugi, le scelte strategiche postulate all’interno dei Programmi elaborati dall’Azienda, anche per conferire una ulteriore spinta propulsiva verso il conseguimento degli auspicati obiettivi di efficienza e di efficacia.
Le critiche in tal senso avanzate rispetto a certe iniziative assunte dalle Direzioni Privati e Corporate della Capogruppo Bancaria, hanno nel frattempo prodotto alcuni risultati, con attinenza alla integrazione dei contenuti del Regolamento 8 BMPS in cui, relativamente all’applicabilità dei Modelli di Servizio nei confronti dei diversi segmenti di utenza, viene richiamato esplicitamente il principio della volontà di adozione da parte della clientela, formalizzando inoltre in maniera chiara le responsabilità assegnate ai ruoli professionali afferenti alle filiere di volta in volta considerate.
Le integrazioni apportate al Regolamento 8 hanno alla base un presupposto di politica negoziale, in ordine al quale anche materie non istituzionalmente demandate od inserite nei percorsi di trattativa – come, ad esempio, l’organizzazione del processo produttivo e le implicazioni delle politiche commerciali – hanno sempre trovato accoglimento nelle norme contrattuali interne e, di conseguenza, nei Protocolli allegati al CIA e nei Regolamenti Aziendali. Ciò allo scopo di garantire reali tutele e possibilità di sviluppo per tutti i Colleghi, a prescindere dall’ambito e dalle filiere di appartenenza, mediante la definizione di una disciplina uniforme dei sistemi incentivanti e di specifiche declaratorie per i livelli inquadramentali.
Lo scopo delle norme, dunque, non è quello di negare la specializzazione, o peggio, di mortificarla; è vero semmai il contrario, e cioè che attraverso la codificazione di principi chiari ed esigibili risulta possibile mantenere l’unitarietà della forza lavoro, regolamentando gli aspetti particolari della prestazione professionale senza per questo privilegiare l’individuo a discapito del “team”.
Appaiono pertanto strumentali i tentativi operati dalle Direzioni di Capogruppo prima richiamate, orientati proprio a dividere i Lavoratori attraverso il “ripensamento” di peculiari aspetti del Progetto di riorganizzazione in atto, legati in particolare alle successive fasi del confronto previste negli Accordi Sindacali di febbraio e di aprile, ed inerenti all’evoluzione delle modalità operative e delle funzionalità dei Centri Specialistici e delle Filiali di piccole dimensioni. Anche in questo caso, si tratta di portare a compimento un disegno che non mette in discussione le esigenze di professionalizzazione legate alla gestione delle diverse filiere, ma riconsidera l’architettura logistica delle unità operative, ponendo al centro il rapporto con la clientela in ottica globale e sinergica.
Da ciò si comprende come il problema dei “ripensamenti” sul Progetto non sia legato - nel nostro specifico caso - tanto alla necessità di calibrare la portata delle scelte effettuate, quanto piuttosto a considerazioni diverse, spesso di carattere personalistico, espresse proprio da quelle Direzioni di Capogruppo a cui abbiamo fatto più volte riferimento nella presente comunicazione; considerazioni di carattere personalistico che, negli ultimi tempi, investono tuttavia anche altri ambiti della squadra Top Manageriale, in un momento in cui ci sarebbe invece bisogno di massima unità e coesione.
In questo clima, caratterizzato da palesi contraddizioni, i Dipendenti appaiono disorientati.
La ferma volontà dagli stessi manifestata nel portare avanti un Progetto di riorganizzazione aziendale, dedicato alla valorizzazione della Rete ed al radicamento sul Territorio, si fonda infatti sulla totale condivisione dei contenuti e sull’integrale rispetto dei programmi, aspetti questi messi ripetutamente in dubbio dalle iniziative descritte.
Inoltre, le difficoltà legate alla scelta aziendale di avviare la revisione logistica durante la stagione estiva, senza oltretutto avere completato gli organigrammi riferiti ai ruoli di responsabilità, risultano aggravate dal ricorso a pressioni commerciali indiscriminate; tema, purtroppo, tornato di attualità in tutto il settore del credito, a causa della crisi economico-finanziaria e della conseguente erosione dei margini reddituali.
Report giornalieri, rilevazione “statistica” dei dati, “esortazioni” alla vendita scomposte nei tempi e nei modi, “trasformazioni” subite in sede locale dalle già composite direttive emanate dalle funzioni di Capogruppo, rischiano di minare pesantemente la sostenibilità delle azioni di collocamento dei prodotti, e dimostrano la dicotomia esistente tra i comportamenti richiesti agli addetti da parte della dirigenza e le disposizioni codificate nei Protocolli sulle politiche commerciali allegati al Contratto Integrativo BMPS.
Occorre procedere verso una immediata inversione di rotta, ristabilendo l’integrale rispetto dei Protocolli sopra menzionati, a sostegno di azioni di vendita bilanciate, oltre che fondate su criteri di univocità operativa tra i vari livelli decisionali competenti.
Il ripristino di un clima lavorativo sereno e collaborativo costituisce la premessa indispensabile per portare avanti, con successo, le impegnative scelte strategiche ed organizzative previste dal nuovo Piano Industriale, secondo gli intendimenti codificati negli Accordi e sulla base delle convergenze metodologiche concordate fra le parti.


Lunedì 10 ottobre 2011

SCIOPERO NAZIONALE di TUTTI I LAVORATORI E LAVORATRICI DEL GRUPPO UNICREDIT


In data odierna le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno proclamato lo SCIOPERO GENERALE DEL GRUPPO UNICREDITO per lunedì 10 ottobre nel quadro del pacchetto di 15 ore deciso a seguito della conclusione negativa del tentativo di conciliazione. Le motivazioni dello sciopero, come noto, risiedono nella
￱ decisione aziendale di procedere alla cessione, al di fuori del Gruppo Unicredit, dello HR Shared Service Center ad una Newco, controllata da un’azienda non bancaria, quale prima operazione di un progetto molto più ampio di esternalizzazioni di attività e lavoratori/trici, peraltro alla vigilia della presentazione di un nuovo Piano Industriale le cui linee ispiratrici al momento sono sconosciute. Riteniamo questaoperazioneassolutamente inaccettabile sia dal punto di vista delle prospettive industriali, che appaiono incerte e fumose, sia dal punto di vista dell’attacco all’area contrattuale, alle garanzie occupazionali e al CCNL
￱ crescente tensione e preoccupazione vissuta dalle/dai Lavoratrici/tori della Rete a seguito di: continue riorganizzazioni, pressioni commerciali, carenza di organici e azzeramento delle normative in materia di inquadramenti; questo clima assolutamente negativo ha comportato un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e uno svilimento delle professionalità e competenze esistenti.
Inoltre i lavoratori di UCBP, UGIS e URE sono alla vigilia di una profonda ristrutturazione che porterà quelle aziende a fondersi in una società neo costituita denominata UBIS che, per manifestata volontà aziendale, subirà l'azzeramento degli attuali Contratti Integrativi. Le OO.SS ribadiscono che l’esternalizzazione dello HR SSC e l’azzeramento della normativa sugli inquadramenti rappresentano una rottura nel rapporto con i
Lavoratori/trici, nelle modalità di gestione delle problematiche aziendali e nelle relazioni sindacali, rottura tanto più grave in considerazione delle difficoltà vissute dal Gruppo in un contesto di crisi economica globale che
viceversa necessiterebbe di un atteggiamento aziendale diametralmente opposto.


ADERIAMO TUTTI ALLO SCIOPERO DI LUNEDI' 10 OTTOBRE PER CONTRASTARE I PROGETTI AZIENDALI A SOSTEGNO DELLA VERTENZA SI TERRANNO TRE MANIFESTAZIONI NAZIONALI A MILANO, PALERMO E ROMA.


Sono sospese le relazioni sindacali in tutto il Gruppo e a tutti i livelli. Seguiranno ulteriori comunicazioni in merito alle successive iniziative di mobilitazione. A breve, a cura delle strutture locali, verrà comunicato il calendario delle ASSEMBLEE in preparazione dello SCIOPERO.


Milano 22 settembre 2011
Segreterie di Coordinamento di UniCredit Group
Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil    Sinfub   Ugl Credito Uilca

Marco Morelli, Direttore Generale Vicario ISP e responsabile Banca dei territori, alla presenza della Direzione del Personale con Marco Vernieri e Alfio Filosomi, ha incontrato oggi fabi Fiba/ Cisl Fisac/ CGIL Uilcs Dircredito Sinfub Ugl.

Il Direttore Generale - affermano fonti sindacali - ha presentato in modo analitico e articolato gli interventi fatti dal suo arrivo rivolti a mettere sempre piu' la filiale al centro della banca dei territori e il rapporto con il cliente. Molte i progetti messi in campo indirizzati a potenziare il ruolo del direttore in tema di deleghe sul credito alle piccole e medie imprese. Gli obiettivi del Piano d' impresa per la Banca dei territori saranno ulteriormente indirizzati a semplificare la gamma dei prodotti e creare nuovi prodotto modulari ad esempio sui mutui alla clientela. Il Direttore Generale ha conformato l'iter procedurale e deliberativo per la creazione della banca dell'Umbria che accorpera' le banche del Gruppo presente nella regione. I sindacati hanno rimarcato come l'accordo sul Piano d'Impresa firmato a Roma il 29 luglio sia fondamentale per raggiungere parte degli obiettivi del Piano. I sindacati hanno chiesto la corretta applicazione dell'accordo in tema di riconversioni ai ruoli commerciali. Accordo: Adesioni uscite: hanno aderito al 20 settembre 2.255 lavoratori sui 2.500 previsti. L'accesso al fondo, ch ha termine il 20 ottobre, ha registrato oltre 790 su 4.000 previsti

SCIOPERO DEL GRUPPO UNICREDIT

Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil Sinfub Ugl Credito UilCa UniCredit Group

Nella giornata di lunedì 12 settembre è stato esperito, con esito negativo, il tentativo di conciliazione a seguito dell’avvio della procedura per la proclamazione dello Sciopero di tutti/e i/le Lavoratori/trici del Gruppo
Unicredit. In sede di Conciliazione abbiamo ribadito con forza e determinazione le motivazioni che sono alla base della proclamazione dello Sciopero: - la decisione aziendale di procedere alla cessione, al di fuori del Gruppo Unicredit, dello HR Shared Service Center ad una Newco, controllata da un’azienda non bancaria, quale prima operazione di un progetto molto più ampio di esternalizzazioni di attività e Lavoratori/trici,
peraltro alla vigilia della presentazione di un nuovo Piano Industriale le cui linee ispiratrici al momento sono sconosciute. Riteniamo questa operazione assolutamente inaccettabile sia dal punto di vista delle
prospettive industriali, che appaiono incerte e fumose, sia dal punto di vista dell’attacco all’area contrattuale, alle garanzie occupazionali e al CCNL. Per questo sono state coinvolte, fin da subito, tutte le strutture
sindacali a partire dalle Segreterie Nazionali di categoria; - la crescente tensione e preoccupazione vissuta dalle/dai Lavoratrici/tori della Rete a seguito di: continue riorganizzazioni, pressioni commerciali, carenza di organici e azzeramento delle normative in materia di inquadramenti; questo clima assolutamente
negativo ha comportato un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e uno svilimento delle professionalità e competenze esistenti. Abbiamo conseguentemente deciso di proclamare un pacchetto di 15 ore di Sciopero di tutti/e Lavoratori/trici del Gruppo da effettuarsi entro il 20 di ottobre p.v. con le modalità che vi comunicheremo nei prossimi giorni. E’ del tutto evidente che, già a partire dalla prima giornata di Sciopero, sarà necessaria una massiccia e convinta partecipazione per dare fin da subito un messaggio forte e chiaro ai vertici del Gruppo. Ribadiamo che l’esternalizzazione dello HR SSC e l’azzeramento della normativa sugli inquadramenti nella banca rappresentano una rottura nel rapporto con i Lavoratori/trici, nelle modalità di gestione delle problematiche aziendali e nelle relazioni sindacali, rottura tanto più grave in considerazione delle difficoltà vissute dal Gruppo in un contesto di crisi economica globale che viceversa necessiterebbe di un atteggiamento aziendale diametralmente opposto. In preparazione dello SCIOPERO si terranno ASSEMBLEE tra tutti i/le Lavoratori/trici del Gruppo che verranno attivate dalle strutture sindacali aziendale e territoriali.

No all’art. 8 della manovra SI alla difesa dell’autonomia contrattuale


I Segretari Generali di Fabi, Fisac Cgil, Fiba Cisl Uilca Uil ,Sinfub, Ugl Credito e Dircredito nel valutare
la manovra del Governo ingiusta perché colpisce il lavoro e le pensioni, inadeguata in quanto non interviene sul debito e non rilancia né la crescita né l’occupazione, iniqua poiché aumenta le tasse per i lavoratori e cittadini onesti senza colpire le grandi ricchezze e l’evasione, valutano negativamente anche l’art. 8 della manovra in discussione nei prossimi giorni alla Camera, in quanto lesivo dell’autonomia contrattuale delle parti e dei diritti dei lavoratori per quanto attiene le conseguenze sull’art. 18 della legge 300/70.
I Segretari Generali sono impegnati altresì a definire proposte unitarie all’insegna dell’equità, della crescita, e della buona occupazione da sostenere con la mobilitazione unitaria della categoria. Inoltre, nel confermare il valore delle regole di democrazia che unitariamente ci siamo dati e nella consapevolezza che va difeso ed esteso con i dovuti adattamenti anche ai nostri settori l’accordo Confederale del 28 Giugno ( da considerare esaustivo di qualsiasi intervento in materia contrattuale) e in sintonia con il mandato ricevuto dai lavoratori sulle piattaforme per il rinnovo dei contratti dei nostri settori, si impegnano unitariamente affinché con Abi e Ania si convenga di non dare applicazione in nessun caso a quanto previsto dall’art. 8 della manovra del Governo. Resta inteso che tale impegno è vincolante per tutti i sindacati (Nazionali, Territoriali, Coordinamenti
di Gruppi Aziendali).


Roma, 12 settembre 2011


I Segretari Generali
Fabi Lando Maria Sileoni
Fiba/Cils Giseppe Gallo
Fisac/Cgil Agostino Megale
Uilca Massimo Masi
Dircredito Maurizio Arena
Sinfub Pietro Pisani
UGL Credito Fabio Verelli

Ristrutturazioni, esternalizzazioni, disorganizzazione, carenze di organico, pressioni commerciali, eliminazione delle norme relative agli inquadramenti della banca!

Le OOSS hanno avviato le procedure per uno SCIOPERO IN TUTTE LE AZIENDE DEL GRUPPO

Venerdì 2 settembre le scriventi OO.SS. hanno incontrato l’Azienda, alla presenza del COO Paolo Fiorentino che ha confermato l’esternalizzazione dello SSC, attraverso la cessione di attività e di lavoratori ad una Newco partecipata da UBIS (nuovo consorzio) al 49% e da Hewlett Packard (HP) al 51%. La decorrenza sarà 1^ novembre 2011 e i colleghi coinvolti saranno 230, tutti appartenenti a UCBP, esclusi gli addetti ai mutui e ad altri servizi che saranno specificati

successivamente. L’Azienda ha ribadito le motivazioni dell’operazione che ancora una volta non sono apparse convincenti: in particolare per le prospettive e il futuro occupazionale e professionale dei lavoratori interessati. L’operazione si presenta come una scommessa sulla pelle dei colleghi, considerati unicamente come costi da eliminare.

E’ stato inoltre esplicitato che questa è solo la prima esternalizzazione, altre sono allo studio, sempre nell’ottica della riduzione dei costi e con l’obiettivo di fare efficienza. A quali altri colleghi toccherà quindi prossimamente di essere espulsi dal gruppo verso altre società e altri contratti di lavoro? E’ un atto grave di discontinuità nel rapporto con il personale, nelle modalità di gestione delle problematiche aziendali e delle relazioni industriali. Si tratta di una

operazione che mina il senso di appartenenza dei dipendenti – tutti, non solo quelli direttamente coinvolti - verso il gruppo, in un momento difficile in cui sarebbe invece necessario procedere in senso inverso, creando motivazione, consapevolezza e responsabilità. Quella di SSC, poi, è un’operazione che mette in discussione il CCNL sul tema

dell’area contrattuale e smentisce l’accordo del 18 ottobre 2010, attraverso il quale il sindacato si era assunto importanti responsabilità, in un momento di grave crisi della governance aziendale. E’ anche un’ operazione estemporanea, fuori da un piano complessivo che affronti la situazione di difficoltà del gruppo, determinata dal persistere della crisi economica e finanziaria e dalle politiche sbagliate perseguite dall’azienda. Il Gruppo pare navigare a vista, mettendo in campo ristrutturazioni continue in diverse società, con l’unico obiettivo di tagliare i costi e il personale, senza un disegno organizzativo e produttivo chiaro che lo rilanci. Specchio di tutto ciò è questa operazione, ma non è diversa l’ennesima riorganizzazione della banca unica (decisa ad appena otto mesi di distanza dall’avvio di ONE4C), senza dimenticare la crescente disorganizzazione, l’incapacità di ridurre e razionalizzare la struttura

organizzativa e i livelli manageriali, i tagli degli organici nella rete e delle professionalità di chi è a contatto diretto con il cliente, mentre proliferano i centri di comando e le consulenze, le pressioni commerciali continue e inaccettabili,

l’eliminazione del sistema inquadramentale della rete, determinato dal rifiuto dell’azienda di acconsentire ad una proroga degli inquadramenti in corso, in attesa di poter chiudere la trattativa sull’argomento.

Contro questa situazione ormai insostenibile le OOSS hanno avviato - venerdì 2 settembre -

le procedure per l’effettuazione di uno sciopero in tutto il gruppo L’azienda ha la responsabilità delle scelte strategiche, ed è libera di cambiare linea nelle relazioni con i dipendenti e il sindacato: non si può che prenderne atto.

Ma senza dipendenti coinvolti e motivati, e senza il sindacato, UniCredit non andrà da nessuna parte!

Milano 5 settembre 2011

Banche Che Assumono 2011               

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Andiamo ora a vedere quali sono gli Istituti di Credito che sono in fase di selezionedel personale

Tra le banche che stanno ricercando personale per varie posizioni amministrative, vi è la Unicredit Banca. Uno degli Istituti più importanti ricerca varie figure professionali.

Una delle posizioni è quella del Back Office : si cerca personale che possa fare attività di gestione e di organizzazione delle attività: la banca assume a tempo indeterminato.
Anche Intesa San Paolo: un solido Istituto di Credito è alla ricerca di Personale. La banca attuerà una procedura di selezione che si articola in varie fasi, e che ha lo scopo di trovare il personale con le migliori attitudini.

Il Gruppo Generali. Solida azienda, una delle realtà più importanti da un punto di vista assicurativo e finanziario, ricerca molte figure da impegnare nel settore finanziario.

Anche il gruppo Banca Sella è alla ricerca di personale: le ultime posizioni ricercate sono profili che si occupino del settore commerciale e di quello organizzativo. Per conoscere tutte le posizioni aperte, visitare questo link.

Infine segnaliamo il gruppo Mediolanum che offre sempre la possibilità di lavorare in banca, attraverso la formazione personale e l’affiancamento di un supervisore che guiderà i neo assunti, nel proprio percorso lavorativo.

Come ben noto, la situazione politica economica nel nostro Paese versa in una condizione drammatica che coinvolge tutti i settori produttivi. I piani di “austerità” del Governo per far fronte a questa emergenza rischiano ancora una volta di passare quasi esclusivamente attraverso un forte ridimensionamento del welfare e l’abbattimento del costo del lavoro, allargando la forbice della diseguaglianza.

Per quanto attiene il settore del credito i Piani industriali dei più grandi gruppi mirano essenzialmente all’incremento dei margini economici attraverso la drastica riduzione dei costi operativi. Diminuiscono così i numeri complessivi degli addetti e aumenta il numero dei colleghi coinvolti nel fenomeno degli esuberi.

Le OOSS nell’ambito della discussione sul rinnovo della piattaforma del CCNL, stigmatizzano la posizione di Abi che ribadisce il legame tra incrementi salariali e produttività quale unico principio ispiratore, con l’evidente obiettivo di garantire la remunerazione del capitale e del management, comprimendo salari e diritti.

E’ necessario, al contrario, ristabilire criteri di equità tra le dinamiche di dividendi, stock options e salari, garantendo nuova e stabile occupazione e il recupero del potere d’acquisto. Anche nel gruppo BNL – BNPP Italia la crisi in atto ha lasciato il suo segno. In questo quadro si inseriscono gli accordi sindacali sottoscritti nell’ambito di tre società del

Gruppo che hanno consentito di salvaguardare i livelli occupazionali nelle sedi di appartenenza, nonché il mantenimento dei diritti acquisiti nelle società di provenienza.

· Personal Finance:

Con l’accordo di giugno si è concluso l’iter di incorporazione dell’intera società in BNL, con l’ingresso degli ultimi 68 dipendenti in banca a partire dal 1 gennaio 2012.

Per queste colleghe e questi colleghi, che non avevano forme di previdenza complementare aziendale, grazie alle nuove norme statutarie del nostro Fondo pensioni, le OOSS hanno ottenuto la possibilità di iscrizione al nostro Fondo sin dal prossimo agosto, potendo così usufruire del contributo aziendale del 4%.

· Lease Group:

La ristrutturazione aziendale ha coinvolto 53 persone di cui 25 entreranno in BNL o in aziende del Gruppo BNPP Italia, 18 risorse saranno coinvolte in processi di mobilità funzionale interna, e i restanti 10 saranno accompagnate attraverso il Fondo esodi o poste in quiescenza. Le uscite per pensionamento saranno effettuate prioritariamente su base volontaria e incentivata.

· Artigiancassa:

La realizzazione del piano industriale del 2009/2011, non si è concretizzata con gli obiettivi auspicati e si è resa necessaria una riformulazione del piano di sviluppo incentrato principalmente sul contenimento dei costi. Le OOSS non possono esimersi di rappresentare forti perplessità circa le reali possibilità di ripresa e sviluppo dell’azienda, ma ciò nonostante e responsabilmente hanno lavorato affinché fosse nuovamente salvaguardata la stabilità

occupazionale. Le segreterie del Coordinamento Nazionale Sindacale di BNL e di Artigiancassa

hanno sottoscritto un accordo in forza del quale 60 persone saranno ricollocate in BNL, 14

saranno opportunamente incentivate e collocate in pensione prioritariamente su base

volontaria. Per le restanti tre persone sarà attivato il Fondo di solidarietà. Punto fondamentale

dell’accordo è rappresentato dalla clausola di salvaguardia, che garantisce fino al 31 luglio 2017

le lavoratrici e i lavoratori che restano in Artigiancassa. BNL infatti si è impegnata formalmente,

in caso di crisi occupazionali, ad assumere gli eventuali esuberi. Un ulteriore impegno è stata

assunto da Artigiancassa per l’apertura di un tavolo negoziale finalizzato al rinnovo del

Contratto Integrativo Aziendale. L’Azienda si è anche impegnata ad effettuare incontri periodici

con le OOSS al fine di monitorare costantemente l’andamento del nuovo piano di sviluppo.

Ancora una volta il senso di responsabilità del Sindacato, ha consentito di trovare

soluzioni equilibrate per far fronte a situazioni emergenziali.

La situazione di straordinarietà del settore costringe anche ulteriori riflessioni sulle prospettive

della nostra azienda. Le logiche economiche di una multinazionale, di cui facciamo parte, non

potranno non avere conseguenze anche sull’andamento e sulla gestione della BNL. E’ compito

del Sindacato mettere in campo tutte le azioni necessarie per fronteggiare le ricadute sul lavoro,

attivando tutti gli strumenti atti a difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

In questo contesto in cui il potenziamento del confronto sia al centro che in periferia dovrà

essere il fulcro delle relazioni industriali per potere finalmente affrontare, alla ripresa dei

lavori, le molte criticità che sono ancora aperte e le cui soluzioni sono già state fin troppo

attese.

In questa logica va valutata positivamente la riorganizzazione della filiera Risorse Umane

che pone i gestori a diretto riporto della DRU sganciandoli così dal perimetro gerarchico dei

mercati, come più volte richiesto dalle scriventi OOSS. Questo importante elemento di

novità dovrà rappresentare un primo passo verso una gestione delle risorse umane più

equilibrata, tendenzialmente svincolata dalla morsa delle sole logiche di budget che tanto

danno stanno provocando all’organizzazione stessa del lavoro e del benessere lavorativo in

generale. La strategia operativa del mercato Retail condotta all’insegna del

ridimensionamento degli organici, caratterizzata delle pressioni improprie, improntata

esclusivamente al perseguimento di obiettivi reddituali a breve e che ha da una parte

rinnegato la cosiddetta “centralità del cliente” e dall’altra svilito quella del lavoro,

rappresenta una stagione che, con il cambio al vertice del mercato, vorremmo considerare

finalmente e definitivamente conclusa.

Le Segreterie Nazionali dircredito Fabi Fisac Fiba  SINFUB
 

Banche, 60mila licenziamenti estivi anche Ubs taglia 3.500 posti La sede della Ubs a Zurigo


Il sistema credito in difficoltà con i conti riduce drasticamente la spesa per il personale. In testa Bank of America con 10mila dipendenti "espulsi" (e 750 filiali chiuse negli Usa), ma alla somma finale partecipano i 50 maggiori istituti di credito del mondo.


ROMA - La banca svizzera Ubs taglierà 3.500 posti di lavoro nell'ambito del programma di riduzione dei costi pari a 2 miliardi di franchi svizzeri annunciato alla fine di luglio. I tagli, secondo quanto riferisce un comunicato, avverranno attraverso uscite naturali, ma anche con licenziamenti. Ubs è l'ultima grande banca, in ordine di tempo, a ridurre drasticamente il personale davanti alle difficoltà del mercato. Nel complesso, il sistema credito quest'estate ha annunciato tagli per 60mila dipendenti.

In Ubs, spiega la nota, circa il 45 per cento della riduzione del personale avverrà nell'investment bank, il 35% nella divisione di gestione dei patrimoni e nel reparto bancario svizzero, il 10% nell'asset management globale e il 10% nell'unità di gestione dei patrimoni nel continente americano. Nel secondo trimestre l'istituto aveva registrato un calo dell'utile netto e aveva rivisto al ribasso gli obiettivi di crescita.

In Svizzera a luglio era stata Credit Suisse ad annunciare un taglio di 2mila posti a livello mondiale. Con la decisione di Ubs, secondo i calcoli dell'agenzia Bloomberg, salgono dunque a quasi 60mila i posti di lavoro tagliati nelle prime 50 banche del mondo fino alla prima settimana di agosto; secondo un'elaborazione Bloomberg, si tratta dell'intervento più pesante dalla crisi del 2008.

Nell'estate nera dei bancari svetta Bank of America che di fronte al crollo del 47% della sua capitalizzazione di borsa potrebbe arrivare a sopprimere 10.000 posti in totale dopo i 3.500 già annunciati. Dopo aver ridotto i suoi effettivi fra i 30.000 e i 35.000 in tre anni in seguito all'acquisizione di Merill Lynch, Bofa prevede di ridurre di altri 10.000 posti i suoi dipendenti nel quadro di una ristrutturazione battezzata "Project New Bac".

Il progetto, ha annunciato l'amministratore delegato Brian Moynihar, deve frenare l'emorragia della suo braccio immobiliare. La prima tranche di 3.500 tagli riguarderà le attività di banca d'investimento e di mediazione, ma le attività di sportello, che occupano 70.000 addetti, e le operazioni immobiliari non saranno risparmiate. Nei prossimi anni il gruppo prevede di chiudere 750 agenzie sulle 5.700 della sua rete nazionale. Alla fine della ristrutturazione Bofa dovrebbe comunque restare il gruppo bancario con più dipendenti degli Stati Uniti con 287.000 impiegati alla fine del 2010, davanti a Citigroup (260.000 impiegati) e JpMorgan Chase (250.000).

Tratto da  http://Repubblica.it  (23 agosto 2011)

Manovra Bis 2011

Da contratti aziendali a contributo di solidarietà ecco la manovra bis

 CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' - Il contributo sarà del 5% per i reddito da oltre 90mila euro fino a 150mila e del 10% da 150mila in su. Per quanto riguarda i parlamentari sarà il doppio di quello previsto per il pubblico impiego. Il contributo riguarderà comunque tutti; i lavoratori pubblici lo pagheranno al posto del taglio in busta paga previsto con la manovra già varata nei mesi scorsi dal governo già nel 2011, per i lavoratori privati scatterà per il 2012 e 2013. CONTRATTAZIONE AZIENDALE - Gli accordi di Pomigliano e Mirafiori saranno estesi a tutti i lavoratori. E' uno tra gli effetti delle nuove norme in materia di lavoro inserite nella manovra e spiegate dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "E' prevista l'estensione verso tutti i dipendenti di quegli accordi che sono coerenti con l'intesa interconfederale realizzati prima di questa intesa e validati dal consenso maggioritario dei lavoratori. Penso a Mirafiori e Pomigliano ma devono essere accordi coerenti con l'intesa interconfederale", ha spiegato Sacconi. LICENZIAMENTI - La contrattazione aziendale inserita nella manovra potrà stabilire e derogare a quella nazionale su tutto ciò che definisce l'organizzazione della produzione e del lavoro fino ai licenziamenti senza giusta causa, tranne quelli discriminatori. "La norma che risponde alla sollecitazione della Bce - ha spiegato Sacconi - rafforza la contrattazione di prossimità, quella aziendale e quella territoriale. Non interviene invece su minimi contrattuali ma - ribadisce Sacconi - ha una capacità compiuta su tutto ciò che è organizzazione della produzione e del lavoro anche in deroga ai contratti nazionali, dall'orario di lavoro al mansionamento, dai rapporti lavoro fino alle consequenze del licenziamento senza giusta causa con l'esclusione dei licenziamenti discriminatori". Comunque "l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è stato modificato. Non l'abbiamo toccato. Abbiamo solo previsto la possibilità che con accordi aziendali si possano definire accordi in materia di licenziamenti senza giusta causa". TREDICESIME PI - Nessun taglio delle tredicesime per i dipendenti pubblici degli enti che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa ma possibile slittamento della loro erogazione. ''Non è un taglio ma - spiega Tremonti - è uno slittamento nell'erogazione''.

CLICCA E LEGGI QUI TUTTI I CONTENUTI DELLA MANOVRA ECONOMICA 2011

Secondo i dati provvisori diffusi dall'Istat, in Italia nel mese di giugno 2001 "gli occupati sono 22.917 mila unita', in diminuzione dello 0,1% (-14 mila unita') rispetto a maggio".

Rispetto all'anno precedente l'occupazione registra invece un aumento dello 0,1% (+31 mila unita'). Il calo registrato nel mese - secondo l'Istituto di statistica - "e' determinato esclusivamente dalla componente femminile". Inoltre "il tasso di occupazione, pari al 56,9%, risulta stabile sia nel confronto congiunturale sia in termini tendenziali". In particolare "il tasso di disoccupazione si attesta all'8,0%, livello analogo a quello registrato negli ultimi mesi; su base annua il tasso cala di 0,3 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile scende al 27,8%, facendo registrare una diminuzione congiunturale di 0,4 punti percentuali"

News Da Unicredit ERAVAMO E SIAMO CONVINTI!!

 

Nel corso dell’Incontro, tenutosi in Capogruppo il 12/07, concernente lo “Studio di Fattibilità” avviato sulle attività dello Shared Service Center, alcuni esponenti della Direzione aziendale sollevarono perplessità in merito a quanto affermato e ribadito dalle OO.SS. che, in quella sede, hanno rappresentato a più riprese la grande tensione, nonché la forte e determinata contrarietà dei/delle Lavoratori/trici dello Shared Service Center nei confronti di qualunque ipotesi di esternalizzazione del servizio e dei Lavoratori/trici addetti. Eravamo convinti di quanto affermavamo e l’ottimo risultato di partecipazione allo Sciopero del 21 luglio dello SSC ha confermato le nostri convinzioni. I/le Lavoratori/trici attraverso la massiccia adesione allo Sciopero hanno voluto dire NO alla loro espulsione dal Gruppo Unicredit!

L’esito dello Sciopero è un messaggio forte e chiaro a chi, nella “stanza dei bottoni”, sta decidendo della sorte dei/delle Lavoratori/trici dello Shared Service Center: i/le Lavoratori/trici non condividono assolutamente il progetto e non ne vogliono essere partecipi. In considerazione di questo prioritario “fattore critico” è indispensabile che TUTTI si rendano

conto che, senza la motivazione e la convinzione dei Lavoratori/trici, il servizio Shared Service Center è una scatola svuotata di ogni valore e contenuto. In contemporanea allo Sciopero ed a suo sostegno, si sono svolte tre riuscite

manifestazioni/presidi presso la sede dell’ ABI a Roma, la sede dello SSC a Milano e la sede di Unicredit a Palermo.

Risulta inoltre paradossale che mentre si chiede, in una fase delicata, a tutti i Lavoratori/trici del Gruppo un ulteriore e rinnovato impegno, senso di appartenenza “alla squadra” e disponibilità al sacrificio, si lanci loro un messaggio di precarietà assoluta: da quella squadra, dall’oggi al domani, si può venire estromessi! E’ davvero inconcepibile e contrario a qualunque razionale di carattere economico/produttivo che si ipotizzi di esternalizzare il servizio SSC, rinunciando così a quel patrimonio rappresentato dalle competenze e dalle professionalità dei /delle Lavoratori/trici addetti/e; un patrimonio che si vorrebbe abbandonare in balia di prospettive industriali incerte e fumose che legittimano enormi perplessità.

I/LE LAVORATORI/TRICI ED IL SINDACATO SI ASPETTANO ORA DALL’AZIENDA L’UNICA SCELTA RAZIONALE SIA DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO/PRODUTTIVO CHE DA QUELLO OCCUPAZIONALE: L’ABBANDONO DI QUALUNQUE VELLEITA’ DI ESTERNALIZZAZIONE DELLO SHARED SERVICE CENTER!

Milano, 22 luglio 2011

Le Segreterie di Coordinamento delle OO.SS. di Unicredit Business Partner S.C.p.A.

Le R.S.A. delle OO.SS. di Unicredit S.p.A. di Milano e Roma

Le Segreterie di Gruppo delle OO.SS. di Unicredit

Sinfub

 

Venerdì 29 luglio è stato raggiunto l’accordo in merito alle ricadute del Piano d’Impresa del del Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Nella giornata del 27 Luglio 2011i si è tenuto il previsto incontro con Equitalia Holding finalizzato alla ripresa del confronto sul tema della modifica del regolamento del Fondo Pensione di settore, la delegazione aziendale

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Nel corso dell’Incontro, tenutosi in Capogruppo il 12/07, concernente lo “Studio di Fattibilità”

avviato sulle attività dello Shared Service Center, alcuni esponenti della Direzione aziendale

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CODICE DI CONDOTTA E SEGNALAZIONE DI COMPORTAMENTI ILLEGITTIMI: la politica dello scaricabarile


Nei mesi scorsi UniCredit ha emanato un Codice di Condotta che i colleghi, proprio in questi giorni, sono sollecitati a sottoscrivere.
A metà giugno, inoltre, è stato emesso un ordine di servizio sulla “Segnalazione dei comportamenti illegittimi”.
I codici di condotta e/o etici, seppure assunti in adesione ad una serie di interventi legislativi che hanno introdotto ipotesi di responsabilità delle società per fatti commessi dai dipendenti, finiscono per diventare solo un’operazione di maquillage, cui non corrispondono in concreto comportamenti coerenti dell’impresa.
E’ il caso di UniCredit che, attraverso l’adozione assolutamente UNILATERALE delle normative in questione, che – ci preme sottolinearlo - non sono state oggetto di alcun tipo di confronto con il Sindacato, di fatto scarica ogni responsabilità ed onere sull’obbligazione lavorativa dei dipendenti, senza fornire loro, peraltro, gli strumenti necessari a dare applicazione alle norme stesse.
Un esempio per tutti è rappresentato dal richiamo, del tutto generico, nel Codice di Condotta, all’impegno aziendale alla formazione (punto 2.4), quando poi nella realtà sappiamo che:
♦ non viene effettuata una adeguata e puntuale formazione per le immissioni in nuovi ruoli;
♦ la formazione al ruolo, nonché quella sull’antiriciclaggio, si esaurisce spesso in corsi on-line, fruiti, tra l’altro, in postazioni non dedicate;
♦ la diffusione delle normative si realizza in gran parte attraverso l’inoltro quotidiano di decine di ordini di servizio, centinaia di pagine che i colleghi devono leggere (quando?) e immediatamente metabolizzare.
Numerosi altri passaggi destano fortissime perplessità. Ne citiamo alcuni:
♦ punto 2.3 conseguenze in caso di violazione del Codice: i provvedimenti disciplinari – fino al licenziamento – possono essere assunti in base a leggi e contratti, che una norma unilateralmente adottata non può certo superare o sostituire;
♦ punto 2.6 conflitti di interesse: se possono esistere conflitti di interesse in capo al lavoratore rispetto ai sistemi incentivanti, l’unica responsabilità è dell’azienda. Per risolvere il conflitto, è sufficiente modificare le politiche commerciali e gli obiettivi di vendita;
♦ punto 2.24 segnalazione di comportamenti illegittimi: la materia è più diffusamente trattata nello specifico O.d.s. dello scorso 13 giugno, che suggerisce, fuor di metafora, comportamenti di vera e propria delazione.
Al punto 1.2 Destinatari leggiamo, inoltre, che “tutti i Dipendenti devono:
- Conformarsi al presente Codice ed alle eventuali integrazioni pubblicate nei Paesi in cui gli stessi operano;
- Comprendere come le disposizioni del presente Codice si applicano alla propria attività lavorativa;
- Confermare, in forma scritta o elettronica, di aver letto ed accettato il Codice e di agire in conformità ad esso.”
Ora, volendo evitare, nell’interesse dei lavoratori, una sottoscrizione puramente formale, ci chiediamo: il singolo collega, che ritenga di non aver compreso come le disposizioni del Codice si applichino alla propria attività lavorativa, perché dovrebbe confermare comunque di aver letto ed accettato il Codice e dichiarare di agire in conformità ad esso?
Abbiamo già rappresentato all’azienda, nei giorni scorsi, la nostra contrarietà all’adozione di sistemi normativi di questa portata, emanati senza un preventivo confronto con il Sindacato e senza una sensibilizzazione nonché una adeguata formazione del personale.
L’argomento sarà trattato in occasione dei prossimi incontri di gruppo di cui forniremo adeguata informativa.
Le Segreterie di Coordinamento di UniCredit Spa
FabiFiba/CislFisac/Cgil  Sinfub  Ugl Credito UilCa

Fondo di Solidarietà di settore: un accordo positivo

A conclusione di una trattativa durata diversi mesi, venerdì 8 luglio è stato sottoscritto con l'Abi un accordo di riforma del Fondo di Solidarietà del Credito, che consente di mantenere questo importante ammortizzatore sociale per il settore e fornisce validi strumenti per affrontare situazioni di riorganizzazione, riconversione professionale e tensioni occupazionali nelle Aziende e nei Gruppi, dando applicazione alle norme dell’art.18 del vigente Contratto Nazionale.L'intesa riveste grande importanza perché ribadisce il valore della concertazione nel settore, che abbiamo sempre sostenuto e l'Abi aveva messo in discussione con le sue posizioni intransigenti e il tentativo di ottenere risparmi sul costo del lavoro ben superiori ai maggiori oneri che oggi gravano sul Fondo a seguito dell'eliminazione delle
agevolazioni fiscali di cui precedentemente beneficiavano. Per trovare soluzioni a questo aggravio di costi , l'accordo prevede una riduzione dell'assegno di accompagnamento per i lavoratori che accedono al cosiddetto Fondo Esuberi (Sezione Straordinaria del Fondo) con la pensione calcolata con metodo
retributivo, ma conferma il principio di volontarietà per aderirvi e impedisce l'introduzione nel settore del ricorso all’indennità di disoccupazione, quindi di licenziare. Tra le misure definite per affrontare situazioni di tensioni occupazionali, evitando uscite di lavoratori sono stati inoltre potenziati i contratti di solidarietà sia difensivi,che espansivi.
L'accordo nel dettaglio prevede:
− per i lavoratori che accedono alla pensione con il metodo retributivo assegno di accompagnamento ridotto dell'8% in caso di ultimo reddito inferiore a 38.000 euro annui, dell'11% per un reddito superiore a 38.000 euro annui;

− in caso di tensioni occupazionali, la possibilità di ricorrere ai contratti di solidarietà difensivi, per una durata di 24 mesi, estendibile a 36 con accordi aziendali, con una riduzione massima dell'orario di lavoro del 50% e una copertura da parte del Fondo fino al 80% della retribuzione lorda relativa alle
ore non lavorate;
− la possibilità di definire nelle aziende o nei Gruppi l'utilizzo di contratti di
solidarietà di tipo espansivo, che prevedono la volontarietà per i lavoratori
prossimi alla pensione di concordare una riduzione di orario di lavoro e nuove
assunzioni di giovani a tempo indeterminato a compensazione delle ore non
lavorate;
− la conferma dell'architettura originaria del Fondo, con l’obbligo di accordo
sindacale e la possibilità di accesso alla sezione Straordinaria senza
l'attivazione di procedure di legge 223/91 (cosiddetto accesso volontario);
− la modifica della denominazione del Fondo di Solidarietà con uno specifico
richiamo alla riconversione e riqualificazione professionale, nell'ottica di
privilegiare con gli strumenti di prevenzione rispetto all'emergere di tensioni
occupazionali;
− la durata dell'erogazione dell'assegno di accompagnamento per 60 mesi fino al
all'effettivo percepimento del trattamento di pensione (decorrenza della finestra
pensionistica);
− l'istituzione di una Commissione paritetica per verificare l'applicazione del
sistema di calcolo ”misto” nella determinazione dell'assegno erogato dal Fondo;
definire una clausola di salvaguardia per chi percepisce redditi lordi annui
immediatamente superiori a 38.000 euro; favorire una più ampia applicazione
della sezione Emergenziale del Fondo di Solidarietà.
L’ entrata in vigore delle misure introdotte per quanto concerne il nuovo calcolo
dell'assegno potrà avvenire solo dopo che saranno state recepite le modifiche nel
Decreto Ministeriale 158, mentre per quanto concerne i contratti di solidarietà si
ritiene che possano essere già a disposizione delle trattative in corso e si stanno
effettuando in merito le opportune verifiche con le istituzioni interessate.
^^^^^
L'accordo raggiunto è stato possibile grazie alla risposta ferma e unitaria che abbiamo
contrapposto alle posizioni provocatorie dell'Abi, forti del grande e consapevole
sostegno ricevuto dalle lavoratrici e dai lavoratori, che a larghissima maggioranza
hanno condiviso l’avvio di un percorso di mobilitazione in occasione delle assemblee di
presentazione della Piattaforma di rinnovo del Contratto Nazionale.
Il risultato conseguito e il rinnovato dialogo con le Banche e con l'Abi sono un
patrimonio importante, che auspichiamo non venga disperso dalle controparti in
occasione dei confronti che sono in corso su vari Piani d'Impresa e che possa
agevolare il percorso per il rinnovo del Contratto Nazionale, rispetto al quale è
previsto un incontro mercoledì 13 luglio a Roma.
L’accordo sottoscritto sarà illustrato e sottoposto alla consultazione delle lavoratrici e
dei lavoratori nel prossimo mese di settembre/ottobre, nell’ambito dell’informativa alla
categoria sullo stato dell’arte delle trattative per il rinnovo del CCNL.
Roma, 13 luglio 2011


Le Segreterie Nazionali


DIRCREDITO – FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL – SINFUB – UGL – UILCA